Archinstudio03 C.Lagomarsino P.Mazzoli

Archinstudio03 C.Lagomarsino P.Mazzoli architettura arredamento recupero edilizio pianificazione urbanistica consulenze tecniche

Abbiamo pubblicato il sito dello studio:www.sites.google.com/site/archinstudio03Visitatelo
10/07/2015

Abbiamo pubblicato il sito dello studio:
www.sites.google.com/site/archinstudio03
Visitatelo

archinstudio03, cristina lagomarsino paolo mazzoli architetti, studio di architettura e urbanistica, via XX settembre, n. 28, Sarzana (SP)

2010Progetto Colore del centro storico di Santo Stefano di Magra (SP)“Panta rei os potamòs”, tradotto “tutto scorre come...
10/07/2015

2010
Progetto Colore del centro storico di Santo Stefano di Magra (SP)

“Panta rei os potamòs”, tradotto “tutto scorre come un fiume” è il celebre aforisma attribuito ad Eraclito, ma probabilmente mai esplicitamente formulato, con cui la tradizione filosofica successiva ha voluto identificare sinteticamente il pensiero dell’”Oscuro Filosofo” con il tema del dive**re, in contrapposizione con la filosofia dell'Essere propria di Parmenide. L'espressione proviene da un frammento del trattato Sulla natura: «Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va.» Questo frammento viene interpretato come riflessione sul fatto l'uomo non possa mai fare la stessa esperienza per due volte, giacché ogni ente, nella sua realtà apparente, è sottoposto alla legge inesorabile del tempo. Tutto muta nel tempo con una velocità variabile ed ogni “novità” viene in genere assorbita e fatta propria più o meno lentamente in ragione di quanto è “estranea”, “forestiera”. Negli ultimi 50 anni la rapidità con cui l’uomo, allo scopo di migliorare le proprie condizioni di vita, ha introdotto “novità” nei propri insediamenti è cresciuto in modo esponenziale spesso alterando sostanzialmente equilibri che si erano andati formando con la sovrapposizione di interventi antropici avvenuti lentamente nei secoli precedenti. Nell’ottocento ed ancor più nel corso di tutto il novecento, quanto mai si è verificato prima, si è assistito ad uno straordinario aumento delle possibilità di soddisfacimento dei bisogni primari. Questo ha portato alla ricerca di una maggiore gradevolezza del contesto di vita e alla maggiore cura di determinati ambienti, all’abbandono di altri, alla trasformazione di altri ancora al fine di poterli utilizzare a scopi diversi rispetto a quelli storicamente consolidati. Le capacità di trasformazione dell’ambiente urbanizzato sono state incrementate in modo proporzionale alle possibilità di comunicazione e movimentazione del singolo, dei prodotti, delle idee. Nel contempo, si è però assistito a più rapidi fenomeni di alterazione, deterioramento e superamento dei beni prodotti e modelli creati. Il secolo passato ha comportato un rapido e consistente consumo del territorio e modifica delle funzioni che storicamente si erano consolidate all’interno di esso. Tutto ciò ha migliorato le condizioni di vita ma ha anche causato un depauperamento di alcuni contesti, che ritenuti non più corrispondenti ai modelli contemporanei, sono stati abbandonati o alterati senza tenere in giusta considerazione le specifiche peculiarità. Nei centri storici, in generale, quanto descritto ha certamente migliorato la qualità di vita al suo interno, permettendo anche l’introduzione di nuovi servizi, ma ha profondamente alterato l’antico equilibrio con il contesto ambientale in cui i borghi sono collocati con la conseguente riduzione della loro centralità. Se gli anni sessanta e settanta del novecento sono stati caratterizzati dall’abbandono degli antichi borghi, non più corrispondenti alle esigenze ed ai desideri dei suoi abitanti, il ventennio successivo è stato spesso caratterizzato da un’intensa attività di recupero del patrimonio edilizio posto all’interno delle antiche mura. Questa ultima fase non è stata però sempre segnata dal rispetto delle peculiarità strutturali e compositive del costruito esistente. Spesso si è intervenuto prendendo come modelli delle tipologie e forme estranee che, più legate all’utilizzo di strutture in cemento armato, hanno ibridizzato alcuni organismi edilizi la cui conformazione complessiva è essenzialmente influenzata dall’essere sorti in muratura portante. E’ questa la fase corrispondente alla realizzazione di numerose terrazze aggettanti sui prospetti, dell’allargamento delle aperture, dell’introduzione di rivestimenti in facciata secondo delle tipologie più prossime alle palazzine che si andavano diffondendo sul resto del territorio. Negli stessi anni, purtroppo, anche quando si è cercato di operare con “maggiore attenzione” o “rispetto” dell’esistente lo si è fatto avendo come riferimento modelli in quegli anni particolarmente pubblicizzati come il “toscano” o il “provenzale” che nulla o poco avevano spesso a che fare con il contesto in cui venivano utilizzati. Nell’ultimo decennio si è presa coscienza dell’appiattimento, omogeneizzazione e conseguente perdita delle identità locali. Ci si è, quindi, rivolti verso un modello d’intervento che, non mettendo minimamente in discussione l’indubbio miglioramento della qualità della vita che le trasformazioni recenti hanno determinato, cerca di recuperare una metodologia d’intervento più coerente con l’esistente e le tradizioni locali al fine di restituire un adeguato decoro ai contesti storici urbani senza, peraltro, voler ricomporre un’immagine ideale relativa ad un determinato momento storico ma tentando di completare quel processo di trasformazione che si è bruscamente interrotto proprio nel momento di incremento delle potenzialità economiche e di trasformazione anche per le mutate metodologie di produzione, organizzazione del lavoro e l’introduzione sul mercato di nuove tipologie di beni.

