24/04/2024
PROMESSA D’AMORE_Candidatura premio "La Grande Bellezza"_Tema souvenir
Falegnameria “La Terra del Legno” di Mura Gabriele
Gabriele bussa alla porta, Serena risponde. Così nasce "Promessa d'amore", un'idea nata quasi per gioco, ma anche per interrompere la monotonia quotidiana. Sfidiamo il poco tempo a disposizione, motivati dalla voglia di creare e realizzare. Per noi, il fatto di poter partecipare alla terza edizione di un premio dedicato alla valorizzazione dei mestieri d'arte e dei maestri artigiani italiani rappresenta già un grande successo. Noi attendiamo i risultati con poche aspettative ma con grande serenità e nel frattempo vi presentiamo questa piccola opera d'arte.
Nel ricco tessuto della tradizione sarda, la conocchia, strumento essenziale per la filatura, emerge come un eloquente omaggio alla donna, intessuto con amore e dedizione. Diviene in questa interpretazione il vessillo di un sentimento profondo. La tessitura, pratica ben radicata nella cultura sarda, si esprime con fervore nel cuore di Samugheo, piccolo borgo sardo. La conocchia diviene così la materializzazione di una dichiarazione d'amore, un dono prezioso che il pastore offre all'innamorata per dimostrarle il suo pensiero, la sua abilità e persino la sua conoscenza del mondo. Ogni dettaglio, finemente lavorato, è un'evocazione della bellezza e della grazia dell'amata, culminando nella figura antropomorfa che corona la struttura: la filatrice sarda, vestita con il tipico costume di Samugheo, composto da un intricato assemblaggio di legni di diversi colori che ricreano il copricapo in toulipier e in noce canaletto, la camicia ricamata in rovere e il corpetto di broccato in ciliegio. La gonna in orbace nera è reinterpretata attraverso sottili lamelle di legno di pioppo rosato locale accoppiato con un noce canaletto nella parte interna, curvate con la tecnica della bollitura e decorate a intarsio con i motivi dei "pibiones", tessitura a riccio tipica del luogo. Questi elementi avvolgono e proteggono il cuore in padouk dell'amata, selvaggio e robusto, attraversato e sostenuto da un gambo di biancospino. Questa rappresentazione mira a incarnare la forza, la tenacia e l'orgoglio della donna matriarca sarda. La conocchia, rappresentata come un fiore donato alla donna, diviene il simbolo delle virtù domestiche femminili, un banco di prova per dimostrare le proprie capacità di buona padrona di casa. Il gambo in wengé, lavorato con la tecnica della tornitura, si presenta con venature scure che svelano la sua struttura interna legnosa, sostenendo elegantemente gli elementi sovrastanti. Realizzata con legni pregiati della flora sarda e oltre, plasmata attraverso la tecnica dell'intarsio, della scultura e della piegatura, la conocchia è un'opera che mescola pieni e vuoti, creando una sinfonia visiva che celebra la laboriosità femminile. La conocchia è più di un souvenir: appesa alla parete, diviene non solo un elemento decorativo, ma una costante memoria del valore etico riconosciuto al lavoro delle donne.
Come scrisse Grazia Deledda nel suo romanzo "Colombi e Sparvieri": "Ella filava, e la sua conocchia gonfia di lino sembrava una testa bionda da cui le agili dita di lei traevano un filo interminabile dorato come quello di un sogno", perpetuando così il racconto di un amore intessuto con pazienza e dedizione, custodito nell'opera d'arte che è la conocchia.