Aida, "l'Opera del Verde"

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Giardini in trasformazione....legno che rivive in nuovi frammenti di esistenza....
18/06/2022

Giardini in trasformazione....legno che rivive in nuovi frammenti di esistenza....

Esagerato è il fiore di peonia che può raggiungere i quindici, finanche venti centimetri d’ampiezza, in un giro di petal...
16/04/2022

Esagerato è il fiore di peonia che può raggiungere i quindici, finanche venti centimetri d’ampiezza, in un giro di petali semplice o doppio, o follemente stradoppio. Le grandi sontuose corolle, soavemente profumate e aperte su un bottone di stami dorati, sono uno splendore che dura un battito di ciglia, ma è l’attimo fuggente della perfezione, il fremito di un’intuizione luminosa.
(Angela Borghesi)

ECHINACEA... PIANTA DELLA PROSPERITÀL’echinacea è un fiore selvatico che cresce spontaneamente nei prati. Una volta, era...
22/06/2020

ECHINACEA... PIANTA DELLA PROSPERITÀ

L’echinacea è un fiore selvatico che cresce spontaneamente nei prati. Una volta, era molto usata dagli indiani per curare diversi disturbi e oggi è riconosciuta come pianta immunostimolante per rinforzare le difese immunitarie.
L’echinacea è una pianta perenne, vive molti anni. Si riposa in inverno e ricomincia il suo ciclo in primavera. Appartiene alla famiglia delle Asteracee.
E’ una pianta resistente con dei fiori abbastanza grandi che somigliano alle margherite. Nel Nord America, da dove è originaria, esistono diversi tipi . Tuttavia, le 3 specie principali sono l’echinacea:
angustifolia
purpurea
pallida.
L angustifolia è diffusa anche in Europa, i suoi fiori rosa/violaceo escono tra giugno e settembre principalmente nei prati. Anche la purpurea ha la fioritura da giugno a settembre, i suoi fiori sono di colore viola e la pianta è adatta a crescere nelle foreste. Mentre i fiori dell’echinacea pallida sono bianchi, crescono nei prati e hanno una fioritura anticipata rispetto alle altre due varietà, tra maggio e agosto.
Il nome echinacea è originato dalla parola greca ‘echinos‘ e significa ‘riccio‘.
Il termine fa probabilmente riferimento alla tipologia dei semi, che si trovano al centro della corolla e sono a punta.
L’echinacea delle 3 specie (Purpurea, Pallida e Angustustifolia) è un’erbacea poliennale (riposa in inverno e fiorisce tra giugno e agosto), ha le foglie basali a rosetta e i suoi petali sono allungati, cadenti e dai colori diversi e accesissimi. Nel periodo della fioritura raggiunge gli 80 centimetri di altezza.
Inoltre, il frutto è un achenio di colore marrone chiaro. E’ una pianta resistente anche a temperature molto diverse.
E’ molto adattabile, cresce e fiorisce sia in montagna che in pianura e anche lungo le coste marine. Inoltre, è coltivata anche in Italia.
Le specie diverse da quelle utilizzate per i rimedi medicamentosi hanno un solo utilizzo: quello ornamentale. Le piante sono originarie del Nord America e vengono coltivate, anche in Italia, sia per uso terapeutico che ornamentale.
Cresce principalmente in Europa e in America del Nord. Inoltre, sembra possedere varie virtù medicinali, come rimedio per le infezioni e alcune malatie virali, come il raffreddore.
Veniva utilizzata già dai nativi americani e dagli sciamani delle tribù del Nord America per le sue molteplici proprietà. Era considerata al pari di un’erba magica.
I pellerossa nel nord America la consideravano sacra per i suoi poteri di guarigione. Gli stregoni delle tribù pellerossa facevano mangiare le foglie di echinacea a chi veniva morso da serpenti velenosi e mettevano sulle ferite un unguento preparato con le foglie della pianta fresca.

A quanto pare, questo trattamento medico riusciva a combattere il veleno nell’arco di pochi giorni. In Europa, la pianta e le sue proprietà mediche si diffusero solo nel XVIII secolo e venne catalogata tra le piante officinali nel 1916.

Nel tempo, sono state scoperte anche le sue proprietà cicatrizzanti, quando applicata su ferite, e purificanti, quando ingerita, per il sangue e contro i virus.
Infine, si di che abbia anche la capacità di stimolare il sistema immunitario e quindi di contrastare i batteri, i virus e i funghi. Per tutte queste ragioni, l’echinacea è simbolo di salute e di forza.
Si possono coltivare le Echinacee in vaso o in piena terra all'aperto, perché resiste bene alle basse temperature anche inferiori allo zero. Durante l'estate, ogni 15-20 giorni, andrà aggiunto all'acqua d'irrigazione un fertilizzante liquido per piante fiorite.