Quanto sopra è sostanzialmente il principio su cui si è basato il progetto che ha quindi comportato necessariamente l’acquisizione di una considerevole quantità di dati sul processo di formazione dell’insediamento nel suo complesso e degli organismi edilizi che lo costituiscono, sulle tecniche di costruzione e finitura più frequentemente utilizzate all’interno del borgo e sullo stato attuale di ogni singolo fronte oggetto del presente progetto.

PROGETTO COLORE DEL BORGO ANTICO DI AMEGLIA(anno 2006)Ameglia, di remotissime origini, fu importante centro romano sulla...
10/06/2015

PROGETTO COLORE DEL BORGO ANTICO DI AMEGLIA
(anno 2006)
Ameglia, di remotissime origini, fu importante centro romano sulla via Emilia (da cui prese il nome), grazie anche al porto di Bocca di Magra presso il quale si imbarcava il marmo apuano. Citata per la prima volta come “castrum” nel 936, in una bolla di Ottone I, fu in seguito possesso dei Vescovi-Conti di Luni che vi elessero propria residenza abituale fin dal secolo XI. Nel 1141 fu acquistata da Genova, quindi ceduta a Nicolò Fieschi conte di Lavagna; in seguito fu restituita al Vescovo di Luni (1286) che operò modifiche ed ampliamenti al Castello; nel 1380 passò definitivamente a Genova della quale seguì le fortune. Le abitazioni sono sorte in una prima fase, per ragioni difensive, al riparo all’interno di un primo cerchio di mura e quindi, in seguito, per anelli concentrici almeno secondo altre due fasi. Le mura perimetrali si stendono intorno alla sommità della collina determinando tre cinte disposte su tre livelli differenti degradanti dalla cima verso il fondovalle. La disposizione delle case e delle mura diroccate, evidenzia la differenziazione altimetrica che si conclude attorno al torrione della cittadella primitiva, fulcro dell’impianto urbano; i dislivelli sembrano ve**re sottolineati dalla breve distanza fra i gironi successivi degli edifici e dal contrasto chiaroscurale delle fronti delle case stesse illuminate nella parte alta ed immerse nell’ombra degli stretti vicoli nella parte inferiore. Nella fase più pacifica dello sviluppo del borgo, quando le mura perdettero il loro carattere difensivo, per esigenze di recupero di spazio le case vennero sopraelevate di uno o più piani, come dimostra la sovrapposizione di diversi materiali (pietra, mattoni pieni ed anche semipieni) e/o la differente tessitura delle murature di facciata dei piani più alti rispetto ai piani inferiori. A questa fase (iniziata circa nel XVIII secolo) appartiene l’ampliamento esterno in prossimità del principale accesso al borgo, corrispondente all’attuale Piazza della Libertà, caratterizzato dall’insediamento di una tipologia edilizia particolare rispetto al resto del tessuto urbano (in linea). L’aspetto esterno del borgo è caratterizzato, come già sopra accennato, dalla continuità dell’apparato murario che sottolinea il suo carattere, con edifici alti sino a sei piani. Le murature poste a margine dell’insediamento sono, in maniera più accentuata nella parte bassa, avare di vuoti, le finestre, infatti, sono ridotte allo stretto necessario, ad ulteriore dimostrazione che l’aspetto abitativo e quello difensivo si identificano. La cerchia esterna
è cortina come all’interno essa è abitazione. Il trattamento dei prospetti è quindi spontaneamente differenziato mantenendo verso l’esterno dell’insediamento la pietra a vista semplicemente rasata e/o un semplice intonaco grezzo mentre i fronti posti verso i
vicoli interni del borgo sono, in genere, intonacati e presentano finiture differenziate, più curate e con elementi decorativi nelle zone “nobili” delle Piazze Sforza (del Castello), della chiesa di S. Vincenzo e della Libertà. Le lacerazioni del tessuto medioevale non hanno alterato la fisionomia del borgo che conserva caratteristiche di alto interesse urbano, architettonico ed ambientale.
Il progetto ha lo scopo di valorizzare le peculiarità, sopra descritte, del borgo antico nella sua complessità, che si ritiene essere l’elemento di principale pregio, ripristinando le differenziazioni di trattamento delle superfici di facciata che si sono gradualmente costituite del corso del suo sviluppo, definite in base alla localizzazione del fabbricato nell'organismo urbano e nella schiera, al diverso affaccio del fronte, interno o esterno rispetto al nucleo, sulla viabilità avvolgente o su piazza, ed in rapporto alla tipologia edilizia dell’edificio di appartenenza. in altre parole si è cercato di redigere un progetto colore basandolo sulla gerarchia degli spazi e dei percorsi in modo da graduare gli interventi di recupero a seconda della struttura e dell’organizzazione dell’abitato. L’ottica dell’uniformità, del livellamento delle forme e dei comportamenti provoca il degrado di un borgo come Ameglia. Ogni zona ha un ruolo diverso nell’ambito urbano cosi come ogni strada ed ogni affaccio.

