02/06/2023
"L'improvvisa scomparsa di Paolo Portoghesi, conclude un'importante stagione dell'architettura italiana e internazionale, di cui è stato uno dei maggiori protagonisti, lasciando un'eredità culturale che sarà quanto mai, e a lungo, operante. Egli ha non solo reintrodotto la storia nell'idea e nella pratica del costruire, ma ha contrastato soprattutto la tendenza omologante della modernità architettonica costruendo, con un'ispirata e continua sperimentazione fondata sul Barocco, un linguaggio il quale non si riferisce solo alla cultura, ma è capace di essere compreso in ogni strato sociale. Un linguaggio tra l'altro, complesso e duraturo, in grado di essere sempre attuale e innovativo periodo dopo periodo. Per lui, uno dei teorici del Postmodernismo più convinto ma meno soggetto a considerare necessario un succedersi mediatico di nuove tendenze, la memoria non era solo il culto del passato ma il più attivo lievito della ricerca e dell'immaginazione di nuove visioni del futuro.
Inoltre, Paolo Portoghesi ha saputo riconciliare l'architettura con la natura all'insegna di un'ampia e profonda concezione dell'abitare. Dotato di un grande talento letterario, di una creatività compositiva intensa e suggestiva, di una sincera vocazione al confronto e al dialogo con i vari orientamenti degli ultimi sessant'anni, indimenticabile maestro di generazioni di architetti, è l'esempio di un'ammirevole e poetica coincidenza dell'architettura con la vita."
Di FrancoPurini