Uella malattie e cure delle piante

Uella malattie e cure delle piante Tutto sulle malattie delle piante da giardino, da orto e da frutto.

Prodotti fitosanitari: cosa cambia.
22/03/2022

Prodotti fitosanitari: cosa cambia.

USO SOSTENIBILE DEI PRODOTTI FITOSANITARI AI SENSI
DEL PIANO NAZIONALE D’AZIONE (PAN)
(decreto legislativo 150/2012, decreto 22 gennaio 2014)
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In questo breve articolo vediamo cosa potrà, d'ora in avanti, essere acquistato (e venduto) senza i necessari patentini in sostanza i CORROBORANTI e i PPO
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I PRODOTTIFITOSANITARI

Per “prodotti fitosanitari”, secondo il D.P.R. 55/12 e il D.Lgs 150/12 si intendono i prodotti, nella
forma in cui sono forniti all’utilizzatore finale, contenenti o costituiti da sostanze attive, antidoti
agronomici o sinergizzanti, destinati ad uno dei seguenti impieghi:
1) proteggere i vegetali o i prodotti vegetali da tutti gli organismi nocivi o prevenire gli effetti di
questi ultimi, a meno che non si ritenga che tali prodotti siano utilizzati principalmente per motivi
di igiene, piuttosto che per la protezione dei vegetali o dei prodotti vegetali;
2) influire sui processi vitali dei vegetali, ad esempio nel caso di sostanze, diverse dai nutrienti,
che influiscono sulla loro crescita;
3) conservare i prodotti vegetali, sempreché la sostanza o il prodotto non siano disciplinati da
disposizioni comunitarie speciali in materia di conservanti;
4) distruggere vegetali o parti di vegetali indesiderati, eccetto le alghe, a meno che i prodotti non
siano adoperati sul suolo o in acqua per proteggere i vegetali;
5) controllare o evitare una crescita indesiderata dei vegetali, eccetto le alghe, a meno che i
prodotti non siano adoperati sul suolo o in acqua per proteggere i vegetali;

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Il DPR 55/12 comprende tra i prodotti fitosanitari anche:
a) le sostanze e i prodotti volti a proteggere LE PIANTE ORNAMENTALI, (chiamate P.P.O.) i fiori da
balcone, da appartamento e da giardino domestico con attività acaricida, battericida, fungicida,
insetticida, molluschicida, repellente, viricida, fitoregolatrice, diserbante, nematocida, rodenticida,
talpicida;
b) le sostanze o preparati, chiamati «antidoti agronomici», aggiunti ad un prodotto fitosanitario
per eliminare o ridurre gli effetti fitotossici del prodotto fitosanitario su certi vegetali;
c) le sostanze o preparati, chiamati: «sinergizzanti», che, possono potenziare l’attività della
sostanza attiva o delle sostanze attive contenute in un prodotto fitosanitario.

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Il DPR n. 55/2012 ha aggiornato le disposizioni che riguardano i CORROBORANTI.
I “corroboranti, potenziatori delle difese delle piante”, usati principalmente in agricoltura
biologica, sono sostanze di origine naturale, diverse dai fertilizzanti, che:
1) migliorano la resistenza delle piante nei confronti degli organismi nocivi;
2) proteggono le piante da danni non provocati da parassiti.

I CORROBORANTI SONO DI LIBERA VENDITA E SONO:
1 - Propolis
2 - Polveri di pietra
3 - Bicarbonato di sodio
4 - Gel di silice
5 - Preparati biodinamici
6 - Oli vegetali
7 - Lecitina
8 - Aceto
9 - Sapone molle di marsiglia
10 - Calce viva

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I PPO sono una particolare categoria di prodotti fitosanitari in quanto, secondo il DPR 290/01 art.
28 disciplinati dal regolamento emanato con il DPR 392/98, possono essere VENDUTI E ACQUISTATI SENZA PATENTINO.
Questi prodotti, in precedenza autorizzati come presidi medico-chirurgici, possono svolgere
un’attività acaricida, battericida, fungicida, insetticida, ecc; si possono utilizzare esclusivamente
per le piante ornamentali in ambito domestico. E’ vietato il loro utilizzo per trattamenti
antiparassitari nei parchi pubblici, nelle alberate stradali e in tutti quegli ambiti che non sono
definiti “domestici”: in questi casi infatti si devono impiegare prodotti fitosanitari specificamente
registrati.
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SEGUIRANNO ULTERIORI DELUCIDAZIONI O RISPOSTE A VOSTRE PRECISE DOMANDE.

