15/12/2018
Domenica 16 dicembre alle ore 15:30 presso "i Pratini" di Via Costantino Ruggeri, Santarcangelo di Romagna si inaugurerà
E' ribéss
opera di Manolo Benvenuti & Elena Leria Jiménez
In italiano Re Biscio, Ribisso, a volte Rebissone. Discendente del temibile Basilisco. È assai più comune raggelarsi per il fischio fortissimo con cui si annuncia, piuttosto che per una sua teatrale apparizione nei dintorni. Quanto è effettivamente grande? Ha il fusto della serpe o corte zampe artigliate? Uno o due paia?
La sua dentellata cresta vermiglia è come quella dei galli o richiusa proprio come una corona regale? Ogni fiaba, leggenda, antica cronaca o recente avvistamento offre un identikit diverso di Sua Bisciosità. Una cosa è sicura: la sua tana è ben nascosta sott’acqua. Tra i rettili fantastici che si assiepano nella Romagna dei racconti popolari, e’ Ribéss spicca per un’innegabile particolarità: una gemma incastonata al centro della fronte che, brillando, riduce alla paralisi la sua preda. O forse è il simbolico terzo occhio, sigillo della sua eternità. O forse è il magnetismo proprio del suo sguardo anfibio. Comunque sia, lo Strisciante Sovrano, forte della sua virtù ipnotica, va a caccia soprattutto di fanciulle. Le nonne di una volta si raccomandavano tanto, con le nipotine, di non giocherellare tra i cespugli del Marecchia e dell’Uso, o troppo vicino ai canali scavati a filo di borgo, che collegando al Marecchia via Ruggeri e
via del Pozzo Lungo delimitavano la Venezia di Santarcangelo. Nulla sul Re Biscio è scontato, nemmeno cosa mai resti nella mente delle sue vittime: se terrore, voluttà o conoscenze segrete su questo e altri mondi. L’inafferrabile Re delle Serpi è difficile da avvistare, ma non del tutto impossibile, se è vero che è stato scorto anche in questi Pratini e c’è ancora chi giura di averlo incrociato in pieno giorno.
Testo di Giulio Accettulli
Progetto vincitore del bando indetto dal Comune di Santarcangelo di Romagna per la realizzazione di una panchina collettiva