CALENDULA OFFICINALIS.. La pianta di VenereI latini associavano il termine "officinalis" a quelle "herbe" dotate di prop...
07/06/2020

CALENDULA OFFICINALIS.. La pianta di Venere

I latini associavano il termine "officinalis" a quelle "herbe" dotate di proprietà terapeutiche e quindi utilizzate nell'industria farmaceutica, capaci di curare le patologie in armonia con il corpo.
Calendula officinalis è una pianta dalle mille virtù, associata fin dall'antichità a riti magici compiuti da guaritori e streghe, utilizzata nella cosmesi e nella colorazione delle stoffe, come pianta alimentare per colorare e aromatizzare i cibi.
Secondo la mitologia greca, Calendula nasce dalle lacrime versate da Venere per la perdita del suo amato Adone, infatti il significato simbolico di questo fiore è sofferenza e pene d'amore.
Le origini della coltivazione di Calendula officinalis sono così remote da essersi smarrite nel tempo: Greci, Egizi, Indiani, Romani conoscevano il potere e le particolari proprietà dei fiori, foglie e semi, capacità curative di cui ancora oggi ci avvaliamo (i vantaggi sono confermati da basi scientifiche).
In alcune cerimonie sacre gli antichi sacerdoti officiavano riti propiziatori con al collo ghirlande di fiori di Calendula.
Calendula officinalis è detta anche Marigold (L'oro di Maria) perché impiegata per la precoce fioritura in cerimonie cattoliche in alcuni Paesi, in onore della Vergine Maria.
Anche Santa Ildegarda di Bingen, scienziata, erborista e grande studiosa del XII secolo annovera tra le migliori erbe medicamentose Calendula, pianta officinale prescritta dalla monaca per disturbi intestinali e della cute.
Per i medici del periodo medioevale, Calendula officinalis era legata al ciclo mestruale proprio per la fioritura mensile della pianta (teoria delle signature), assunta nelle dosi prescritte provocava le mestruazioni e ne attenuava i sintomi concomitanti, controindicata quindi durante la gravidanza.
L'olio o la crema ottenuti dalla macerazione dei fiori allevia all'istante ustioni, screpolature o arrossamenti della pelle, scottature causate da eccessiva esposizione ai raggi solari, delicata anche su pelli molto sensibili.
Il nome "Calendula" deriva da "calendae" (da cui proviene anche l'attuale termine "calendario") per i latini il primo giorno di ogni mese dell'anno.
La lunga fioritura di questa erbacea amante del sole, suggerisce un nome legato ad ogni mese e stagione dell'anno.
Calendula è un'Asteracea di cui si utilizzano i fiori arancioni freschi per colorare e aromatizzare insalate e tingere tessuti; essiccati sostituiscono lo zafferano per la stessa tonalità di giallo che si ottiene.
I principi attivi estratti da Calendula officinalis hanno qualità antinfiammatorie, depurative, cicatrizzanti, antispasmodiche, ottimo rimedio naturale per contrastare punture d'insetto, acne, eczemi e tutte le infiammazioni cutanee.
Le azioni benefiche della pianta si espletano tramite tisane o infusi, creme, pomate, tinture.

INFUSO:
In 250 ml d'acqua bollente infondere 2 cucchiaini da caffè di fiori di Calendula essiccati all'ombra, coprire e filtrare dopo 10 minuti.

TINTURA:
si ottiene mettendo a macerare 20 gr di fiori in 100 ml di alcool al 60%, estrarre poi i fiori spremendoli bene prima di gettarli.

CREMA:
se ne possono acquistare ottime in farmacia o prepararne semplicemente a casa con 20 gr di fiori di Calendula ricoperti di olio di oliva, lasciare riposare 12 ore al sole (l'olio assorbirà gli oli essenziali e i principi attivi). In un pentolino sciogliere 5 gr di b***o di cacao e 5 di cera d'api, unire l'olio e lasciare raffreddare.