Oggetto: edificio residenziale (cinque appartamenti)Localizzazione: via Privata Massa Neri, Sarzana (SP)Anno di realizza...
15/04/2015

Oggetto: edificio residenziale (cinque appartamenti)
Localizzazione: via Privata Massa Neri, Sarzana (SP)
Anno di realizzazione: 2003/2005
Tipologia di intervento: nuova costruzione
Committenza: privata
Descrizione: Il lotto edificabile, identificato come comparto 1 all’interno di uno strumento urbanistico attuativo coredatto dallo stesso Studio, ha una superficie complessivamente pianeggiante, delimitato a sud dal corso del canale Rigoletto. L'area gode di ottima posizione. Il soleggiamento è garantito buono tutto l'anno non avendo a ridosso rilievi collinari particolarmente elevati o presenza di altri ostacoli.
L’idrografia superficiale è caratterizzata dalla presenza del corso d’acqua denominato Canale Rigoletto che scorre lungo il terreno da nord a sud, a circa 10 metri dall’edificio, a quota inferiore a quella del terreno, all’interno di argini artificiali.
L’edificio realizzato ha tre piani fuori terra ed uno interrato, per complessive cinque unità immobiliari aventi tutte accesso indipendente, la cui superficie utile è di circa di mq 600.
I serramenti esterni (persiane alla genovese e portoncini ad ante lisce) sono in legno, tinteggiati in verde scuro ed i telai a vetro sono laccati in bianco; la copertura, a padiglione, ha un manto di tegole laterizie di tipo marsigliese; le docce ed i pluviali sono realizzati in rame con sezione circolare; i prospetti sono intonacati e tinteggiati; i parapetti dei balconi, terrazzi e loggiati sono realizzati in muratura; i giardini privati delle diverse unità immobiliari sono delimitati mediante muro intonacato e tinteggiato con materiali tradizionali, di altezza massima 1m, con sovrastante cancellata realizzata con elementi verticali in ferro, per una altezza complessiva massima di 2 m, e retrostante siepe.

L'area d’intervento, posta nel retro della chiesa di N.S. del Carmine, nel territorio comunale di Sarzana (SP), località...
19/12/2014

