22/05/2024
La scuola di Spiazzo verrà abbattuta.
Nonostante la nostra mobilitazione, la raccolta firme e la richiesta di ascolto dei cittadini e dei fruitori del Parco, l’amministrazione comunale di La Valletta Brianza non recupererà il corpo originale di quella che fu la Scuola di Spiazzo, né effettuerà una sua ricostruzione armoniosa rispetto al contesto, ma procederà con la demolizione totale dell’immobile e con la ricostruzione di un nuovo, anonimo edificio che ha raccolto forti perplessità.
In questi mesi siamo stati in silenzio, ma non siamo stati fermi, abbiamo chiesto verifiche specifiche agli enti competenti, ricevendo purtroppo solo risposte parziali. Il riscontro più puntuale è quello ottenuto dall’ufficio bandi di Regione Lombardia, che da una parte ha verificato la sensibile modifica della tipologia di intervento rispetto al progetto premiato, ma dall'altra ritiene coerenti costi e contenuti della nuova proposta progettuale rispetto agli obiettivi del bando:
"Dal raffronto della documentazione presentata al momento della richiesta di contributo e la documentazione del progetto definitivo/esecutivo, si dà atto della modifica della tipologia di intervento operata (dalla proposta di recupero dell’immobile rispetto alla ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione dello stesso), si rileva tuttavia che non sono variati contenuti e obiettivi di rigenerazione della proposta progettuale presentata dal Comune sul bando. Risulta altresì che il costo del progetto approvato (come da Q.E. allegato alla suddetta DGC 44/23) è rimasto invariato rispetto al costo indicato al momento della presentazione della domanda di contributo, nonché in fase di accettazione da parte del Comune del contributo regionale".
Tuttavia, considerato che il bando di rigenerazione urbana era soggetto a graduatoria ed escludeva specificamente progetti di demolizione dell'edificio, è lecito chiedersi se il progetto Panzeri, presentato a gara conclusa e a premio assegnato, sarebbe stato ugualmente capace di entrare in graduatoria ed essere premiato.
L'ufficio bandi, su questo punto, non si è espresso. A giudicare, come da più parti ci è stato suggerito, dovrebbe essere un tribunale, ma non vogliamo imbarcare il nostro comune nell'ennesimo contenzioso a spese dei cittadini.
A noi e agli oltre 750 firmatari della petizione ignorata, resta quindi il giudizio sull'atteggiamento arrogante e autoritario di questa amministrazione comunale che, dopo aver abbandonato al suo destino Villa Sacro Cuore, e dopo aver affondato l'Unione dei Comuni della Valletta, ha deciso che il nuovo edificio si farà (con le risorse ottenute dall'impegno e del lavoro dei giovani cittadini che hanno reso possibile la partecipazione e la vittoria del bando), e nel modo in cui piace a lei: poco armonioso, decontestualizzato, svuotato del suo significato.
Avevamo chiesto al Sindaco di coinvolgere i cittadini quantomeno sull'utilizzo futuro dello spazio, ma da settembre ad oggi non abbiamo avuto notizie rispetto ad alcuna progettualità in tal senso; nel frattempo, sul sito del comune, è stato pubblicato un documento che conferma l’assegnazione dell’appalto all’impresa che si occuperà dei lavori di demolizione e ricostruzione.
Viene da chiedersi a cosa servano bandi e graduatorie se poi, in corsa, i progetti premiati possano essere del tutto stravolti. Ma temiamo che anche questa domanda, come quelle poste nei mesi scorsi, non riceverà che risposte di comodo.
A voi che ci avete appoggiati e sostenuti in questo percorso, va il nostro grazie. Anche se non siamo stati ascoltati, siamo profondamente grati per il vostro supporto e per averci dato la forza di crederci fino alla fine.