04/04/2026
𝐋𝐨 𝐬𝐦𝐚𝐫𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢
È consuetudine, da che abbiamo memoria, identificare una strada, una piazza, un luogo specifico delle nostre città con elementi che li connotano e li rendono facilmente identificabili come ad esempio lo sono, sia le emergenze architettoniche storiche, sia quegli esercizi commerciali che da sempre hanno coadiuvato, accompagnandola, la quotidianità nel corso delle nostre vite.
𝐀 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐨𝐧𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐠𝐨𝐳𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞, 𝐢𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐭𝐮𝐭𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐧𝐮𝐜𝐥𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐩𝐢𝐬𝐜𝐞, 𝐢𝐧𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢.
Rimpiangiamo un tessuto sociale che si smarrisce nell’apertura dell’ennesimo negozio di souvenir o nell’esercizio di ristorazione al posto dell’antico corniciaio, del forno, del negozio di calzature, della mesticheria, del calzolaio, della cartoleria, dell’alimentari.
𝐂𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐯𝐞𝐭𝐫𝐢𝐧𝐞 (𝐚𝐧𝐳𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐞𝐥𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐞), 𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐞 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐦𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐟𝐚𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐫𝐨𝐯𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐯𝐚𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚 ‘𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨’ 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐚 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚 𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨, un luogo ad uso e consumo di un fruitore effimero che morde e fugge via, lasciando a noi che restiamo un profondo senso di spaesamento.
Auspichiamo che in futuro ci siano occasioni per collaborare in dialogo con l'Amministrazione o i rappresentanti di categoria così da poter "pianificare" un andamento condiviso riportando al centro l'unicità della nostra città.
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