L'area d’intervento, posta nel retro della chiesa di N.S. del Carmine, nel territorio comunale di Sarzana (SP), località Trinità, via Paganino, della superficie complessiva di circa mq 3800, è complessivamente pianeggiante e risultava prima dell’esecuzione dei lavori in parte occupata da una pista di pattinaggio da lungo tempo non utilizzata.
Il complesso religioso, in precedenza costituito dalla chiesa, la sacrestia, un piccolo ufficio e accessori, è posto in prossimità del centro storico di Sarzana ed è al servizio di un ampio quartiere densamente popolato. Il numero complessivo di abitanti della parrocchia è, infatti, piuttosto consistente ammontando a 3500. Il complesso Parrocchiale, che include oltre a quanto già descritto l’antica chiesa di N. S. del Carmine, non aveva a disposizione locali ove svolgere le attività di ministero pastorale e l’accoglienza della comunità parrocchiale per tutte le attività non liturgiche.
Il progetto ha previsto la realizzazione di un nuovo edificio in aderenza al complesso esistente e collegato con la preesistente sacrestia, il tutto nel rispetto delle norme e dei parametri indicativi forniti dal Servizio Nazionale per l’edilizia di culto, Conferenza Episcopale Italiana. Il nuovo complesso, in parte con due piani fuori terra, ha una superficie coperta complessiva di circa mq 350. Nel piano terra sono stati realizzati i seguenti locali: salone parrocchiale; 6 aule; atrio d’ingresso e disimpegni; servizi igienici (2 locali); vano scala di collegamento con la sovrastante canonica. Il piano primo è interamente destinato alla canonica che ha superficie utile di circa mq 120, suddivisa in due camere, ripostiglio, cucina tinello, soggiorno, due bagni e tre piccoli disimpegni.
L’ubicazione e la morfologia dell’edificio è stata scelta con la volontà di concentrare le volumetrie e ridurre la superficie coperta in modo da non essere troppo accostati alla chiesa esistente e mantenere la pista di pattinaggio.

Oggetto: edificio ruraleLocalizzazione: via del Carvado, località Ponzano Madonnetta, Santo Stefano di Magra (SP)Anno di...
02/09/2014

Oggetto: edificio rurale

Localizzazione: via del Carvado, località Ponzano Madonnetta, Santo Stefano di Magra (SP)

