Lortoincolto

Lortoincolto "L'orto incolto" è nato dal workshop omonimo nell'ambito del progetto P.I.S.U. RC “L’Orto di Calipso”. Svolge attività di promozione della cultura del progetto.

La pagina propone buone prassi in ambito urbano, promuove l'agricivismo, l'architettura, l'arte pubblica e una nuova cultura del progetto per migliorare la città e la qualità della vita dei cittadini.

W la Pace in Medio Oriente. Speriamo non sia solo una tregua ma l'inizio di una pace duratura. Speriamo, anche, sia l'in...
12/10/2025

W la Pace in Medio Oriente. Speriamo non sia solo una tregua ma l'inizio di una pace duratura. Speriamo, anche, sia l'inizio della fine di tutte le guerre nel mondo a partire da quella in Ucraina...

In foto: Sede del Bauhaus a Dessau (1926), progetto Walter Gropius (1883-1969).

È stata la più nota e influente scuola di design mai esistita. Ha definito un’epoca. È diventato un eminente emblema dell’architettura e del design dell’epoca moderna. Il suo stesso nome è diventato aggettivo e sostantivo.
Nel 2019 sono stati festeggiati i 100 anni di Bauhaus.
L'istituto statale di istruzione artistica nacque nel 1919 dalla fusione dell'ex Istituto superiore di belle arti e dell'ex Scuola d'arte applicata del Granducato di Sassonia, con l'aggiunta di una sezione di architettura, pertanto si riunivano in un unico istituto l'Accademia d'arte e la Scuola di arti e mestieri.
Lo Staatlitches Bauhaus (nome completo) partì da Weimar, in Germania, sull’onda dell’ottimismo successivo alla repubblica nata dopo la Prima guerra mondiale, rimase aperto solo 14 anni, chiuse nel 1933, quando fu ritenuto non utile alla politica di Adolf Hi**er.
L'istituto, in 14 anni cambiò tre sedi e tre direttori: Weimar con Walter Gropius (1919-1925); Dessau (1925-1932), con Walter Gropius (1925-1926), con Hannes Meyer (1928-1930), con Mies van der Rohe (1930-1932); Berlino con Mies van der Rohe (1932-1933) fino alla chiusura definitiva.
A Dessau, l’edificio famoso che ospitò la scuola del Bauhaus, progettato come manifesto del nuovo clima razionalista che andava imponendosi nella cultura architettonica europea e di cui divenne il principale centro propulsore, è il simbolo di quel cambiamento che fu un grande segno per tutto quello che venne dopo.
Niente fu come prima...niente di analogo accadrà in futuro?

Avrei voluto parlare d'altro ma oggi la città manifesta contro il sistema Milano...In foto: partecipanti del primo dei d...
06/09/2025

Avrei voluto parlare d'altro ma oggi la città manifesta contro il sistema Milano...

In foto: partecipanti del primo dei due cortei hanno fatto un'irruzione, pacifica e simbolica, nel "Pirellino", tra le opere simbolo delle inchieste sull'urbanistica al Comune di Milano e su manager e imprenditori per presunti abusi edilizi.

In questi giorni sono a Milano ma è meglio parlare d'altro...In foto: Stazione Milano Centrale (1931), progetto Ulisse S...
05/09/2025

In questi giorni sono a Milano ma è meglio parlare d'altro...

In foto: Stazione Milano Centrale (1931), progetto Ulisse Stacchini. Mi piace porla a confronto con la Stazione degli Intoccabili.

L'architetto è lo stesso del primo Stadio Meazza (1926), solo che a Centrale si lascia influenzare troppo delle idee monumentali del regime.
Pare, tuttavia, che un'ondata (meglio tsunami) neo-neoclassica in questi giorni stia arrivando dall'America, cosa non buona...

Chi stabilisce il dimensionamento delle infrastrutture?In foto: Nuova Stazione di Torino Porta Susa (2011), progetto ARE...
03/09/2025

Chi stabilisce il dimensionamento delle infrastrutture?

In foto: Nuova Stazione di Torino Porta Susa (2011), progetto AREP (Jean-Marie Duthilleul e Etienne Tricaud), Silvio D'Ascia e Agostino Magnaghi.