Calendula è una pianta eliotropia (si volge verso il sole) che dischiude i suoi fiori quando i raggi solari colorano e scaldano l'aria per chiudersi poi alla notte. Anche in prossimità di un temporale pare che il fiore di Calendula chiuda la sua corolla.
Cresce spontaneamente in tutto il bacino Mediterraneo, la lunga e colorata fioritura fa di Calendula una pianta ornamentale molto apprezzata per abbellire aiuole, bordure, orti-giardino, macchie fiorite e balconi.
Viene coltivata industrialmente per la produzione dei fiori da cui si traggono numerosi benefici.
La pianta è un'erbacea annuale, biennale o perenne dagli steli ramificati ed eretti, foglie lunghe e verdi alternate dal margine irregolare.
I fiori vanno dal giallo all'arancio più intenso, i frutti sono acheni.
Coltivazione
Calendula è una pianta di facile coltivazione che ben di adatta a tutti i tipi di suolo, predilige terreni leggeri, ricchi e ben drenati.
Seminare in Autunno in climi temperati, attendere la Primavera in quelli più freddi in una zona assolata e riparata dal vento.

ORTENSIA... REGINA💙Il nome “Ortenisa” fu dato alla pianta dal naturalista Philibert Commerson che la portò per primo in ...
01/06/2020

ORTENSIA... REGINA💙
Il nome “Ortenisa” fu dato alla pianta dal naturalista Philibert Commerson che la portò per primo in Europa nel XVIII secolo, dopo aver visitato la Cina in un viaggio compiuto intorno alla terra tra il 1766 e il 1769 insieme con il navigatore Louis Antoine de Bougainville, proprio con lo scopo di scoprire nuove piante.
Egli si innamorò di Hortense Lapeaute, moglie dell'astronomo Jérôme La Lande e da lei ricambiato, volle rendere eterna la loro storia d'amore battezzando la pianta con il nome dell'amata.

L'Ortensia è una pianta coltivata quasi esclusivamente per motivi ornamentali, si presenta come un arbusto molto ramoso alto circa da uno a due metri, con foglie molto ampie ed opposte , ovali-acute e seghettate. Grazie alla sua forma particolare, alle dimensioni che raggiunge e ai colori, è spesso la protagonista di splendide opere in giardini e parchi.

Per ciò che riguarda i fiori essi si presentano come grandi gruppi compatti in cui sono presenti due tipi di fiori, sterili e fertili, quelli fertili sono posizionati al centro e sono di dimensioni ridotte e di colori chiari, quelli sterili, invece, sono di colori decisamente più accesi e di dimensioni più grandi e sono posizionati ai bordi. I fiori sterili (esterni) hanno una funzione esclusivamente di vessillo, ovvero servono per attirare gli insetti. Questi fiori sterili possono essere rosei, azzurri, bianchi o verdi, tanti colori e tutti meravigliosi.
Forse non tutti voi sapete però che il colore dei fiori delle Ortensie non dipende dalla varietà della pianta ma è determinato dalla composizione del terreno, infatti esso può cambiare in base al ph del suolo che ospita la pianta: nei terreni più acidi (con PH compreso fra 5,00 e 5,5) i fiori della gran parte delle varietà di Ortensie sono azzurri/blu, mentre in quelli con PH compreso fra 5,5 e 6,5 sono di colore malva o rosso magenta e in quelli più alcalini (con PH fra 6,5 e 7) sono di colore rosa, di conseguenza possiamo dire che l’Ortensia, tramite i suoi fiori, può essere una sorta di termometro per il terreno.

Fondamentalmente l'Ortensia è un arbusto perenne che vive a due velocità durante l'anno, infatti durante le stagioni fredde, per esempio in Inverno, questa pianta tende a spogliarsi completamente mentre ritorna, per così dire, alla vita con l'avvicinarsi delle stagioni calde. Verso Marzo cominciano a comparire le nuove foglie per rifiorire nuovamente in Primavera ed in Estate.
In buona sostanza l'Ortensia vive molto bene nel terreno aperto ma la coltivazione in piena terra richiede clima fresco durante l'Estate e sempre la mezz'ombra. Se si decide invece di far vivere la pianta in vaso e vogliamo mantenerla in buona salute e la fioritura il più possibile, bisogna tener presente che l'Ortensia ama il sole però è molto importante non esporre la pianta alla luce diretta e che la temperatura ambientale non dovrebbe mai superare i diciotto gradi.
Non dimentichiamo poi che essa ha i gambi vuoti al loro interno e può quindi far rifornimento d'acqua, è per questo che non bisogna esagerare nel darle da bere altrimenti si rischia di farla marcire.

Viene considerata la "Seconda Regina del Giardino", invidiosa forse della sua rivale, la Rosa, ed è soprannominata la dea Venere, così superba da essere addirittura tossica, se ne sconsiglia quindi l'uso in cucina.

