VARI8

VARI8 Pagina creata per illustrare opere di architettura principalmente contemporanea.

Sul sito sono state create descrizioni di opere di un gruppo di 8 ragazzi facenti parti del corso di storia dell'Architettura svolto nel 2014-2015 ad Aversa, Campania presso la facoltà Vanvitelli (denominata prima SUN) con la collaborazione di alcuni docenti.

30/05/2023

Il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, assieme con il Politecnico di Tirana, sta organizzando il IV International Forum for Architecture and Urbanism
IFAU23 sul tema Climate Change and Cultural Heritage al fine di promuovere studi e ricerche originali sul passato, presente e futuro dell'architettura, della città e del paesaggio.
L'evento, che nel 2017 e nel 2019 ci ha già visti protagonisti nella capitale albanese con un nutrito numero di Docenti e Dottorandi del Nostro Dipartimento, si trasferisce all'Università 'Vanvitelli presso la sede del Rettorato a Caserta il 22 e 23
giugno 2023.
L'invito a partecipare è rivolto a tutti i Docenti, Ricercatori, Studiosi, Dottorandi.

https://www.facebook.com/profile.php?id=100093079093665

IV International Forum for Architecture and Urbanism IFAU23.
Climate Change and Cultural Heritage.

Il grande magazzino, tra le opere più note dell’architettura italiana degli anni ’60, viene realizzato tra il 1960-61 ne...
15/06/2015

Il grande magazzino, tra le opere più note dell’architettura italiana degli anni ’60, viene realizzato tra il 1960-61 nel quartiere umbertino di piazza Fiume in prossimità delle Mura Aureliane. Il progetto, del 1957, viene affidato a Franco Albini e Franca Helg che realizzano l’edificio con le tecniche moderne dell’acciaio e della prefabbricazione. Un primo progetto, caratterizzato da grandi portali e da rivestimento in travertino, con un parcheggio di 2 piani sulla copertura e una grande scala pubblica a sbalzo sulla facciata che ha vista su piazza Fiume, viene modificato su richiesta della commissione edilizia romana e si trasforma nell’attuale blocco chiuso, scandito dagli elementi verticali e orizzontali della gabbia strutturale in acciaio a vista. Il risultato è un parallelepipedo definito dallo scheletro metallico con tamponatura in pannelli di graniglia di granito e marmo rosso arretrati rispetto all’intelaiatura, al cui interno scorrono le canalizzazioni degli impianti. L’ uso delle piegature producono un effetto contrastato e dinamico tra luce-ombra tale da definire l’aspetto di un masso grinzoso e tuttavia bloccato dagli accentuati ricorsi orizzontali della gabbia metallica. I marcapiani avanzano rispetto alla facciata assumendo valore di modanatura accentuato anche dalle successioni di architravi, canali per l’illuminazione, canali di gronda. La scala sembra staccarsi dalle pareti donando a chi la percorre una sensazione di leggerezza. La scala è un tema ricorrente per Albini che aspira a rendere questo elemento estremamente leggero, quasi galleggiante nell’aria e, questa sorta di sfida continua contro la gravità, lo porterà verso veri capolavori strutturali.

LA CASA TRADIZIONALE GIAPPONESE E IL COMMERCIO DEL TATAMI.Il tatami è una sorta di “tappeto” in commercio soprattutto ne...
13/06/2015

LA CASA TRADIZIONALE GIAPPONESE E IL COMMERCIO DEL TATAMI.

Il tatami è una sorta di “tappeto” in commercio soprattutto nella Giappone tradizionale e che viene generalmente usato come materiale per pavimentare nelle tipiche case in stile giapponese.
Sicuramente già dalla televisione o dai cartoni animati si nota che le case giapponesi sono molto diverse da quelle occidentali.
Una delle differenze che salta maggiormente all’ occhio è proprio il tatami.
Il termine tatami deriva dal verbo "tatamu" che vuol dire proprio “piegare” in quanto il tatami prima era un vero e proprio tappeto, quindi si poteva ripiegare e mettere da parte oppure essere accatastato in vari strati. L’utilizzo del tatami risale al periodo Heian (tra VIII e XII secolo) ed era un bene di lusso, quindi non conosciuto a tutti, ma solo alla nobiltà.
In questo periodo era in voga uno stile architettonico definito Shinden-zukuri che prevede camere sontuose con una pavimentazione principalmente in legno. Il tatami quindi veniva utilizzato sostanzialmente come un posto a sedere.

