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‘Aprile dolce dormire’ antico proverbio che sottolinea la stanchezza e la sonnolenza tipiche dell’inizio della primavera...
12/04/2026

‘Aprile dolce dormire’ antico proverbio che sottolinea la stanchezza e la sonnolenza tipiche dell’inizio della primavera che comunque segna il risveglio della natura e ci richiama all’ordine e alla pulizia dentro e fuori le case.
Una grande festa sentita nelle campagne e soprattutto in Spagna a Siviglia dove la Feria de Abril e’ una vera esplosione…ballando la sevillana.
La Feria de Abril (Fiera di Aprile o Sagra di Aprile) è una delle feste più importanti e popolari di Siviglia, in Spagna, che si tiene in primavera (solitamente due settimane dopo la Settimana Santa). Festeggiamenti con musica, balli (sevillanas), cibo, vino fino, cavalli e abiti tradizionali flamencos (traje de sevillana), nel quartiere di Los Remedios.
Nata nel 1847 come fiera del bestiame, si è evoluta nel tempo in una celebrazione sociale e culturale.
Si svolge in una vasta area denominata Real de la Feria, caratterizzata da strade decorate con lanterne e casette colorate (casetas).
‘Inizia di lunedì notte con l‘Alumbrao (accensione delle luci) e la cena del pescaito fritto, e si conclude la domenica successiva con spettacolari fuochi d’artificio.
La gente si riunisce per mangiare, bere e ballare nelle casetas, che sono spesso private, ma con alcune aperte al pubblico’. Wik.
Microcosmo di tende a righe coloratissime, come pure i vestiti tradizionali indossati per l’occasione, anche per i visitatori è consigliato un abbigliamento elegante.
Lo importante es la felicidad.
“Ero in Erasmus a Siviglia ed era Aprile 2005. Alcuni amici mi portano alla famosa Feria de Abril a Los Remedios. Resto a bocca aperta di fronte alla grande ‘Portada’: di sera molto illuminata e quell’anno formata da tre ventagli giganteschi. Questo era l’ingresso prima di entrare nel tripudio di colori: dalle casette ai vestiti folkloristici, carrozze e cavalli lucidissimi, tutti agghindati a festa. Immersa tra le strade del recinto feriale si sentiva odore del buon cibo, si camminava a ritmo di ‘sevillanas’ cantate e ballate nei suoi quattro blocchi dalla mattina alla sera ed intervallate da un bicchiere di ‘manzanilla’. Spettacolo puro della vera tradizione sentita tantissimo da tutta quella gente che per una settimana e con grandi sorrisi tali da trasmetterti tantissima allegria, si fermano e fanno festa!”
Così ci racconta Valentina D’Antonio della sua prima esperienza alla FERIA DE ABRIL di Siviglia.

https://www.centropersonalista.it/latenda/2026/04/09/la-tenda-de-abril/
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LA TENDA DANCERLa ballerina  delle nuvole CLOUD DANCER è il colore Pantone dell’anno 2026, un bianco luminoso ma morbido...
12/01/2026

LA TENDA DANCER
La ballerina delle nuvole CLOUD DANCER è il colore Pantone dell’anno 2026, un bianco luminoso ma morbido, una nuvola di leggerezza e tranquillità e come una tela bianca ci suggerisce un reset visivo per il desiderio di un nuovo inizio.
In questo turbinio di cose che ci circondano probabilmente ci offre una promessa di chiarezza, migliora la nostra concentrazione liberandoci da influenze esterne.
Il 2026 segna la fine di grigi e bianchi, freddi e asettici e le tonalità naturali del sabbia greige argilla e cachi tornano protagoniste, regalando agli interni spazio luminosità e ordine.
Il bianco d’altronde è un colore basico/minimalista che non disturba e si trova dappertutto dalla moda all’architettura all’arredamento alle auto e perfino nel cibo.
E’ un colore strutturale che fa risaltare gli altri colori.
Senza dubbio è lo specchio del nostro tempo e ci racconta di tensioni aspirazioni fragilità e desideri, tutti siamo alla ricerca di purezza e considerato il clima politico e culturale tale scelta diventa molto audace.
La definizione giusta potrebbe essere
‘UN SUSSURRO DI TRANQUILLITÀ E PACE IN UN MONDO RUMOROSO’
E’ appena passato il 2025 ‘anno bisesto anno funesto’ e tutti noi riponiamo speranze nel nuovo anno alla ricerca di purezza luce libertà fiducia nuovi equilibri e soprattutto di pace.
BUON ANNO