Trattamenti invernali (febbraio) per le piante da frutto_________________________________________________________    L’i...
16/02/2022

Trattamenti invernali (febbraio) per le piante da frutto
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L’inverno è la stagione in cui il frutteto ferma la sua attività vegetativa: i principali alberi da frutto entrano in fase di dormienza e cadono le foglie. Questo vale per drupacee, pomacee e anche per varie altre specie (melograno, kaki, fico,…). Fanno eccezione gli agrumi, che nelle coltivazioni dell’Italia meridionale arrivano al raccolto proprio in questo periodo.

Approfittando del riposo invernale si effettuano i principali lavori di potatura e si mettono a dimora i nuovi impianti, le basse temperature arrestano l’attività degli agenti patogeni, per cui le piante sembra trovino tregua dalle malattie.

Non dobbiamo farci ingannare da questo: la stagione autunno-vernina (2 trattamenti: novembre e febbraio) è un momento chiave per la prevenzione dei problemi del frutteto ed è spesso necessario intervenire ora per evitare patologie che potrebbero manifestarsi in primavera. Infatti le spore e i vari microrganismi che causano problematiche fitosanitarie sono già presenti nei mesi freddi, in cui svernano sulle nostre piante.

Scopriamo quindi quali sono i trattamenti adatti al frutteto biologico da eseguire nella stagione invernale, in modo da imparare a prenderci cura delle nostre piante nel migliore dei modi.



Decidere quali piante trattare--------------------------

Nella coltivazione biologica del frutteto è fondamentale saper osservare le piante e valutare il loro stato di salute. Dobbiamo arrivare all’inverno consapevoli di quali alberi hanno avuto problemi, in modo da poter decidere quali trattamenti sono richiesti.

Nel decidere quanto trattare è d’aiuto anche la consultazione dei bollettini fitosanitari frutticoli: si tratta di comunicazioni regionali che segnalano le problematiche diffuse sul territorio e spesso contengono suggerimenti concreti sui trattamenti da effettuare.

Tra le classiche piante del frutteto un’attenzione particolare è richiesta dalle drupacee, più cagionevoli e spesso colpite da malattie fungine e batteriosi.
Se abbiamo individuato patologie quali la bolla del pesco, il corineo delle drupacee, il cancro batterico del susino, è importante intervenire. In molti casi è utile il trattamento anche in assenza di malattia, a scopo preventivo, da valutare in base alle condizioni di pianta e clima.

La vite è un’altra coltura particolarmente sensibile, in particolare a peronospora, oidio, mal dell’esca. Facciamo attenzione anche all’olivo, soggetto a varie malattie, quali rogna dell’olivo e occhio di pavone.

Le pomacee, quali melo, pero e cotogno sono un poco più resistenti ma hanno anch’esse una serie di patogeni, quali ticchiolatura, antracnosi, oidio.

Quali trattamenti anticrittogamici biologici utilizzare
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I principali anticrittogamici impiegati in agricoltura biologica sono a base di zolfo e, soprattutto, di rame. Anche se sono decisamente più sani rispetto ai fungicidi sistemici da sintesi chimica, non sono prodotti esenti da ricadute ambientali.
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Il rame è un metallo pesante che si accumula nel terreno, non dobbiamo pensare che essendo bio si possa impiegare senza criterio. La stessa normativa dell’agricoltura biologica prevede dal 2021 dei limiti più stretti all’impiego dei fungicidi rameici, come da regolamenti europei 848/2018 e 1584/2018. I formulati a base di rame in commercio sono moltissimi, occorre fare attenzione all’eventuale fitotossicità che possono avere e leggere in etichetta precauzioni e dosaggi.
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Un buon trattamento invernale può essere a base di ossicloruro rameico, la cui persistenza permette una buona efficacia sia a scopo preventivo che di contrasto. Garantisce un ampio spettro di difesa nei confronti di vari patogeni (peronospora, ticchiolatura, rogna, occhio di pavone, corineo, bolla del pesco,…).