Che forma deve avere il tatami? Non esistono forme standard, ma le dimensioni cambiano da zona a zona.
Si veda ad esempio Kyoto, in questa città i tatami in commercio misurano spesso 95,5cm x 191 cm.
Queste tipologie di tatami vengono generalmente chiamati come “Kyōma tatami”.
Diversamente da Kyoto nella regione di Nagoya i tatami misurano invece 0,91 per 1,82 metri. In questa regione i tatami vengono chiamati “ainoma” che letteralmente vuol dire “la taglia di mezzo”, anche questi molto venduti. Nei pressi di Tokyo invece il tatami ha una misura di 0,88 metri per 1,76 metri. Tatami di queste grandezze vengono definiti “Edoma” o “Kantōma” tatami.
Lo spessore oscilla tra i 5 e i 6 centimetri a seconda della zona. Il Kyōma tatami ha ad esempio uno spessore di 5,5 centimetri, mentre invece il Kantōma tatami ha uno spessore di 6 centimetri.
Il tatami è ancora usato soprattutto nell’antica cerimonia del tè.
Il modello usato per questa cerimonia viene detto “daimedatami” e viene utilizzato in spazi adibiti alla suddetta cerimonia: gli chash*tsu.
Dalle dimensioni del tatami ne deriva l’intera predisposizione dimensionale della casa tradizionale giapponese.
Attualmente il tatami viene infatti ancora usato come unità di misura, nel senso che in una tipica abitazione giapponese la misura delle stanze è calcolata proprio in base ai numeri di stuoie di tatami che possono rivestire il pavimento.
Spesso più tatami accostati tra loro prendono etimologia diversa. Con il termine "tsubo", in particolare, si indica la somma di due tatami che generalmente forma un quadrato in quanto la lunghezza deve essere sempre la metà dell’altezza.
In Giappone i Tatami ricoprono tutto il pavimento della casa e quindi l'accesso avviene solo lasciando le scarpe all'esterno delle mura domestiche. Camminare sul Tatami a piedi scalzi è estremamente piacevole, esso cede silenziosamente sotto la pressione del passo e attutisce ogni rumore. In Giappone il tatami accompagna inoltre tutta la vita familiare: il sonno, i pasti , l'amore e anche la morte.
Per il riposo in particolare sul tatami, o su una pila di tatami, viene posto il FUTON su cui dormire e una trapunta per coprirsi.
Alla mattina il tutto viene ripiegato e riposto in un armadio lasciando libero lo spazio per i pasti o la vita familiare diurna.
Abitare in una casa giapponese da' la vera sensazione di ariosità, essenzialità tranquillità e comodità.

L'Unite d'Habitation come esempio di "commercio residenziale".Nel 1945 Le Corbusier ebbe la completa libertà di esprimer...
08/06/2015

L'Unite d'Habitation come esempio di "commercio residenziale".

Nel 1945 Le Corbusier ebbe la completa libertà di esprimere compiutamente le sue idee sull’abitazione moderna per le classi medie. Per l'Unitè di Marsiglia, progettata per 1600 abitanti, Le Corbusier fornì 23 tipi di unità, da monolocali per scapoli e stanze singole d'albergo per gente di passaggio ad appartamenti per famiglie di dieci persone. Gli appartamenti sono estesi oltre le loro dimensioni perchè vengono allargati con la fornitura di 26 servizi accessibili a tutti gli abitanti della Unitè.
L’edificio occupa un rettangolo lungo 1370 metri e largo 244 metri, è alto 56 metri. Lo scheletro è in cemento armato, sopraelevato su pilastri che lasciano libero il suolo, gli appartamenti sono acusticamente isolati da lastre di piombo.
A metà dell'edificio c'è una strada commerciale interna con studi professionali, negozi, e servizi per alleviare il lavoro delle casalinghe e far loro risparmiare tempo nel reperimento dei generi di prima necessità. La strada è vista all'esterno come una striscia di lamelle verticali. Sul tetto sono situate le attrezzature pubbliche compreso un asilo, una palestra, un teatro all'aperto e una pista.
Con i due piani e il sistema di inserzione nella struttura, ogni appartamento è come una villa individuale integrata tuttavia in una comunità verticale. Il concetto di città verticale era stato sviluppato da Le Corbusier sin dal 1922 nel progetto per una città da tre milioni di abitanti: la “Ville Contemporaine”. Secondo Le Corbusier l'unità verticale risponde a una logica rigorosa: fa risparmiare spazio e costo del territorio urbano, consente una favorevole esposizione al sole per tutti, fa godere a tutti, senza distinzione, dei vantaggi della centralizzazione dei servizi comuni.

