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ZERO consumo di suolo. ZERO emissioni ZERO impatto

studio associato di architettura & ambiente si pone al servizio dell' eterna esigenza dell'uomo di trasformare il proprio abitat sulla propria misura di confort, di bellezza e di funzionalità, ma che sia sempre nel rispetto dell'ambiente e del risparmio delle risorse.

24/12/2025
27/12/2023

LE CITTA NON SONO FATTE DI PIETRE MA DA CITTADINI

21/12/2023

DIRETTIVA CASA GREEN...frena

Qualche giorno fa il parlamento Europeo ha trovato un accordo provvisorio sulla tanto discussa Direttiva Case Green.

Ma la proposta di legge che obbligava il raggiungimento di classe E entro il 2030 e D entro il 2033 è stata eliminata.

Troppe forze che portano interessi contrastanti frenano anche in Europa i necessari provvedimenti verso una vera transizione energetica.

La nuova versione prevede che ogni Stato Membro adotti la "sua" strategia nazionale per ridurre il consumo energetico del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035 consentendo sufficiente flessibilità per raggiungere questo obiettivo, ciò comporteranno "mancanze" che produrranno sanzioni a carico di tutti per benefici economici di pochi.

Eppure un dato positivo è stato stabilito, che il 55% di questa riduzione derivi dalla ristrutturazione degli edifici con prestazioni peggiori.

Cosa che anche il "nostro" 110% avrebbe dovuto prevedere, a nostro avviso ( e ne producemmo di emendamenti) cosa per cui avrebbe certamente avuto vita migliore e più lunga...

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15/12/2023

lettera aperta al Ministero dell'ambiente

14/12/2023

Il PACCO per Napoli.

Il 30 novembre scorso il consiglio comunale di Napoli ha dato avvio alla concretizzazione delle svendite previste nel Patto per Napoli, di quello che i napoletani hanno a ragione ribattezzato il “Pacco per Napoli” ad intendere quella truffa della tradizione popolare napoletana di vendere per strada un pacco vuoto ad un avventore, truffandolo, mentre egli è convinto di star facendo un grande affare comprando, per poco, qualcosa di valore da un qualche mal capiente.

di Paola Nugnes e Giuseppe Cristoforoni

La proposta dell’Assessore al Bilancio e al Patrimonio Pier Paolo Baretta è di svendere e cedere beni del patrimonio pubblico di Napoli, che appartengono ai napoletani, di ieri, di oggi, ma soprattutto delle generazioni future, a privati, per questioni di bilancio.

Questo è quanto stabilito nel “Patto per Napoli” sottoscritto dalla giunta Manfredi (Pd -m5s -SI)

INVIMIT ha valutato, da sé e per sé, il valore di tre grandi caserme storiche, che potrebbero essere trasformate in abitazioni sociali, in luoghi pubblici per la cultura, in case per gli studenti, direttamente dall’ente comunale, in tre milioni di euro complessivi e procederà così all’acquisizione.

Così avverrà per altri sei edifici collocati nel centro storico, Galleria Principe di Napoli, palazzo Cavalcanti, a Marechiaro, Villa Cava, a Posillipo, due depositi ANM, Il complesso del Carminiello a piazza S. Eligio.
Per questi, su una valutazione di 43 milioni di euro, il Comune incasserà solo 13 milioni.

INVIMIT è una società partecipata al 100% del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la sua mission è valorizzare e "dismettere" il patrimonio immobiliare pubblico, attraverso la gestione di fondi di investimento.

Quindi, INVIMIT, è sì un ente dello Stato, ma è una s.p.a., una società per azioni quotata in borsa, che può essere divorata in un attimo dai privati.
Questa s.p.a. nasce proprio con l’intento di realizzare speculazioni immobiliari, acquisendo, con fondi pubblici del PNRR, in svendita, da enti territoriali in difficoltà, beni comuni indisponibili, secondo Costituzione, per poi immetterli sul mercato privato a costi più elevati.

Lo Stato, invece di aiutare l’ente a mettere a “valore” per il territorio e per la collettività il proprio bilancio, i propri beni, con i fondi del PNRR (proprio a tale scopo stanziati dalla UE) mosso dalla morsa del neoliberismo e del libero mercato, si comporta da strozzino e strozza, nella necessità, l’ente.

I beni che vengono sottratti a Napoli rappresentano parte del patrimonio non solo economico, ma culturale, identitario e sociale della città.

Sono beni pubblici che appartengono al popolo e alle future generazioni, che per il dettato costituzione all’art.42, non possono essere posti in vendita e subire limiti di nessuna sorta, e quindi, non possono neanche essere dati in gestione a privati ( limiti che invece la Costituzione, al comma tre del citato art.42, pone alla proprietà privata,)

La città viene esautorata, dunque, da Invimit in nome del dio profitto e del dio mercato, a favore del privato, del singolo e a danno della collettività, disponendo impropriamente di beni indisponibili, saccheggiando un patrimonio inalienabile che non appartiene all’ente in qualità di soggetto giuridico, ossia l’amministrazione, delegata appunto solo ad amministrare e gestire il patrimonio pubblico, che per questo non avrebbe mai potuto, secondo Costituzione, sottoscrivere il “Patto”.
Il Patrimonio pubblico appartiene all’ente comunale solo in qualità di soggetto pubblico.

Ma Napoli, pur saccheggiata, usurpata, deprivata, non potrà, pur con questo crimine subito, porre fine al suo debito, si tratta di incassi irrisori che non prosciugano il debito, così come non svuota il mare un cucchiaio.

Invimit è partecipata del Ministero al 100% e questo potrebbe indurre in errore, non è “pubblica” nel senso di perseguire l’interesse pubblico e collettivo poiché, come abbiamo già detto è una s.p.a. con finalità privatistiche di profitto privato; quindi, non è Istituzione pubblica che persegue l’interesse della collettività.

Il miglior offerente per la gestione del patrimonio pubblico, in una disposizione costituzionalmente orientata, deve essere il popolo, i cittadini. Lo Stato che, secondo il secondo comma dell’art.3 della Costituzione, ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese, dovrebbe, con i fondi del PNRR, aiutare gli enti a ridare valore al proprio patrimonio mettendolo a vantaggio, anche economico, della collettiva.

Al contrario questa operazione scellerata consegna il patrimonio pubblico, la ricchezza culturale, la identità dei napoletani e di Napoli nelle mani di poteri economici e finanziari forti, semmai anche stranieri, come è accaduto con la Troika in Grecia, mettendole in mano pochi spiccioli.

In ultimo ma non per ultimo, va ricordato che il maggior debito del comune di Napoli è causato dallo Stato, per i vari e ripetuti commissariamenti imposti, il commissariamento del terremoto dell’80, e quello dell’emergenza rifiuti e per l’insolvenza di tanti enti, tra cui l’Università Federico II, di cui il nostro sindaco era magnifico Rettore.

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11/12/2023

12 attiviste sono state arrestate per aver interrotto il traffico pacificamente. Criminale è chi investe nella distruzione, non chi denuncia con proteste nonviolente. Appoggia anche tu la resistenza civile https://actionnetwork.org/forms/12-cittadine-arrestate

Indirizzo

Via Guglielmo Oberdan N. 19
Pozzuoli
80078

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 18:30
19:00 - 20:00
Martedì 09:30 - 18:30
19:00 - 20:00
Mercoledì 09:30 - 18:30
19:00 - 20:00
Giovedì 09:30 - 18:30
19:00 - 20:00
Venerdì 09:30 - 18:30
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Telefono

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