Anno di realizzazione: 2011/2014

Tipologia di intervento: ristrutturazione con ampliamento

Committenza: privata

Descrizione: l'immobile si trova in prossimità del corso d'acqua pubblico denominato Rio del Ghiaretolo sulla sponda sinistra dello stesso. Situato su un'area collinare, sistemata a terrazzamenti, in cui si alternano boschi ad aree coltive. La proprietà, nella quale è posto il fabbricato, aveva originariamente una estensione di mq 2.240, recentemente estesa a mq 6880, e non ha al suo interno altre costruzioni. I terreni agricoli erano prima dell’intervento incolti in quanto da tempo in abbandono, in precedenza risultavano seminativi arborati con numerosi olivi e piante da frutto varie (essenzialmente meli e peri). Il fabbricato di remota costruzione, con struttura portante verticale in muratura di pietra, oggetto di un intervento di consolidamento “nei primi anni quaranta”, aveva una superficie complessiva di 28,12 mq sviluppata su due piani fuori terra: il primo livello, al quale si accedeva tramite una porta posta sul lato ovest, era utilizzato come ricovero “per il soggiorno ed il pernottamento durante i mesi estivi e di lavorazione dei campi”, il secondo, al quale si accedeva tramite un ingresso, rialzato rispetto alla piana adiacente, sul lato est, era destinato a “cucina”. Il solaio di interpiano era realizzato con profilati in acciaio e tavelloni con sovrastante massetto di calcestruzzo di cemento, la copertura era con struttura portante in legno e sovrapposto manto di coppi ed embrici. La gronda presentava uno sporto limitato a circa 15 cm, ricavato con lastre aggettanti di pietra varia (anche marmo bianco), ed era priva di sistema di raccolta delle acque. La superficie delle murature esterne era parzialmente ricoperta di uno strato di malta di calce. Le porte di accesso ai due locali erano interamente in legno ed oltre ad esse erano presenti una piccola apertura al primo livello e due finestre al secondo, un tempo tutte dotate di infisso a vetro di cui era rilevabile, prima dell’intervento, il solo telaio a muro. Durante le operazione di pulizia del fabbricato e dell’area circostante all’interno dei due locali vennero rinvenute una piattaia, un letto in ferro con rete e materasso, una cucina economica a legna con canna fumaria in acciaio ed altri oggetti ed arredi mentre, nel terreno, all’interno di una piccola baracca in legno ormai completamente distrutta venne rinvenuto un wc a pavimento tipo alla turca con scarico a dispersione nel terreno.
L'intervento ha comportato:
- l’innalzamento dell’attuale corpo di fabbrica di circa cm 60 finalizzato all’incremento delle altezze interne dei locali di entrambi i piani ed al rifacimento della copertura con doppia falda a capanna con nuova struttura costituita da travicelli, tavolato in legno e realizzazione di cordolo di coronamento in c.a.;
- l’ ampliamento per circa mq 22,00 lordi, per la realizzazione di un locale cucina e servizio igienico, il tutto coperto con doppia falda a capanna, con struttura composta da travicelli e tavolato in legno, per un’altezza media interna di 2,70 m;
- la realizzazione di un locale cantina interrato posto al di sotto dell’ampliamento citato al punto precedente, avente un altezza interna di 2,20 m, una superficie netta di circa mq 13,00, accessibile esclusivamente dall’esterno mediante un’apertura alla quota della piana di terreno sottostante a quello di accesso al primo livello del fabbricato esistente;
- la realizzazione di un pergolato, un porticato, della superficie utile di mq 9,58, con forno a legna, a servizio del locale cucina, e un piccolo vano tecnico;
- la realizzazione nella porzione di costruzione esistente di un nuovo solaio d’interpiano con travetti in legno e tavolato;
- l’inserimento di una piccola scala in legno ad unica rampa per permettere il collegamento interno dei due vani posti nel fabbricato esistente;
- la realizzazione di una nuova gronda in ardesia;
- la modifica delle aperture esterne e realizzazione di nuove, nella parte in ampliamento, aventi le medesime caratteristiche e rapporto di proporzionalità tra altezza e larghezza di quelle esistenti;
- il risanamento del piano terra mediante la realizzazione di un gattaiolato o solaio rialzato con sottostante intercapedine e di contropareti, con intercapedine, in corrispondenza dei due lati del primo livello del fabbricato esistente posti parzialmente sotto il piano di campagna esterno;
- la realizzazione degli impianti elettrico ed idrico;
- la posa in opera di una stufa a legna per il riscaldamento dei locali abitabili;
- la realizzazione di un impianto di smaltimento delle acque reflue e la posa in opera di un serbatoio interrato per il recupero delle acque pluviali di capacità pari a metri cubi 10,00.
L’ampliamento del fabbricato è stato realizzato con struttura portante in elevazione, travi e pilastri, in c.a. su cui grava il solaio di interpiano, posto tra l’interrato ed il piano abitabile, realizzato con travetti in c.a. e pignate, e la copertura in legno, già descritta, direttamente appoggiata alla citata struttura in c.a..
Collegato al recupero ed all’ampliamento del fabbricato è stata rimessa in coltura l’area agricola circostante con ripristino dell’oliveto, piante da frutto tipiche del luogo e una piccola area per colture orticole.
Per mitigare l'impatto dell'intervento si è optato per il posizionamento delle nuove superfici in ampliamento sul solito terrazzamento del fabbricato esistente, limitando di conseguenza i movimenti terra e la visibilità dei nuovi volumi che si accostano, con altezza considerevolmente limitata e la solita profondità, al corpo del vecchio manufatto. Come già accennato per le finiture esterne ci si è adeguati a quelle tipiche dei luoghi: le gronde sono costituite da lastre d'ardesia, con sporgenza 20 cm; canale e pluviali sono a sezione circolare ed il manto di copertura in tegole di laterizio alla toscana (coppi ed embrici); i telai delle finestre e portefinestre sono di colore bianco, le finestre sono dotate di inferiate esterne e le portefinestre hanno scuri in legno ad anta unica; le facciate esterne sono intonacate con malta di calce idraulica naturale.

“Archinstudio03 Cristina Lagomarsino e Paolo Mazzoli architetti”(il logo dello studio riprende una decorazione presente ...
30/07/2014

“Archinstudio03 Cristina Lagomarsino e Paolo Mazzoli architetti”

(il logo dello studio riprende una decorazione presente nella facciata di Santa Maria Novella e Palazzo Rucellai a Firenze di Leon Battista Alberti)

Attività professionale dal 2004 ad oggi:

2005 – Sarzana (SP) - Progetto per l’insediamento agrituristico e sviluppo dell’Azienda Agricola Lotti s.r.l. sita in località La Ghiaia di Falcinello;

2006 – Ameglia (SP) - Progetto preliminare di opere connesse a:
1) miglioramento dell’accessibilità veicolare e pedonale al centro storico di Ameglia con l’ampliamento del parcheggio pubblico e la creazione di impianti meccanizzati di risalita;
2) riqualificazione e completamento della percorrenza pedonale pubblica di circonvallazione del centro storico di Ameglia;

2006 – Ameglia (SP) - Redazione del Progetto Colore del Borgo Antico di Ameglia (progetto finanziato dalla Regione Liguria – approvato dal Consiglio Comunale);

2006 – Bolano (SP) - Redazione del Progetto Colore del Centro Storico di Bolano (progetto finanziato dalla Regione Liguria – approvato dal Consiglio Comunale);