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Altri trattamenti utilizzabili nel frutteto invernale sono la poltiglia bordolese, sempre a base di rame, lo zolfo bagnabile, che viene impiegato in particolare per contrastare l’oidio, e il polisolfuro di calcio, utile contro bolla, monilia, ticchiolatura e oidio.
Quando trattare
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Un primo trattamento autunnale viene generalmente realizzato dopo la caduta delle foglie, indicativamente nel mese di novembre, un altro dovrà essere valutato a febbraio, prima che riprenda la stagione vegetativa.
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Meno spesso si tratta nei periodi più freddi di dicembre e gennaio.
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Prima di trattare valutiamo le previsioni del tempo consultando il meteo, per evitare che vi siano piogge nei due giorni successivi alla distribuzione del fitofarmaco, ne limiterebbero l’efficacia.
Come effettuare il trattamento--------------------------

I trattamenti biologici sulle piante da frutto si effettuano con prodotti di copertura, ossia che agiscono aderendo alla pianta, a differenza dei fungicidi sistemici non penetrano in modo pervasivo i tessuti vegetali. Questo significa che il trattamento è efficace solo se viene distribuito in modo uniforme sulla chioma, utilizzando un prodotto idrosolubile distribuito con una p***a irroratrice.
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Il rispetto dei dosaggi è effettivo solo se la diluizione in acqua è corretta, concentrazioni non uniformi possono dar luogo a fitotossicità che danneggiano parti di pianta e al tempo stesso lasciare scoperti altri rami.

Ricordiamoci di indossare adeguate protezioni per lavorare in sicurezza.
Altri accorgimenti preventivi------------------------

Oltre alla distribuzione dei fungicidi in inverno è fondamentale mettere in atto altre precauzioni volte a eliminare i patogeni svernanti.
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Prima di tutto bisogna raccogliere le foglie che cadono sotto la chioma e i resti di potatura, visto che questi residui possono ospitare i microrganismi dannosi. Questo materiale può essere compostato, ma in presenza di malattie fungine vanno smaltiti per maggior sicurezza.
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Risulta utile anche spazzolare i tronchi, per pulire la corteccia da mu**hi e licheni, che spesso offrono rifugio a spore e parassiti.
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Nella protezione di rami e tronchi si può impiegare anche il latte di calce, detto anche grassello, che si ottiene a partire da calce spenta e acqua e viene spennellato sulla corteccia sempre a titolo di prevenzione.

Come eseguire meno trattamenti
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Come abbiamo visto l’impiego di rame sarebbe idealmente da ridurre, perché questo sia possibile è importante avere accorgimenti specifici nella prevenzione delle malattie del frutteto. Le accortezze spiegate qui di seguito non sono legate alla stagione invernale, ma vanno tenute presente in ogni momento, al fine di ridurre la necessità di trattare.
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Prima di tutto è fondamentale una corretta gestione del terreno e della pianta, con opportune potature. Questo evita il verificarsi condizioni che favoriscono il diffondersi delle malattie, permettendo uno sgrondo dell’acqua in eccesso e una circolazione d’aria e luce nella chioma.
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Ci sono poi trattamenti corroboranti che favoriscono le difese immunitarie della pianta, quali propoli e macerato di equiseto, da somministrare periodicamente.
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Un prodotto molto utile per limitare l’insorgere di malattie è la zeolite cubana, una polvere di roccia micronizzata da distribuire sulle foglie durante la stagione vegetativa. Assorbe umidità e quindi disidrata le spore delle patologie fungine.
Trattamenti anti cocciniglia-------------------------------

Nel frutteto autunnale oltre agli accorgimenti contro le malattie è bene preoccuparsi anche di eliminare la presenza di cocciniglie, minuscoli parassiti dannosi. Ne esistono varie specie, come la mezzo grano di pepe o la cocciniglia cotonosa degli agrumi.

L’olio bianco minerale è un rimedio utile a questo proposito e in genere si esegue un trattamento autunnale (settembre, ottobre) e uno a inizio primavera (marzo).
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Nelle foto piante da frutto nane che stanno ormai soppiantando le piante d'alto fusto classiche.