Dubai Mall: è il più grande centro commerciale del mondo per quanto riguarda l’area occupata e il numero di negozi(super...
01/06/2015

Dubai Mall: è il più grande centro commerciale del mondo per quanto riguarda l’area occupata e il numero di negozi(superficie lunga 700 metri e larga 600 metri con circa 1200 negozi), inoltre è collocato vicino al più alto grattacielo del mondo(Burj Khalifa). Questi elementi fanno comprendere bene come queste zone del mondo stiano prendendo sempre più potere e importanza, infatti il Dubai Mall è simbolo della crescente influenza degli stati orientali, quindi l’architettura può essere considerata un vero e proprio “trampolino di lancio” per ottenere visibilità internazionale. Quest’edificio, creato per uso commerciale, può essere considerato parte integrante dell’architettura contemporanea e la sua imponenza è testimoniata della frase che venne detta al momento della progettazione, cioè che avrebbe avuto le dimensioni di 50 campi di calcio internazionali. L'accesso alla struttura è possibile attraverso la Doha Street, ricostruita su due livelli nell'aprile del 2009 e la costruzione è stata possibile grazie alla collaborazione tra due aziende di rilievo mondiale, l’italiana Balfour Beatty e l’araba Emaar Properties. Il complesso ospita al suo interno un albergo di lusso con 250 stanze, il cinema multisala più grande di Dubai, il primo parco a tema coperto SEGA nel Medio Oriente, più di 160 luoghi dove mangiare e bere, ma interessante è sicuramente il cosiddetto The Grove, un ampio corridoio con il tetto che può essere ripiegato completamente. Al suo interno si trova la più grande fontana artificiale del mondo e il pannello in vetro acrilico più grande del mondo (32.88 m larghezza × 8.3 m altezza × 750 mm spessore per un peso totale di 245,614 kg), il cui spessore può resistere alla pressione dei 10 milioni di litri d'acqua dell'acquario e la sua trasparenza permette ai visitatori di osservare le oltre 33 000 specie marine. Il complesso, però, non è il più grande al mondo per dimensioni, infatti è superato da centri commerciali come il South China Mall, che è il più grande al mondo, il Golden Resources Mall, l'SM City North EDSA, e l'SM Mall of Asia.

L'Allianz Arena è uno stadio destinato al calcio e situato nel quartiere di Fröttmaning alla periferia settentrionale di...
18/05/2015

L'Allianz Arena è uno stadio destinato al calcio e situato nel quartiere di Fröttmaning alla periferia settentrionale di Monaco di Baviera, in Germania.
Progettato dagli architetti Jacques Herzog & Pierre de Meuron [https://www.facebook.com/Herzog.deMeuron?fref=ts] , questo stadio è stato palcoscenico di una finale di . Collocato nella periferia nord della città,coinvolge un’ampia zona limitrofa rivisitandone i percorsi e le destinazioni d’uso. Si è creato per lo stadio una sorta di boulevard verde attrezzato con percorsi pedonali, ciclabili, spazi gioco per i bimbi, chioschi e zone per l’allestimento di piccoli spettacoli all’aperto. Inferiormente a tale boulevard vi è il più grande parcheggio coperto d'Europa, spazi commerciali, punti di ristoro e spazi diversificati per lo svago ed il tempo libero. La struttura principale dell’impianto è in calcestruzzo armato gettato in opera combinato con elementi prefabbricati che costituiscono i solai e le gradinate. La copertura è invece realizzata con struttura metallica a traliccio disposta in modo radiale aggettante e permettendo così l’assenza di elementi di sostegno che possano disturbare la visione da qualsiasi punto delle gradinate. Il paramento, sia verticale che superiore, è costituito da cuscini pneumatici in membrana trasparente (PTFE) indeformabile, ignifugo e resistente. Ognuna delle 2874 losanghe è dotata d’illuminazione artificiale interne di tre diversi colori secondo la squadra che utilizza l’impianto: colore bianco per le gare della Nazionale tedesca, colore rosso per le gare del Bayern Monaco e colore blu per le gare del Monaco 1860.

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