2006 2008 – Sarzana (SP) - Progetto definitivo ed esecutivo di pavimentazione, arredo ed impianto di smaltimento delle acque meteoriche dei borghi del centro storico di Falcinello;

2006 2008 – Santo Stefano di Magra (SP) - Progetto di insediamento residenziale costituito da 17 unità immobiliari in località Carpaneto (progetto approvato);

2006 2008 – Sarzana (SP) - Progetto definitivo, esecutivo e direzione lavori per la costruzione dei locali parrocchiali e dalla nuova canonica della Parrocchia di N.S. del Carmine a Sarzana;

2008 – predisposizione proposta di Progetto Colore per i centri storici di Santo Stefano di Magra, Nicola di Ortonovo ed Arcola al fine dell’ottenimento del finanziamento regionale di cui alla D.G.R. 866/08;

2010 – Redazione del Progetto Colore per il centro storico di Santo Stefano di Magra (progetto finanziato dalla Regione Liguria – approvato dal Consiglio Comunale);

2010 – Sarzana (SP) – Direzione lavori di pavimentazione, arredo ed impianto di smaltimento delle acque meteoriche dei borghi del centro storico di Falcinello (in corso di realizzazione);

2010 2014 – Santo Stefano di Magra (SP) - Progetto e direzione lavori di insediamento residenziale costituito da 05 unità immobiliari in località Tassonara (in corso di realizzazione);

2004 2014 – Ameglia (SP) - Progetto di recupero di fabbricati agricoli ed edifici rurali, testimoniali, posti all’interno del Parco Naturale Regionale di Montemarcello – Magra con committenza privata in area, gestita dall’Azienda Agricola Orto dei Delfini, sita in località Piana di San Giorgio.

CRISTINA LAGOMARSINOarchitettoCurriculum vitaeNata alla Spezia il 19 Giugno 1967Diploma di Laurea in Architettura conseg...
25/07/2014

CRISTINA LAGOMARSINO
architetto
Curriculum vitae

Nata alla Spezia il 19 Giugno 1967
Diploma di Laurea in Architettura conseguito il 15 Luglio 1998 presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Genova, Anno Accademico 1997/98, colla votazione 110/110 e lode;
Titolo della Tesi di Laurea "I centri storici minori e nuclei sparsi della bassa Val di Magra - Analisi del costruito e ricerca di criteri guida per l'intervento sull'esistente" - Relatore Prof. Arch. Maurizio Ameri, docente del corso di Tecnologia delle Costruzioni;
Abilitazione all'esercizio della professione di Architetto conseguita presso l'Università degli Studi di Genova, sostenendo l'esame di Stato nella 2a sessione dell'anno 1997, mese di Novembre 1998;
Iscritta all'Ordine degli Architetti della Provincia della Spezia dal 1999, col n. 310;
attestato di formazione, conseguito nel 2001, sul tema: "Interventi di progettazione e di recupero nelle aree protette ed a parco del territorio della Provincia della Spezia, con riferimento alla sistemazione dei versanti e dei corsi d'acqua minori";
attestato di formazione, conseguito nel Gennaio 2002, per coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione di cui al D.Lgs. 494/96 "Sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili"
Inserita, ai sensi della L.R. 21 Agosto 1991 n. 20, art. 3, all'Albo Regionale dei membri esperti in bellezze naturali;
membro della Commissione Edilizia Intergrata del Comune di Ortonovo, in qualità di esperta in bellezze naturali, dal 2004 al 2008; membro della Commissione Edilizia Intergrata del Comune di Santo Stefano di Magra, in qualità di esperta in bellezze naturali, dal gennaio 2007 ad oggi;
membro della Commissione Locale per il Paesaggio nel Comune di Ameglia, in qualità di esperta in bellezze naturali, dal 2010 ad oggi;
membro della Commissione Edilizia del Comune di Bolano, in qualità di esperta in bellezze naturali, dal 2010 ad oggi.

CONCORSI
1998 - Ha partecipato al Concorso bandito dal Dipartimento Pianificazione Territoriale ed Urbanistica della Regione Liguria, per l'attribuzione di n. 5 borse di studio a favore di laureandi in architettura mediante tesi su argomenti di tecnologia applicata al recupero edilizio minore ligure collocandosi al primo posto della graduatoria di merito.

