10/04/2026
L’urbanistica del soffritto (per Pistoia)
Quando gioca la nazionale di calcio, tutti si improvvisano allenatori e tattici.
Allo stesso modo, quando arrivano le elezioni comunali, ogni cittadino diventa architetto, urbanista: ciascuno ha la soluzione definitiva per rilanciare la città di Pistoia. Il centro storico, le periferie, il traffico, il verde: tutto sembra semplice, con un’idea pronta in tasca.
Eppure esiste un ente pubblico che rappresenta chi queste cose le studia e le pratica: l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Non un’associazione di categoria, un ente pubblico non economico, che tutela i cittadini, la qualità della progettazione e dell’ambiente costruito.
Stranamente, però, nessuno sente il bisogno di interpellarlo.
Si preferisce proporre soluzioni urbanistiche elaborate chissà come, tra un impegno e l’altro: durante un weekend libero, dopo pranzo o dopo cena, nella pausa caffè. Idee confezionate in fretta, spesso senza il tempo necessario per comprenderne davvero le conseguenze.
E allora, se vogliamo un’urbanistica pensata nel tempo libero, poi non lamentiamoci per i cinque anni successivi di ciò che non funzionerà.
A quel punto, la responsabilità non sarà né degli architetti di Pistoia, né di chi quelle idee le ha elaborate durante la digestione.
Sarà tutta colpa del soffritto!