09/02/2014
Quando un attività cessa, un azienda che lavora seriamente chiude è sempre una sconfitta. Mettere su un attività, portarla avanti dignitosamente per anni, con grande professionalità e sacrificio, vederla crescere e poi essere costretti a chiudere è un dolore così grande che ti lascia un segno. Il dubbio di aver sbagliato qualcosa, di non essere stato all’altezza è così grande che ti lascia un ansia dentro che non riuscirai mai a colmare. I tuoi dipendenti, i clienti, i fornitori e tutti quelli che ti stavano intorno per i quali hai fatto salti mortali per onorare le loro prestazioni, cosa staranno pensando, cosa si dirà di tutto il tuo fare. Le aziende, quando condotte seriamente, diventano grandi famiglie, dove il credito di chi gestisce è fondamentale per il buon andamento dell’intera macchina e se qualcosa va storto, le responsabilità sono solo sue è chiaramente il peso della coscienza è enorme. Mio malgrado, ho dovuto farlo, ma le ho tentate tutte prima di sopprimere l’attività che avevo creato con grande sacrificio, ma ho dovuto farlo a scanso di ogni compromesso che mi sarebbe costato ancor di più in dignità personale e nei confronti di quanti, fino ad adesso, hanno creduto in me e in quanto avevo creato. Lavorare rispettando certi principi è condizione “sin equa non” per fare una sana impresa, ma se ciò non è possibile è meglio non continuare ed ostinarsi a convincersi di essere un imprenditore.
Grazie a tutti quelli che hanno creduto in quello che ho fatto