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arredamento

cinepanettoni di ‘vacanze di Natale’ ci prepariamo con luci, alberi, presepi, mercatini, shopping e tradizioni varie, al...
17/12/2025

cinepanettoni di ‘vacanze di Natale’ ci prepariamo con luci, alberi, presepi, mercatini, shopping e tradizioni varie, alle festività natalizie.
Durante questo periodo le nostre case si trasformano, non solo grazie alle luci e ad alberi di Natale particolari, ma anche indossando una diversa gamma di colori che vanno dal bianco-neve, al rosso porpora e al verde sottobosco, ai classici oro ed argento, fino ad alternative quali il rosa antico, l’argento opaco e toni di marrone caldo.
Nulla è più magico e accogliente del bagliore delle luci di Natale che illuminano la città e le nostre case…alberi luminosi, decorazioni scintillanti, ghirlande, tende a cascata con led, le luminarie natalizie portano calore e atmosfera sia all’interno che all’esterno creando effetti incredibili…effetti WAU di sorpresa e ammirazione per grandi e piccini.
Il simbolo di Natale per eccellenza è l’albero che ha origini antiche e sta ad indicare il collegamento fra cielo e terra in una sorta di ‘axis mundi’, originario della Germania, si riconduce al culto di San Bonifacio, quando il santo abbatte’ a colpi di ascia una quercia sacra al Dio Thor per fermare i sacrifici umani che vi avvenivano.
Per il cristianesimo rappresenta il simbolo di Cristo e della sua immortalità .
‘Mo’ vene Natale nun tengo denare me leggio ‘o giurnale e me vado a cucca’ ‘
Famosissima canzone di Renato Carosone che attualizzava una poesia della tradizione napoletana, di autore sconosciuto e dal significato ironico e malinconico.
In effetti, purtroppo, sono sempre di piu’ quelle persone che oggi non hanno molta disponibilità, neanche per regalare una cena alla propria famiglia.
Nell’inverno del 1914, sul fronte delle Fiandre avvenne la storica ‘tregua di Natale’.
Si racconta che soldati delle truppe tedesche e britanniche schierate sui lati opposti del fronte iniziarono a scambiarsi auguri, cibo e doni.
Speriamo che tale tregua possa riproporsi nelle attuali zone di guerra.
Buone feste di Pace e di emozioni colorate.
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Tendanapoli/Spaccanapoli/Cantanapoli…l’immagine mostra un vicolo stretto e caratteristico di Napoli, in particolare dei ...
19/11/2025

Tendanapoli/Spaccanapoli/Cantanapoli…l’immagine mostra un vicolo stretto e caratteristico di Napoli, in particolare dei Quartieri Spagnoli, noto per i panni stesi tra gli edifici… simbolo tradizionale di un’identità culturale forte, spesso immortalato in fotografie e opere artistiche, che in passato è stato anche oggetto di dibattiti e ordinanze comunali, ma poi rimasto come patrimonio culturale della città … l’arte di strada unita alla tradizione…
Stiamo parlando di Spaccanapoli, l’antico decumano inferiore, una delle strade più iconiche, rappresentative e celebri di Napoli. Questa lunga arteria divide in due la città antica ed è un susseguirsi di chiese barocche, palazzi nobiliari, botteghe artigiane, pizzerie storiche, cuore di questa ‘babele’ dove visse e morì Benedetto Croce.
Si dice “vedi Napoli e poi muori”… . frase legata alla “Napolitudine”, una malinconia che si prova lasciando la città…invece ti fa sempre ve**re voglia di tornarci e non morire mai, per la curiosità che suscita ogni volta.
L’immagine ispira anche l’espressione ‘facìte ammuìne’ nel senso di fare confusione ed è proprio un senso di confusione che ci pervade in questo primo ventennio del XXI secolo, terzo millennio apparso sin dall’inizio claudicante e con lo sguardo rivolto all’indietro, senza dare seguito alle promesse di un nuovo rinascimento, tutto giocato sulla creatività, la poesia, la scienza, l’ecologia, il dialogo, orizzonti aperti, prospettive sconfinate all’azione ed al libero arbitrio …
Il grande vuoto creato dalle conseguenze delle guerre, frutto avvelenato delle derive razziste, doveva essere colmato con un desiderio di amore che possiamo ritrovare ultimamente solo nelle belle canzoni napoletane e nel volontariato…

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“Altro giro, altra corsa, altro regalo!” E tutti i bambini correvano dai loro genitori a chiedere soldi  per un altro ge...
19/11/2025

