Elena Maria Genero - Piccoli Paesaggi

Elena Maria Genero - Piccoli Paesaggi Progettazione di aree verdi, giardini, terrazzi, giardini terapeutici.

23/11/2025

ALBERI IN AMBIENTE URBANO: FRA ASPETTATIVE E REALTÀ
ASPETTATIVA: un albero cittadino grande, sano e maturo che fornisce ombra e raffreddamento, assorbe una quantità significativa di CO2 e fornisce l'habitat per flora e fauna.
REALTÀ: un albero urbano che si è indebolito per anni e alla fine morirà, senza alcun beneficio climatico.
Sfortunatamente, lo vediamo spesso accadere nella pratica. Viene scavata una buca e un piccolo albero viene piantato in un ambiente spesso fortemente ostile con l'aspettativa che diventi un albero grande e maturo. Ciò che molte persone sembrano dimenticare è che piantare un albero urbano richiede strumenti per soddisfare le aspettative. Negli ultimi decenni la pressione sui metri quadrati urbani si è sempre più intensificata.
Ogni metro nell'ambiente urbano è intensamente utilizzato dalle infrastrutture sopra e sottoterra, dal traffico e dalle persone. Creare un equilibrio intelligente tra verde e grigio è una sfida crescente e sta diventando sempre più importante.
Credo che sia noto a tutti che le condizioni nell’ambiente urbano sono tutt’altro che ottimali affinché un albero possa crescere in modo equilibrato e arrivare a un’età matura in modo veloce per poi rimanere efficace ed efficiente nel fornire benefici fino alla fase della naturale senescenza.
Diversi fattori come lo spazio limitato, la scarsa infiltrazione d’acqua, l’inquinamento, la disponibilità limitata di nutrienti e la compattazione del suolo riducono la crescita e la durata della vita dell’albero. Man mano che gli alberi continuano a crescere, alla fine si imbattono in tutti i tipi di ostacoli che ne inibiscono la crescita.
In particolare, la compattazione del suolo e le infrastrutture sotterranee rappresentano un problema per gli alberi urbani, poiché sono le principali cause dell'incapacità delle radici di ancorarsi correttamente al suolo e della limitazione dell'apporto di acqua, aria e sostanze nutritive alle radici. Ciò provoca un graduale (ma talvolta anche repentino) indebolimento e aumenta la probabilità di cedimento in caso di tempeste o forti venti. Alla fine, si perde un investimento prezioso perché un albero grande e maturo, ma in buone condizioni, produce benefici climatici significativamente maggiori rispetto alle nuove piantagioni.
Se c’è un fattore cruciale nello sviluppo e nella salute degli alberi urbani, sia nuovi che esistenti, è il volume di terreno che hanno a disposizione per l’accrescimento radicale. Le radici hanno semplicemente bisogno di terreno per crescere, in modo che l’albero possa stabilizzarsi e assorbire i nutrienti dal terreno. Se questa crescita è inibita dalla mancanza di spazio per le radici, l’albero si indebolirà più velocemente, sarà più suscettibile a malattie e parassiti e alla fine morirà. Soprattutto nel caso degli alberi urbani esistenti, che apportano numerosi benefici climatici, contribuiscono al carattere estetico di un luogo e garantiscono la coesione sociale, questo è un vero spreco.
Ecco perché è essenziale rendere gli alberi esistenti a “prova di futuro”, dando loro la possibilità di crescere senza restrizioni.
Ci sono parecchie tecniche innovative al riguardo tutte volte a creare uno volume di suolo ottimale per alberi urbani nuovi ed esistenti, che vengono applicati sotto la pavimentazione e sono sufficientemente robusti da sopportare i carichi di traffico più pesanti, l'albero non soffre più della compattazione del terreno.
Questi sistemi sono in genere composti da unità modulari, comprendenti anche tubi di aerazione, ancoraggio delle zolle radicali (con nuova piantagione) e pannelli per la guida delle radici. I tubi di aerazione servono a fornire all'albero un'aerazione sufficiente.
L'ancoraggio della zolla garantisce che la zolla dell'albero sia ancorata stabilmente mediante solidi tiranti fissati alla rete di cemento o tramite ancoraggi nel terreno. I pannelli “guida-radici” hanno la funzione di guidare le radici degli alberi perpendicolarmente verso il basso, consentendo loro di continuare a crescere orizzontalmente sotto il pannello. Ciò impedisce all'albero di causare pressione radicale sul pavimento. Inoltre, il sistema è spesso collegato a un canale di scolo in modo che l'albero possa assorbire meglio l'acqua e abbia meno probabilità di soffrire la siccità.
Il modo tradizionale di piantare alberi – scavare una buca e piantare un albero – è storia nell’ambiente urbano. Gli alberi urbani incontrano semplicemente troppi ostacoli per invecchiare in modo sano. Per ottenere comunque il volume radicabile necessario per prosperare tra le infrastrutture urbane i sistemi descritti (simili ma venduti sotto diversi nomi per questioni di brevetto) per le nuove piantagioni che per gli alberi già esistenti. In questo modo gli alberi hanno la possibilità di invecchiare sani e salvi in città e le aspettative diventano realtà!
(tratto da https://treebuilders.eu/urban-trees-expectation-vs-reality/)

17/11/2025
15/07/2025

IL VERDE È UN’INFRASTRUTTURA. TRATTIAMOLO COME TALE

Pianificare la foresta urbana non è semplicemente sostituire le piante abbattute, morte o non attecchite. Pensare in questi termini riduttivi significa confondere la gestione con la pianificazione, la contabilità con la strategia, il tappabuchi con il progetto. La cosiddetta "arboricoltura urbana" non è un’attività accessoria, ma una vera e propria infrastruttura verde, un sistema complesso da progettare, monitorare e far crescere nel tempo, come si fa con le reti idriche, i trasporti o le scuole.