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03/12/2021
fitoPlant VERSO IL BIOLOGICO / NUOVI FITOFARMACI: POLVERI DI ROCCIAcosa sono? come usarli?______________________________...
16/11/2021

fitoPlant VERSO IL BIOLOGICO / NUOVI FITOFARMACI: POLVERI DI ROCCIA
cosa sono? come usarli?
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Le polveri di roccia trovano ampio utilizzo in agricoltura, soprattutto in quella biologica, dove costituiscono una valida alternativa a prodotti fungicidi ed insetticidi per l’orto e il frutteto.
Queste farine o polveri sono minerali resi fini meccanicamente, funzionano come una sorta di ostacolo meccanico all’azione dannosa di alcuni parassiti, senza provocare effetti collaterali negativi sull’ambiente e per questo sono utilizzabili nell’ottica di una coltivazione naturale.
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Vediamo quali sono le più comuni farine di roccia ad uso agricolo, come sceglierle e quali sono i modi migliori per utilizzarle traendone il massimo vantaggio per l’orto e il frutteto biologici. In particolare ci si sofferma su caolino, zeolite e bentonite che sono le tre polveri minerali più utilizzate e che possono rivelarsi più utili.
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- Il caolino
- La zeolite
-La bentonite
L’uso di polveri di roccia in agricoltura biologica------------
Il caolino---------------------------------------------------------
Il caolino è un minerale di origine sedimentaria che si disperde facilmente in acqua, è composto soprattutto da alluminio e silicio ed ha l’aspetto di polvere bianca chimicamente inerte.
Irrorato sulle piante diluito in acqua funziona come repellente verso molti insetti, perché una volta che la soluzione asciuga, forma una patina biancastra uniforme sulla vegetazione, tale da rendere più difficile agli insetti riconoscere la pianta. Anche se i parassiti la riconoscono lo stesso e vi si avvicinano, poi i loro movimenti, l’attività trofica e quella di ovideposizione vengono ostacolati e quindi in pratica la loro possibilità di danno viene ridotta.
Il caolino risulta efficace soprattutto nella difesa dai seguenti insetti dannosi:
Mosca dell’olivo
Psilla del pero
Psilla del melo
Mosca della frutta
Mosca della ciliegia
Afidi vettori di virus, come quello del mosaico del cetriolo.
Inoltre ha un certo effetto protettivo anche contro la Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae) dell’olivo, contro la ticchiolatura e il colpo di fuoco batterico delle pomacee, contro lumache e alcuni lepidotteri, contro il marciume apicale del pomodoro, e in parte anche contro la temutissima cimice asiatica (Halyomorpha Halys). Infine è stato osservato che ulivi trattati col caolino hanno prodotto oli di qualità migliore.
Dato il meccanismo di azione del caolino, è importante irrorarlo sulle piante prima della presenza dei parassiti, perché il suo effetto è essenzialmente di tipo preventivo. Possiamo considerare un 5% dei frutti colpiti come soglia di intervento media, e non aspettare che l’infestazione dilaghi prima di usare questa farina di roccia.
Il difetto che il caolino presenta, anche se non è un difetto intrinseco ma legato alle condizioni ambientali, è che con la pioggia si dilava dalla vegetazione e la sua efficacia si annienta, per cui il trattamento deve essere poi ripetuto.
Le dosi di utilizzo del caolino sono variabili da 2 a 5 kg di farina di roccia ogni ettolitro, che si traducono, nella pratica di piccole superfici o poche piante da trattare, in 20-50 grammi/litro d’acqua o, se si preferisce avere come riferimento una p***a a spalla di capacità media, 300- 750 grammi/15 litri.
Una precisazione: la copertura del fogliame col caolino non impedisce la fotosintesi clorofilliana, riflette la luce e offre l’ulteriore vantaggio di ridurre la temperatura tra le chiome. Questo preserva le piante dall’insolazione eccessiva, vantaggio che si riscontra ad esempio sui peperoni, molto soggetti alle scottature da sole e per i quali si può usare il caolino appositamente a questo scopo.
La zeolite---------------------------------------------------------
Col termine zeolite si fa riferimento ad un minerale di origine vulcanica composto soprattutto da ossido di silicio e ossido di alluminio, che si estrae da giacimenti naturali. Di zeoliti ne esistono moltissimi tipi, per questo parlandone in generale sarebbe più corretto indicarla al plurale come zeoliti. La caratteristica principale che le accomuna è la presenza di moltissimi spazi vuoti nella struttura granulare e cristallina microporosa, che consentono un buon scambio cationico e l’assorbimento di una grande quantità di acqua.
