09/06/2021
"È facile essere felici in Sicilia
È facile essere felici in Sicilia, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana.
(Odissea siciliana – Francine Prose)
Mi ha colpito molto questa frase la prima volta che l’ho letta.
Riassume in poche righe, ben scritte e molto eleganti, l’immenso concetto di “vita in Sicilia” che io cercavo di spiegare ai miei amici con giri di parole, aneddoti, gesti, lunghi monologhi e frasi sconnesse. Arrancando.
Perché la Sicilia bisogna viverla.
La Sicilia è, sì, arancini-cannoli-mare-sole, ma è anche così tante altre cose che non so davvero da dove iniziare.
È Storia. Architettura. Matematica. Musica.
Panchine al sole, palme di dieci metri, città eleganti, porticcioli pieni di barche di legno dipinto. E poi terra, fichi d’india, dialetto, Montalbano, Archimede, Falcone e Borsellino.
Ma soprattutto la vera Sicilia è nel sorriso delle persone che ti accolgono come se fossi in famiglia, come se fossi tornato a casa.
E per me andare in Sicilia è un po’ come tornare a casa, quando non ci sono mi manca, come se fosse una persona vera.
In Sicilia si vive a un altro ritmo. All’inizio quasi mi irritava.
La gente apre i negozi quando si sveglia, non per forza ad un orario preciso.
Le indicazioni stradali sono poche e fatte male perché tanto “uno la strada per andare dove deve andare la sa”.
Poi piano piano ti accorgi che a vivere con lentezza si vive bene.
È il ritmo naturale della vita.
Quando te ne vai dalla Sicilia, quando l’aereo decolla, non stai lasciando un luogo, stai lasciando un modo di vivere. Un modo di vivere che ti ha fatto più felice.
E vuoi subito ritornare."
📸 Foto di Galbraith per
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