21/03/2026
Ricomporre, non sostituire.
Un progetto che rinnova l’esistente valorizzando luce, spazio e identità.
Ogni progetto inizia dall’ascolto dell’edificio esistente, della sua struttura, dei suoi limiti.
Una casa solida, ma chiusa: aperture ridotte, un rapporto debole con l’esterno.
Il lavoro parte da qui, senza cancellare, ma comprendendo.
Individuare ciò che può rimanere e ciò che deve trasformarsi è il primo vero gesto progettuale.
Il progetto lavora sulla sottrazione: pochi materiali, calibrati con precisione, e una struttura che lascia spazio alla vita che accade dentro.
La luce diventa materia, disegna i volumi, costruisce l’atmosfera.
Un volume semplice, quasi archetipico, viene inciso dalla luce.
Le grandi aperture trasformano la facciata in una soglia continua tra interno ed esterno, dove lo spazio domestico si estende verso il paesaggio.
Ricomporre l’esistente
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