ATTIVITA' PROFESSIONALE
1985-1994: collaboratrice presso lo studio di architettura ed urbanistica dell'arch. M. Baronti e dell'arch. R. Ghelfi (La Spezia)
1994 - 2000: collaboratrice presso lo studio di architettura ed urbanistica dell'arch. M. Fiasella (Ceparana di Bolano).
dal 2000 al 2003 svolge attività professionale in proprio svolgendo diversi lavori tra i quali:
- Ameglia (SP) - Centro Storico di Ameglia: Sistemazione ed arredo degli spazi in località Avenza e collegamento al parcheggio esistente - progetto preliminare (coprogettista con l'Arch. Paolo Mazzoli);
- S. Stefano di Magra (SP) - Sistemazione del piazzale e nuovi parcheggi presso la stazione di S. Stefano di Magra- progetto preliminare, definitivo, esecutivo, direzione dei lavori, misura e contabilità (coprogettista incaricato con l'Arch. Paolo Mazzoli);
- Sarzana (SP) - Progetto preliminare per la costruzione dei locali parrocchiali e dalla nuova canonica della Parrocchia di N.S. del Carmine a Sarzana (coprogettista incaricato con l'Arch. Paolo Mazzoli);
- Sarzana (SP) - Redazione Programma Organico d'Intervento della frazione di Falcinello (coprogettista incaricato con l'Arch. Paolo Mazzoli);
- Portovenere (SP) - Progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, coordinamento alla sicurezza in fase di progettazione e d’esecuzione, direzione lavori, misura e contabilità per l'intervento di ristrutturazione nella ex scuola materna della frazione del Fezzano per la realizzazione di asilo nido (coprogettista incaricato con l'Arch. Paolo Mazzoli, l'Arch. Roberto Ghelfi e l'Arch. Daniela Scarponi).

PAOLO MAZZOLIarchitettoCurriculum vitae:nato a Pontremoli (MS) il 18 Luglio 1963;diploma di Geometra, conseguito nel lug...
25/07/2014

PAOLO MAZZOLI
architetto
Curriculum vitae:

nato a Pontremoli (MS) il 18 Luglio 1963;
diploma di Geometra, conseguito nel luglio del 1982 con la valutazione 60/60 presso l'I.T.G. "V. Cardarelli" di La Spezia e relativa pratica professionale biennale, svolta dal 1983 al 1985;
diploma di Laurea in Architettura conseguito il 13 Luglio 1989 presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Firenze, Anno Accademico 1988/89, con la votazione 110/110;
titolo della Tesi di Laurea "Tutela delle risorse idriche dall'inquinamento con particolare riferimento al Parco Fluviale del fiume Magra";
pubblicazione del rilievo di manufatto nel testo "Conservazione e manutenzione di manufatti edilizi ridotti allo stato di rudere" Università di Bologna, Napoli, Firenze, Urbino, gruppo di ricerca sul restauro archeologico; Opus libri 1989;
abilitazione all'esercizio della professione di Architetto conseguita presso l'Università degli Studi di Firenze, nell’anno 1990;
Iscritto all'Ordine degli Architetti della Provincia della Spezia dal 1990, col n. 155;
docente a tempo indeterminato presso: gli Istituti Tecnici per Geometri di Massa, Carrara e La Spezia, dal settembre 1993 al 2000, con abilitazione di disegno, costruzioni, tecnologia delle costruzioni conseguita tramite partecipazione a concorso ordinario;
il Liceo Scientifico Tecnologico I.T.I. della Spezia, dal settembre 2001 al 2004, con abilitazione di tecnologie e disegno;
il Liceo Scientifico di Sarzana, dal settembre 2004 ad oggi, con abilitazione di disegno e storia dell’arte conseguita tramite partecipazione a concorso ordinario;
attestato di formazione, conseguito nel gennaio 1998, per coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione di cui al D.Lgs. 494/96 "Sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili";
inserito, ai sensi della L.R. 21 Agosto 1991 n. 20, art. 3, all'Albo Regionale dei membri esperti in bellezze naturali;
attestato di formazione, conseguito nel 2001, sul tema: "Interventi di progettazione e di recupero nelle aree protette ed a parco del territorio della Provincia della Spezia, con riferimento alla sistemazione dei versanti e dei corsi d'acqua minori";
Iscritto all'Albo dei Consulenti Tecnici presso il Tribunale di La Spezia;
membro della Commissione Taratura Parcelle dell'Ordine Professionale degli Architetti della Spezia dal 1992 al 1997;
membro della Commissione Edilizia del Comune di Ameglia, in qualità di architetto, dal 1994 al 1995;
membro della Commissione Edilizia del Comune di Ameglia, in qualità di architetto, dal 1999 al 2002;
membro della Commissione Edilizia Integrata del Comune di Ameglia, in qualità di esperto in bellezze naturali, dal 1995 al 1999;
membro della Commissione Edilizia Integrata del Comune di Santo Stefano di Magra, in qualità di esperto in bellezze naturali, dal 1998 al 2006;
membro della Commissione Beni Ambientali del Comune di Ameglia, in qualità di esperto in bellezze naturali, dal 2003 al 2008;
membro della Commissione Beni Ambientali del Comune di Lerici, in qualità di esperto in bellezze naturali, dal 2005 ad oggi;
Inserito dal 21 gennaio 2004, ai sensi della Legge 05 novembre 1971, n.1086, al n. 39 dell’elenco dei collaudatori del c.a. presso l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, paesaggisti e conservatori della Spezia.