Il nome Ortensia, utilizzato anche come nome proprio di persona, significa voler fuggire, evadere, essere freddi ed altezzosi. Spesso è stato utilizzato per i nobili come nel caso di Hortense Eugénie Cécile Bonaparte, figlia di Giuseppina e figliastra di Napoleone e in seguito consorte di Luigi primo fratello di Napoleone oppure anche nella versione maschile, Ortensio, come il personaggio della commedia cinquecentesca “La Bisbetica Domata” di William Shakespeare.

PASSIFLORAPianta erbacea perenne con arbusti dal portamento rampicante e lianoso ( 5-6 m.) Il fusto abbondantemente rami...
23/05/2020

PASSIFLORA
Pianta erbacea perenne con arbusti dal portamento rampicante e lianoso ( 5-6 m.) Il fusto abbondantemente ramificato, è sottile, verde nei giovani esemplari, ricoperto da corteccia nei soggetti vetusti.

Le foglie sono alterne, lanceolate, nelle ascelle ci sono gli organi di ancoraggio, a forma di viticci. I fiori sono normalmente ermafroditi, ascellari e solitari, hanno tre brattee di varia forma, a volte colorate e dotate di ghiandole nettarifere, il calice più o meno allungato, con 5 sepali, 5 petali a volte assenti; è normalmente presente una corona di filamenti.

I frutti sono generalmente bacche ovoidali o allungate, ricoperte da un leggero tegumento che, a maturazione, si colora di giallo, all'interno del frutto si trova una polpa gelatinosa (arillo) che contiene piccoli semi di forma appiattita, cuoriformi, di colore scuro, coriacei e rugosi.



L'habitat della passiflora
La passiflora è una pianta ornamentale rampicante originaria delle zone tropicali e subtropicali del centro e del sud America; alcune specie provengono del nord America ed altre dall’Asia e dall’Australia; oggi coltivata anche nelle nostre regioni e in molti paesi a clima temperato-caldo.



Cenni storici
Questa pianta fu introdotta in Europa nel 1610 da Emmanuel de Villegas, padre agostiniano che rientrava dal Messico. Era rimasto affascinato da una pianta che produceva un fiore straordinario, che gli indigeni chiamavano granadilla e della quale mangiavano il frutto (il famoso frutto della passione).

Il missionario era rimasto colpito dal fiore in quanto ad esso associava la passione e la crocifissione di Gesù Cristo: la corona di filamenti colorati che circonda l'ovario era la corona di spine; i 5 stami, le 5 ferite di Gesù; i 3 stigmi, i 3 chiodi; i 5 petali ed i 5 sepali gli apostoli rimasti fedeli a Gesù; l'androginoforo la colonna della flagellazione ed i viticci i flagelli.

Appena rientrato in patria fece vedere la pianta a Padre Giocomo Bosio, e ne fu talmente affascinato che scrisse, nello stesso anno, un "Trattato sulla Crocifissione di Nostro Signore" con la prima descrizione del fiore che venne chiamato Passione incarnata. E, infatti, il nome del genere, adottato da Linneo nel 1753 è passiflora dal latino passio che significa appunto “passione” e flos, “fiore”.



Una ricetta con la passiflora
USO INTERNO

INFUSO: 1 cucchiaio raso di foglie e parti aeree di passiflora, 1 tazza d’acqua

Versare la pianta nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno in caso di ansia, nervosismo, palpitazioni o prima di andare a dormire per usufruire della sua dolce azione sedativa

Il Philadelphus, noto anche con il nome di fiore dell’angelo, è un albero originario delle zone a clima temperato e appa...
13/05/2020

Il Philadelphus, noto anche con il nome di fiore dell’angelo, è un albero originario delle zone a clima temperato e appartiene alla famiglia delle Hydrangeaceae. Esso comprende circa 60 specie di varietà che presentano alcune caratteristiche in comune. La crescita è molto variabile, infatti, si possono notare esemplari di circa 1 metro d’altezza e piante che arrivano anche ai circa 5 metri. Essendo una pianta rustica, il Philadelphus si adatta a ogni clima. Dal punto di vista estetico, presenta un fusto costituito da una corteccia squamosa, il fogliame tende a cadere durante la stagione autunnale e le foglie, crescono in direzioni opposte. Tra maggio e giugno è possibile osservare la bellezza e sentire il profumo d’infiorescenze molto particolari. Esse sono di colore bianco e possono crescere sia in coppia e sia da sole.

Incanto del creato...
11/04/2020

Incanto del creato...

E finalmente sistemo il mio giardino!!
24/03/2020

E finalmente sistemo il mio giardino!!

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