“Altro giro, altra corsa, altro regalo!” E tutti i bambini correvano dai loro genitori a chiedere soldi per un altro gettone e riuscire così a vincere l’ambito premio che di solito era…un altro giro!
“Altro giro, altra corsa” è anche un proverbio che indica l’inizio di una nuova situazione da affrontare prontamente, come se si trattasse appunto di una “nuova corsa”.
Il significato è che le cose cambiano e nuove sfide o compiti arrivano continuamente’.
Uscire da una giostra può indicare lo staccarsi da un ciclo di eventi che si ripetono, come il tempo che scorre o un destino prestabilito e anche da situazioni che creano paura o ansia, oppure interrompendo un ciclo di lavoro-casa-lavoro senza un fine reale, o provando a cambiare radicalmente la propria vita per non sentirsi più intrappolati in un percorso prestabilito.

Anticamente, la giostra, con animali veri legati a un palo, poteva avere un duplice scopo: la liberazione dei cereali dalla paglia (riferimento al lavoro agricolo) e come rituale per propiziare la fertilità e la rigenerazione della comunità, specialmente in periodi di transizione stagionale.
Ma…siamo pronti a nuove sfide?
La Maison Pierre Frey rivisita con fascino giocoso gli animali acquerellati originariamente creati da Maison Caspari, precedentemente presenti nella collezione di carte da parati LE CARROUSEL. Questa reinterpretazione assume una piega bizzarra, ingrandendo gli animali fino a renderli quasi a grandezza naturale, come se fossero saltati da una giostra con gioiosa spensieratezza.
In questo periodo vorrei segnalare ‘Don’t let me wrong’ cioè Non farmi sbagliare: è il titolo dell’opera centrale della prima grande mostra personale di Valerio Berruti a Palazzo Reale di Milano. Ma potrebbe essere anche un grido muto che ciascuno di noi rivolge al cielo, alla scienza, a chi è al governo, alla generazione che verrà. Perché il tema è questo: e se fossimo noi l’ultima generazione a poter evitare il peggio?
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L’estate sta finendo e la guerra a Gaza ancora non accenna a diminuire di intensità e crudeltà…Intanto sono partiti gli ...
19/11/2025

L’estate sta finendo e la guerra a Gaza ancora non accenna a diminuire di intensità e crudeltà…
Intanto sono partiti gli aiuti umanitari da Genova e questo esempio di pace dei camalli con la Global Sumud Flotilla e’ definita da tutti “la più grande iniziativa umanitaria mai organizzata”. Finora hanno fatto già tanto: hanno bloccato diverse navi cariche d’armi per Israele e la loro non è solo resistenza ma speranza, coraggio, impegno civile. “Vogliamo dimostrare che il porto di Genova è un porto civile e non di guerra. Vogliamo mandare il segnale che non solo blocchiamo armamenti, ma portiamo anche fisicamente aiuti alla popolazione palestinese”, hanno detto ed è una frase che contiene tutto il senso della più autentica battaglia per la pace e la dignità delle vittime civili.
Con ‘la tenda e il mare’ ricordiamo anche il romanzo di Hemingway ‘ Il vecchio e il mare’ che esplora il legame profondo e rispettoso tra l’uomo e l’ambiente naturale. Il pescatore Santiago non vede il marlin come un nemico, ma come un compagno, simbolo della forza e della fierezza della natura.
Parlando di tende, una tenda per il mare sarà sicuramente tecnica ma anche un vero e proprio viaggio sensoriale che ci porta a immergerci nelle atmosfere marine anche quando siamo tra le quattro mura. Le tende, in questo contesto, giocano un ruolo fondamentale. Personalizzare e rendere speciali gli ambienti della nostra casa al mare è l’obiettivo principale, per sentirci davvero rilassati e a nostro agio durante le vacanze.
Utilizzeremo quindi colori ispirati al blu mare, alla sabbia, all’azzurro cielo, alle increspature delle onde e alle varie tonalità di un rosso tramonto. La morbida tavolozza di questi colori e sfumature renderà la nostra casa unica e speciale dandole atmosfera e carattere.

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Oggi e’ passato a trovarci il mitico Pasquale Limoncelli…memoria della cultura teramana…Fu proprio lui che negli anni ‘6...
08/11/2025

Oggi e’ passato a trovarci il mitico Pasquale Limoncelli…
memoria della cultura teramana…
Fu proprio lui che negli anni ‘60 portò Pier Paolo Pasolini a Teramo e Giulianova con il ‘Circolo Gramsci’.
Grazie carissimo Pasqualino per il ricordo personale dello storico incontro, in occasione del 50esimo anniversario della sua morte.
ph

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