13/06/2015
LA CASA TRADIZIONALE GIAPPONESE E IL COMMERCIO DEL TATAMI.
Il tatami è una sorta di “tappeto” in commercio soprattutto nella Giappone tradizionale e che viene generalmente usato come materiale per pavimentare nelle tipiche case in stile giapponese.
Sicuramente già dalla televisione o dai cartoni animati si nota che le case giapponesi sono molto diverse da quelle occidentali.
Una delle differenze che salta maggiormente all’ occhio è proprio il tatami.
Il termine tatami deriva dal verbo "tatamu" che vuol dire proprio “piegare” in quanto il tatami prima era un vero e proprio tappeto, quindi si poteva ripiegare e mettere da parte oppure essere accatastato in vari strati. L’utilizzo del tatami risale al periodo Heian (tra VIII e XII secolo) ed era un bene di lusso, quindi non conosciuto a tutti, ma solo alla nobiltà.
In questo periodo era in voga uno stile architettonico definito Shinden-zukuri che prevede camere sontuose con una pavimentazione principalmente in legno. Il tatami quindi veniva utilizzato sostanzialmente come un posto a sedere.
Che forma deve avere il tatami? Non esistono forme standard, ma le dimensioni cambiano da zona a zona.
Si veda ad esempio Kyoto, in questa città i tatami in commercio misurano spesso 95,5cm x 191 cm.
Queste tipologie di tatami vengono generalmente chiamati come “Kyōma tatami”.
Diversamente da Kyoto nella regione di Nagoya i tatami misurano invece 0,91 per 1,82 metri. In questa regione i tatami vengono chiamati “ainoma” che letteralmente vuol dire “la taglia di mezzo”, anche questi molto venduti. Nei pressi di Tokyo invece il tatami ha una misura di 0,88 metri per 1,76 metri. Tatami di queste grandezze vengono definiti “Edoma” o “Kantōma” tatami.
Lo spessore oscilla tra i 5 e i 6 centimetri a seconda della zona. Il Kyōma tatami ha ad esempio uno spessore di 5,5 centimetri, mentre invece il Kantōma tatami ha uno spessore di 6 centimetri.
Il tatami è ancora usato soprattutto nell’antica cerimonia del tè.
Il modello usato per questa cerimonia viene detto “daimedatami” e viene utilizzato in spazi adibiti alla suddetta cerimonia: gli chash*tsu.
Dalle dimensioni del tatami ne deriva l’intera predisposizione dimensionale della casa tradizionale giapponese.
Attualmente il tatami viene infatti ancora usato come unità di misura, nel senso che in una tipica abitazione giapponese la misura delle stanze è calcolata proprio in base ai numeri di stuoie di tatami che possono rivestire il pavimento.
Spesso più tatami accostati tra loro prendono etimologia diversa. Con il termine "tsubo", in particolare, si indica la somma di due tatami che generalmente forma un quadrato in quanto la lunghezza deve essere sempre la metà dell’altezza.
In Giappone i Tatami ricoprono tutto il pavimento della casa e quindi l'accesso avviene solo lasciando le scarpe all'esterno delle mura domestiche. Camminare sul Tatami a piedi scalzi è estremamente piacevole, esso cede silenziosamente sotto la pressione del passo e attutisce ogni rumore. In Giappone il tatami accompagna inoltre tutta la vita familiare: il sonno, i pasti , l'amore e anche la morte.
Per il riposo in particolare sul tatami, o su una pila di tatami, viene posto il FUTON su cui dormire e una trapunta per coprirsi.
Alla mattina il tutto viene ripiegato e riposto in un armadio lasciando libero lo spazio per i pasti o la vita familiare diurna.
Abitare in una casa giapponese da' la vera sensazione di ariosità, essenzialità tranquillità e comodità.