La stazione è caratterizzata da un'imponente struttura di acciaio e vetro di circa 385 metri e larga 30, con un'altezza variabile tra i 13 e i 19 metri. La galleria luminosa e trasparente integra migliaia di metri quadrati di pannelli fotovoltaici nel vetro, per dare un importante contributo di produzione di energia elettrica, anche se lontano dai fabbisogni della stazione.
L'intenzione indiretta del progetto, con vegetazione interna e servizi commerciali, era quella di creare un vero e proprio luogo urbano confortevole, spazio pubblico oltre la sua funzione principale.
La sfida in tal senso, purtroppo, non è stata vinta, la galleria appare come uno spazio sterile invivibile (e quindi poco frequentato, per lo meno così mi è sembrato tutte le volte che mi è capitato di utilizzarlo, come oggi...). Probabilmente, al posto della galleria sarebbe stata sufficiente una piazza verde con le bocche di accesso diretto al piano binari interrato.

Prima del ponte...
31/08/2025

Prima del ponte...

Meier vs Nouvel
31/08/2025

Meier vs Nouvel

Armiamoci e partite: tutti vogliamo un mondo più sostenibile ma nessuno vuole camminare a piedi...In foto: Parco del Nas...
29/08/2025

Armiamoci e partite: tutti vogliamo un mondo più sostenibile ma nessuno vuole camminare a piedi...

In foto: Parco del Nastro Rosso, Cina (2007), progetto Turenscape.

I "3 punti necessari" sono principi fondamentali su cui dovremmo fondare il presente per avere un futuro vivibile. Lo definirei "Minimalismo Ecologico", per affrontare i temi più urgenti: le avversità naturali (sfide del clima e sicurezza sismica), i fabbisogni energetici (sfruttamento risorse e inquinamento), la minaccia ambientale (salubrità dell'aria, gestione dei rifiuti, ciclo delle acque).
L'architetto non può agire su tutto ma può fare la propria parte in ogni campo. La rigenerazione urbana è, quindi, il tema dell'architettura contemporanea, non un nuovo business per i più scaltri, ma un impegno della comunità degli architetti per contribuire a fronteggiare, secondo principi e valori etici, i temi incombenti, in nome della sostenibilità: sociale, economica e ambientale. Questi 3 punti descrivono un approccio minimo necessario per liberare le città dai predatori, sfruttando le possibilità dell'architettura.

1. Verde urbano:
L'obbiettivo di aumentare il verde in città è ormai condiviso da tutti, ombreggiare e ridurre il suolo impermeabile consente di migliorare il microclima urbano, riducendo le isole di calore. Inoltre, la città permeabile o "città spugna" consente di tamponare quei fenomeni estremi temporaleschi ormai sempre più frequenti. L'occasione offre enormi possibilità di progetti di spazio pubblico e architettura del paesaggio.
2. Sostituzione edilizia.
L'obbiettivo è di rendere sicuro ed efficiente il nostro patrimonio edilizio, a partire dalla sostituzione di tantissime costruzioni improprie e inadeguate. Sul patrimonio edilizio di qualità si interviene, ovviamente, con la ristrutturazione e il restauro. L'occasione offre enormi possibilità di architettura.
3. Mobilità sostenibile.
L'obbiettivo è di dotare le città di servizi pubblici di trasporto collettivo efficienti, unitamente alla realizzazione di aree pedonali, zone 30, ciclovie. L'occasione di liberare la città dalle automobili migliora la qualità dell'aria e offre tante possibilità per ripensare lo spazio pubblico e occasioni per il progetto di paesaggio.
Iniziamo da questo, con i fatti...

I "5 punti di L'è Milan" sono i principi fondamentali che definiscono la rigenerazione urbana d'avanguardia, secondo i m...
26/08/2025

I "5 punti di L'è Milan" sono i principi fondamentali che definiscono la rigenerazione urbana d'avanguardia, secondo i massimi sistemi di sostenibilità: sociale, economica e ambientale. Questi punti descrivono un approccio innovativo alle costruzioni, liberando l'edificio dalle limitazioni tradizionali e sfruttando le virtualità dei regolamenti edilizi:
1. Forestazione verticale:
Il verde a sviluppo verticale rappresenta la nuova frontiera dell'urbanistica contemporanea per disinquinare il pianeta, attraverso l'inserimento copioso di alberi e piante sui balconi degli edifici ed in ogni angolo libero e disponibile.
2. Biodiversità urbana:
Il verde verticale, inoltre, mira a favorire la ricolonizzazione di specie vegetali e animali, minacciati sempre più nei parchi da bambini scalmanati e dallo smog delle automobili.
3. Densificazione in altezza:
L'espansione in verticale del centro urbano è un miglioramento per i cittadini, perché offre a molte più persone di vivere nella city, con evidente riduzione del pendolarismo.
4. Salubrità degli spazi abitativi: il modello di edificio verticale, combinato con il verde, migliora la salute e la vivibilità, offrendo ai residenti aria pulita d'alta quota, silenzio e affacci panoramici.
5. Innovazione sociale e ambientale: l'idea risponde al bisogno di creare un ambiente urbano più efficiente, più vivibile e più salubre, combattendo l'isolamento delle case monofamiliari di periferia e il consumo di suolo.

