29/03/2026
Condivido queste valutazioni. Qui si parla di Lucca, ma vale anche per altri comuni che vivono queste contraddizioni e queste difficoltà .
Lucca non è solo Mura e torri. È un territorio ricco, fatto di frazioni, paesaggi, storie e comunità che meritano attenzione e cura. Eppure, quando si parla di turismo, tutto sembra concentrarsi sempre nello stesso luogo: il centro storico, già saturo di eventi, presenze e pressione quotidiana.
Sia chiaro, il turismo è un ambito di grande valore per Lucca ma il successo e la sua ricaduta sulla città non può essere misurata solo nel raggiungere numeri sempre più grandi. Con Lucca è un grande noi siamo convinti della necessità, prima che sia troppo tardi come in altre realtà, di governare il fenomeno con azioni che mirino anche a un equilibrio tra il vissuto quotidiano dei residenti e la presenza dei visitatori.
Ciò non significa colpire il turismo o ridimensionare i grandi eventi. E chi auspica questo non ha a cuore Lucca. Ma sono urgenti nuove strategie capaci di andare oltre la bellezza di San Michele e l'unicità di Torre Guinigi. Serve progettare un turismo diffuso capace di portare visitatori anche nei quartieri, nelle colline, nei paesi che compongono l’identità più autentica di Lucca. Non significa spostare il flusso di turisti ma investire in un'offerta più ampia e variegata. È come se mancasse la creatività, la capacità di progettare un turismo più lento, più rispettoso, più distribuito limitando l'azione amministrativa allo sfruttare al massimo ciò che già c'è.
E invece sarebbe proprio questa la sfida: valorizzare ciò che è meno visibile, creare occasioni di crescita sociale, culturale ed economica dentro e fuori dalle Mura. Perché un territorio vive quando è tutto coinvolto, non quando una sola parte è sovraccarica.
Lucca ha tutte le carte per farlo. Serve una visione più ampia, più coraggiosa e più generosa.