27/06/2026
Parlare di sostenibilità significa anche superare una visione semplificata del rapporto tra città e natura. Gli alberi rappresentano una risorsa preziosa, ma da soli non sono sufficienti: è la qualità della progettazione, della gestione e della cura nel tempo a determinare il reale valore delle infrastrutture verdi.
In queste settimane, segnate da ondate di calore eccezionali che stanno interessando gran parte dell'Europa, il tema dell'adattamento delle città ai cambiamenti climatici appare più attuale che mai. È un principio che vale a tutte le scale, dalla pianificazione urbana fino al progetto dei singoli spazi aperti.
Per questo condivido con piacere questo post del professor Francesco Ferrini, che ricorda come l'Urban Forestry sia prima di tutto una strategia di lungo periodo, capace di coniugare sostenibilità ambientale, benessere delle persone e resilienza delle nostre città
PERCHÉ “URBAN FORESTRY” NON SIGNIFICA SOLO PIANTARE ALBERI
Man mano che le città continuano a espandersi e a modificare dimensioni e struttura, la ricerca scientifica e le politiche urbane riconoscono sempre più la necessità di proteggere, ripristinare e progettare gli ecosistemi urbani. Questa consapevolezza nasce dalle potenzialità, ancora in parte inesplorate, delle infrastrutture verdi nel rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici, migliorare il benessere dei cittadini e favorire la conservazione della biodiversità.
In questo contesto, l’Urban Forestry non può essere ridotta alla semplice messa a dimora di alberi. La letteratura più recente evidenzia come il successo delle foreste urbane dipenda soprattutto dalla loro pianificazione, gestione e conservazione nel lungo periodo. Piantare alberi rappresenta solo il primo passo di un processo molto più complesso che comprende la scelta delle specie più adatte alle condizioni future, la tutela del suolo, l’irrigazione nelle fasi di attecchimento, il monitoraggio della salute degli alberi, il mantenimento della diversità biologica e il coinvolgimento attivo delle comunità locali.
Le foreste urbane sono oggi considerate una componente essenziale delle infrastrutture verdi e delle strategie di adattamento climatico. Oltre a mitigare gli effetti delle isole di calore urbane, contribuiscono alla gestione delle acque meteoriche, al miglioramento della qualità dell’aria, alla riduzione dei rischi climatici e alla creazione di habitat per numerose specie animali e vegetali. Tuttavia, numerosi studi dimostrano che gli obiettivi di copertura arborea non possono essere raggiunti semplicemente aumentando il numero di alberi piantati: senza adeguata gestione, governance e pianificazione ecologica, molti impianti non riescono a garantire i benefici attesi.
L’Urban Forestry è, quindi, una disciplina trasversale che integra ecologia, pianificazione urbana, gestione del verde, salute pubblica e partecipazione sociale. Il suo obiettivo non è soltanto aumentare il numero di alberi presenti nelle città, ma creare ecosistemi urbani resilienti, multifunzionali e capaci di fornire servizi ecosistemici duraturi alle generazioni presenti e future. In altre parole, una città più verde non si costruisce semplicemente piantando alberi, ma prendendosene cura nel tempo e inserendoli all’interno di una visione strategica del territorio.