31/03/2020
Felici di presentarvi “Elena”!!!
Un progetto di quelli importanti. Di quelli vissuti in sinergia con la committenza, gli artigiani e le aziende con cui abbiamo collaborato.
Un lavoro che ben sintetizza la nostra ricerca dello spazio, dei materiali e del loro utilizzo. Il tutto raccontato attraverso gli scatti di un grande fotografo, Simone Bossi.
𝘢 𝘍𝘦𝘭𝘪𝘤𝘦,
𝘱𝘦𝘳 𝘨𝘭𝘪 𝘪𝘯𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪,
𝘭𝘦 𝘴𝘧𝘪𝘥𝘦 𝘦 𝘭𝘦 𝘱𝘢𝘶𝘴𝘦 𝘷𝘪𝘴𝘴𝘶𝘵𝘦 𝘪𝘯𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦...
𝘊𝘪𝘢𝘰 𝘔𝘢𝘦𝘴𝘵𝘳𝘰, 𝘣𝘶𝘰𝘯 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘵𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰!
Circondato da un castagneto secolare e da una vista mozzafiato sul borgo della Città di Caprarola, un vecchio magazzino agricolo trova nuova vita nelle volontà di una giovane coppia. Spinti dall'arrivo del secondo figlio i due desiderano nuovi spazi. Da quelli per la famiglia che si allarga, a quelli più intimi per la coppia.
Il punto di partenza è una struttura pensata per l’agricoltura. Un volume grezzo, articolato su due livelli… magazzino al piano seminterrato e laboratorio al piano superiore. Ad unire i vani una grande scala esterna aperta su due lati. Un manufatto tutt'altro che organico in cerca di un punto d'incontro con il contesto.
È nel tentativo di amalgamare paesaggio e architettura che l’immobile cambia, si riscrive. Aperture, chiusure, nuovi volumi. All’esterno l’esercizio si fa compositivo. Una struttura metallica avvolge la casa come fosse un telaio. Elementi orizzontali e verticali incorniciano gli affacci, definiscono spazi, assolvono le funzioni di ombreggiamento il giorno e quelle d’illuminazione alla sera. La necessità? Un espediente tanto funzionale quanto estetico, che nella ricerca unificante dell’essenziale riscrive prospetti e relazioni tra pieni e vuoti.
Il metodo prosegue all’interno, compositivo e sempre per sottrazione. Spazi aperti, minimali, che si aprono al paesaggio. La zona giorno segue l'arco solare affacciandosi con grandi vetrate sul Borgo. La zona notte invece, rivolta alla campagna, indaga il rapporto intimo tra uomo e natura, con un susseguirsi di aperture più piccole che come tele colgono e raccontano differenti dettagli del parco che circonda l'abitazione.
Le superfici orizzontali, prive di geometria, infondono negli ambienti una continuità naturale interrotta soltanto dal grande blocco ligneo che nasconde e separa le funzioni. Sulle quinte interne la luce esalta la matericità scultorea dell’arredo, semplice e luminoso, sintesi di una ritrovata armonia tra architettura e contesto.
credits
team di progetto: Dario Pompei, Valerio Galeone
collaboratore: Simone Antonelli
falegnameria: Falegnameria M.B. di Marco Marziali e Massimo Brizi
opere in ferro: Officina Natali-Mariani
fotografo: Simo Bossi