Omaggio (involontario?) al suo maestro Claude Parent, che nel secondo dopoguerra, fuori da ogni condizionamento accademi...
25/08/2025

Omaggio (involontario?) al suo maestro Claude Parent, che nel secondo dopoguerra, fuori da ogni condizionamento accademico e dalle seduzioni lecorbusiane, ha aperto al rinnovamento, gettando le basi del progetto contemporaneo...

In foto: National Museum of Qatar, “la rosa del deserto” (2019), progetto Jean Nouvel.

Esteso su un'enorme superficie di 52 mila metri quadrati, il museo ha 539 “petali” con un diametro compreso tra i 14 e gli 87 metri e una curvatura variabile. La forma, irregolare, spezza la luce del sole in sottilissimi raggi mentre i petali ad incastro (con finiture neutre e monocromatiche) creano passaggi segreti alternati ad ampie sale. Il visitatore viene così condotto lungo un percorso di un chilometro e mezzo che si snoda per 11 gallerie, in uno straordinario viaggio nella cultura del Paese tra manufatti geologici ed archeologici.
Il museo è immerso in un parco, la cui scarsa vegetazione rimanda al deserto: ci sono piante aromatiche, una laguna artificiale lunga 900 metri e 114 fontane.
Unica perplessità (forse?) è l'eccessiva somiglianza, quasi una replica formale di quello che accade in natura: la rosa del deserto, infatti, è una formazione sedimentaria comune nei paesi desertici, che si forma in determinate condizioni ambientali e climatiche.

Il pentimento di Ratti?CRA uno di noi...Finalmente Carlo Ratti, dopo esperienze di megacostruzioni e grattacieli (intere...
23/08/2025

Il pentimento di Ratti?
CRA uno di noi...

Finalmente Carlo Ratti, dopo esperienze di megacostruzioni e grattacieli (interessante la sua collaborazione con BIG), dopo la (poco utile?) Biennale, si redime e diventa uno di noi.
Leggo su LA STAMPA: "I grattacieli? Un errore di vanità”..."Bisogna recuperare edifici, non espandersi. La partecipazione porta sicurezza, lo spazio pubblico antidoto all’intolleranza".

In foto: Corso Palermo, Torino, nell'ambito del progetto di rigenerazione urbana dei quartieri di Torino Nord, Aurora e Barriera di Milano, densamente popolati con fasce meno abbienti ma di grande vitalità culturale, storicamente legati al mondo operaio e industriale.

Sgombero in corso per il Leoncavallo a Milano... Quale sarà il futuro di quell'area? Al posto del centro sociale ci sara...
21/08/2025

Sgombero in corso per il Leoncavallo a Milano... Quale sarà il futuro di quell'area?
Al posto del centro sociale ci saranno interventi per risolvere la crisi abitativa per i meno abbienti o, al solito, si procederà con oasi elitarie firmate da professionisti del greenwashing?

Il Leoncavallo è un centro sociale autogestito di Milano con una lunga storia di attivismo politico e culturale. Fondato nel 1975 con l'occupazione di uno stabile in via Mancinelli, è diventato un punto di riferimento culturale contro la cultura istituzionale (ipocrita) dominante.
Oggi lo sgombero si somma a un periodo non felice, non solo per Milano, segnata dagli scandali urbanistici, ma anche a livello nazionale, a seguito di politiche sempre più escludenti e intransigenti.

In foto: Habitat 67, Montréal (1967), progetto Moshe Safdie.

Habitat 67 è un esperimento architettonicco di edilizia residenziale, realizzato in occasione dell'Expo del 1967, e combina il concetto della residenza-giardino con la prefabbricazione, scatole modulari simili a una costruzione LEGO: una nuova forma edilizia per l'alta densità urbana, basata sulla possibilità di rapporti umani e di comfort della casa singola.
354 scatole uguali, poste una sull’altra per 146 residenze di varie dimensioni, con i tetti sfalsati, che di volta in volta diventano terrazze con affaccio sul fiume San Lorenzo.

Trova le differenze...
20/08/2025

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Rome

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