ATTIVITA' PROFESSIONALE
Attività professionale dal 1990 al 2004 con studio professionale in Sarzana svolgendo diversi lavori tra i quali:
1) progetto e direzione lavori del centro sociale in località "Valle" nel comune di Santo Stefano di Magra su incarico dell'Amministrazione Comunale;
2) progetto per la realizzazione di complesso residenziale composto da 22 appartamenti in località "Cerreti" nel comune di Santo Stefano di Magra su incarico della SIREDIL s.r.l. (progetto eseguito);
3) progetto per la realizzazione di complesso residenziale composto da 18 appartamenti in località "Stazione" nel comune di Santo Stefano di Magra su incarico della Primaimmobiliare s.r.l.;
4) progetto per la realizzazione di complesso residenziale composto da 15 appartamenti in località "Paperino" nel comune di Prato su incarico della Cooperativa Tuscania;
5) progetto di s.u.a. per la realizzazione di un complesso residenziale in località "Ricciallo" nel comune di Santo Stefano di Magra, su incarico privato;
6) progetto di s.u.a. per la realizzazione di un complesso residenziale in località "Castellari" nel comune di Santo Stefano di Magra, su incarico privato;
7) redazione degli elaborati necessari per variante al programma di fabbricazione vigente nel comune di Aulla per adeguamento al Piano Regionale delle Attività Estrattive della Regione Toscana, su incarico della MONTEPORRO s.r.l.;
8) collaborazione professionale, da settembre 1996 a maggio 1997, con l'Amministrazione Comunale di Sarzana per la stesura dei documenti definitivi relativi alla variante del P.R.G. conseguenti al voto del C.T.U. n. 682 del 30 luglio 1996;
9) progetto esecutivo di adeguamento di edificio scolastico, plesso scuole medie di Arcola, in qualità di capogruppo, su incarico dell’Amministrazione Comunale;
10) redazione del P.O.I. della frazione di Falcinello di Sarzana, in qualità di progettista insieme all’Arch. Cristina Lagomarsino, contenente il progetto preliminare di pavimentazione ed impianto di illuminazione dei borghi della frazione;
11) redazione del P.R.U.S.S.T. area centrale La Spezia - Val di Magra su incarico dell’Amministrazione Provinciale della Spezia;
12) progetto di S.U.A. per la realizzazione di un complesso residenziale in località via Privata Massa Neri nel comune di Sarzana, su incarico privato;
13) progetto preliminare, definitivo, esecutivo e direzione lavori di edificio residenziale composto da 5 appartamenti in località via Privata Massa Neri nel comune di Sarzana, su incarico privato;
14) progetto preliminare dei lavori di sistemazione ed arredo degli spazi della località Avenza e collegamento al parcheggio del centro storico di Ameglia, su incarico dell’Amministrazione Comunale;
15) progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, direzione lavori, misura e contabilità per la sistemazione del piazzale e nuovi parcheggi presso la Stazione di Santo Stefano di Magra, su incarico dell’Amministrazione Comunale;
16) progetto preliminare per la costruzione di locali parrocchiali e della nuova canonica di N.S. del Carmine a Sarzana;
17) progetto preliminare, definitivo, esecutivo, coordinamento alla sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, direzione lavori, misura e contabilità delle opere di ristrutturazione nella ex Scuola Materna della frazione del Fezzano per realizzazione di asilo nido, su incarico dell’Amministrazione Comunale di Portovenere;
18) collaudo statico delle opere strutturali in c.a. inerenti il consolidamento del tratto di Via Gramsci, località Palazzo Rosso, per bonifica frana nel territorio comunale di Santo Stefano di Magra.

Indirizzo

Via XX Settembre N. 28
Sarzana
19038

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:30
Martedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:30
Giovedì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:30
Venerdì 09:00 - 13:00
15:30 - 19:30

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