05/06/2026
𝐑𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀
Ci appare di fatto una contraddizione constatare come il nostro Paese, in passato punto di riferimento mondiale per la progettazione paesaggistica, oggi risulti meno propenso a proseguire lungo la strada tracciata dalla sua stessa storia non riuscendo a prendere ispirazione neppure da soluzioni efficaci adottate in altri Paesi, soprattutto nordici.
Nel nostro contesto, il 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐨 sembra di fatto diviso in due categorie ugualmente problematiche:
📌da un lato c’è il 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨, bellissimo ma ‘intoccabile’, ridotto a puro oggetto di contemplazione dove non si può sostare, giocare o socializzare;
📌dall’altro, il 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 che si riduce spesso a modesti interventi poco efficaci tipo micro-aiuole o piccole siepi che pare abbiano come unica funzione quella di essere barriere invalicabili.
È così che alla fine viviamo tra i 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐞𝐭𝐨 - dove quello che non si può fare prevale sempre su quello che si può fare - soffocando sotto la calura estiva alla ricerca di sedute all’ombra che scarseggiano.
Forse dovremmo ripartire proprio dagli esempi virtuosi: tornare a 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚, smettendo di considerarla esclusivamente come un costo di manutenzione o un problema di sicurezza, per accoglierla finalmente come un 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞, capace di migliorare la qualità della vita di tutti noi.