18/02/2026
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𝐋𝐚 𝐕𝐌𝐂 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐬𝐢 𝐮𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞.
Progettare un edificio senza valutarne le specifiche emissive per poi affidare la sua salubrità ad un sistema di VMC è un’operazione tanto scorretta quanto pericolosa.
Un impianto di vetilazione può alzare tantissimo la qualità dell’aria indoor ma 𝐝𝐞𝐯’𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐮𝐜𝐫𝐨.
Molti professionisti si trovano spesso davanti alla possibilità di creare edifici altamente efficienti avendo a disposizione un’enorme tecnologia impiantistica con la reale difficoltà nel poterla sfruttare veramente per il controllo delle emissioni indoor
𝐈𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐨:
👉 la VMC gestisce l’aria ma non certifica la salubrità dei materiali.
Se le sorgenti emissive non sono verificate:
– la ventilazione diluisce le concentrazioni inquinanti senza che queste siano state veramente comprese e gerarchizzate
– la ventilazione lascia comunque scoperto il progettista nei confronti delle sue responsabilità tecnico-documentali nella selezione di un involucro che, in primis, deve RISULTARE basso-emissivo
Per questo il valore di un progetto sta nell’ordine corretto delle scelte:
𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 le emissioni dei materiali alla fonte
𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 la conformità di tali materiali ai requisiti di salubrità richiesti
𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 il carico inquinante complessivo dell’edificio
𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 la VMC come sistema sinergico edificio-impianto per il perseguimento/mantenimento della qualità dell’aria interna
𝐁𝐢𝐨𝐬𝐚𝐟𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐝 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞:
fornire dati, misurazioni e strumenti di verifica che rendano la qualità dell’aria dimostrabile e replicabile.
👉 La VMC non merita di essere utilizzata solo per compensare errori di scelta progettuale ma deve poter svolgere le sue funzioni a meglio in un contesto controllato e consapevole.