La sostituzione delle piante abbattute è, semmai, una minima parte della gestione del verde, spesso legata a necessità puntuali o emergenziali. Ma la pianificazione delle aree verdi urbane richiede ben altro: un processo razionale e attivo, che parte da una visione a lungo termine, fondata su obiettivi ecologici, climatici, sociali e paesaggistici, e che si traduce in azioni coordinate anno dopo anno.

Significa programmare ogni stagione la messa a dimora di un numero adeguato di nuovi alberi, non solo per compensare quelli persi, ma per espandere consapevolmente la dotazione arborea del territorio. Significa chiedersi dove servono più ombra e meno isole di calore, dove la qualità dell’aria è peggiore, dove il suolo ha bisogno di essere protetto, dove manca biodiversità o dove un albero può diventare presidio di coesione sociale.

Una vera pianificazione tiene conto del patrimonio esistente — età, stato sanitario, distribuzione spaziale, valore ecologico — ma soprattutto anticipa il futuro: clima più caldo, eventi estremi più frequenti, maggiore densità urbana, pressione demografica. In questo senso, piantare alberi non è solo un’azione ambientale, ma un atto politico e culturale, che riflette le priorità e la maturità di una comunità.
Non basta più “mettere un albero dove prima ce n’era uno”. Occorre chiedersi se quella specie sia ancora adatta, se lo spazio a disposizione sia sufficiente per ospitarne lo sviluppo, se ci siano conflitti con le infrastrutture, se il sito consenta una buona gestione futura. Ogni nuovo impianto deve essere parte di un disegno coerente, supportato da risorse, professionalità e strumenti tecnici adeguati.

Il rischio, altrimenti, è un continuo rincorrere l’emergenza: sostituzioni frettolose, alberi che non attecchiscono, specie inadatte che dopo pochi anni devono essere nuovamente abbattute, cicli inefficaci che generano spreco, disillusione e impoverimento del capitale naturale.

Pianificare il verde di una città significa, invece, investire nel tempo: nei servizi ecosistemici, nella salute pubblica, nella resilienza urbana, nella bellezza dei luoghi. Significa operare secondo criteri di equità territoriale — portando verde anche nei quartieri più fragili e marginalizzati — e adottare strategie basate su dati, monitoraggi e conoscenze scientifiche.

In questo quadro, strumenti come i piani del verde, le strategie locali per la forestazione urbana, i bilanci arborei o le valutazioni ecosistemiche non sono orpelli burocratici, ma elementi fondamentali per dare continuità e visione all’azione pubblica. Senza pianificazione, ogni albero è solo un gesto isolato; con una pianificazione seria, ogni albero è un nodo di una rete viva, in crescita, al servizio della collettività.

Perciò è urgente superare l’idea che “fare il verde” significhi rimpiazzare quello che si è perso. Conservare non basta più. Dobbiamo moltiplicare, diversificare, adattare e proteggere. In un mondo che cambia rapidamente, la foresta urbana deve diventare un’infrastruttura attiva, distribuita e adattiva. E ogni amministrazione locale dovrebbe assumersi la responsabilità di pianificare oggi ciò che darà ombra domani.

14/07/2025

L'EFFETTO RINFRESCANTE DEGLI ALBERI...IN QUESTI GIORNI SEMPRE PIU' NECESSARIO.
Gli alberi possono abbassare significativamente le temperature nelle città: nei climi caldi, la copertura degli alberi può ridurre il dispendio energetico sull'aria condizionata, riducendo il consumo di combustibili fossili che inquinano l'aria che alimentano i sistemi di condizionamento. Ricerche e studi di modellazione hanno mostrato che l'ombra dagli alberi può ridurre i costi di condizionamento dell'aria delle case unifamiliari del 20-30%.
Lo sviluppo di strategie di mitigazione delle isole di calore urbane (UHI) è fondamentale per sistemi urbani sani e resilienti in futuro. La maggior parte degli studi sulle UHI misurano le differenze nella temperatura della superficie terrestre (LST) tra le aree urbane e quelle suburbane o rurali circostanti utilizzando dati di telerilevamento. Questi studi hanno rivelato che gli UHI variano in magnitudo da 0,8 a 8,0 °C, sono più forti in estate e durante la notte e sono fortemente influenzati dalla dimensione urbana, clima locale, gradienti di urbanizzazione e superficie impermeabile. Tuttavia, attualmente non sembra che questi risultati riguardanti le UHI siano realmente applicati agli interventi urbani (ad esempio, infrastrutture verdi) che mirano a ridurre il calore urbano su scala locale nelle città globali, ma si vedono sempre più interventi spot (vedi alberi in vaso con elevato dispendio di soldi e altrettanto elevata produzione di CO2 per la gestione degli stessi alberi)
(foto Ferrini, 2024)

Indirizzo

Corso Montevecchio, 36
Turin
10129

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