Questo aspetto può essere sfruttato, nei trattamenti sulle piante, per ridurre l’umidità presente e creare un microambiente sfavorevole all’insidiarsi dei patogeni fungini. In pratica il velo d’acqua che resta sulle piante con pioggia o rugiada viene asciugato più rapidamente. Inoltre la zeolite aiuta nella cicatrizzazione delle microferite dei vegetali, che sono proprio siti preferenziali di ingresso dei patogeni. Ci sono particolari famiglie di zeoliti chiamate Chabasiti che formano una barriera fisico-meccanica che protegge anche dagli insetti nocivi, e con questi prodotti la protezione delle colture è quindi più ampia e completa.
Nel vigneto biologico i trattamenti con la zeolite sono validissimi contro la peronospora e la botrite, ma l’efficacia si riscontra anche in frutticoltura e nell’orto a seconda dei diversi prodotti specifici per le diverse colture.
I prodotti commerciali a base di zeolite sono farine di roccia molto micronizzata e quindi tale da consentire una completa bagnatura delle piante nella distribuzione. I trattamenti consigliati sono liquidi con dosaggi variabili a seconda delle colture, e indicativamente le dosi per trattare gli ortaggi sono 0,5-08 hg di farina/100 litri. Per piccole estensioni, come sono quelle di orti e frutteti amatoriali, di solito i trattamenti vengono eseguiti con pompe a spalla, e in questo caso è importante usarne una provvista di ugelli metallici, perché la zeolite può avere un effetto abrasivo sugli ugelli in plastica e occluderli.
Ma l’impiego delle zeoliti non si limita alla difesa fitosanitaria ed è valido anche nella concimazione, come fertilizzante minerale naturale, da spargere a manciate nell’orto, nelle buche di trapianto di alberi da frutto, nel compost: le zeoliti, con i loro preziosi micronutrienti (ferro, magnesio, manganese ecc.) concorrono ad una nutrizione del suolo equilibrata, che è premessa per la buona salute e produttività delle piante coltivate. La zeolite quindi si presta anche a essere usata come migliorativo del terreno, come abbiamo approfondito nell’articolo sulla zeolite come substrato.
La bentonite-----------------------------------------------------
Sotto il nome bentonite vi rientrano varie argille di composizione variabile, tutte di origine vulcanica particolarmente ricche di microelementi e con la caratteristica di assorbire l’acqua. Si utilizza la bentonite da sola o in miscela con lo zolfo per la lotta contro la muffa grigia (Botritis cinerea) della vite (che colpisce anche fragole, lamponi e altre specie da orto e da frutto). Sulla vite comunque i trattamenti con questo minerale polverizzato devono essere eseguiti prima della chiusura del grappolo, meglio se in forma polverulenta (non diluita in acqua).
La bentonite viene usata anche per la preparazione di una speciale pasta per tronchi utilizzata in agricoltura biodinamica e che è composta per 1/3 da bentonite, 1/3 da letame di v***a fresco senza aggiunta di paglia e 1/3 da sabbia silicea, il tutto miscelato ad un decotto di equiseto fino alla consistenza giusta. Questa pasta fluida, di cui esistono anche delle varianti nella formulazione, si spalma letteralmente a pennellate sui tronchi delle piante da frutto adulte verso la fine dell’inverno ed ha la funzione di nutrire e stimolare il cambio, ovvero lo strato sottocorticale dove si moltiplicano le nuove cellule. La bentonite trova ulteriore impiego come coadiuvante del rame nei trattamenti contro le peronospore.
Per i trattamenti liquidi con la bentonite si usa un dosaggio variabile tra 300 e 700 grammi di farina di roccia per ettolitro, mentre per i trattamenti polverulenti si calcolano 20-40 kg/ha.
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L’uso di polveri di roccia in agricoltura biologica_______________
Come si diceva le farine di roccia sono prodotti utilizzabili in agricoltura biologica, senza conseguenze sull’ambiente. L’allegato 2 del recente Decreto Ministeriale 6793 del 2018, che integra per l’Italia la normativa europea sull’agricoltura biologica, elenca in una tabella tutti i “Prodotti impiegati come corroboranti, potenziatori delle difese naturali dei vegetali”, e tra questi è presente anche la “Polvere di pietra o di roccia”, che viene descritta meglio come “Prodotto ottenuto tal quale dalla macinazione meccanica di vari tipi di rocce, la cui composizione originaria deve essere specificata”. Nella stessa tabella, nella colonna che riporta le modalità e precauzioni d’uso, viene chiarito che la polvere deve essere esente da elementi inquinanti. Si può dedurre il divieto per le aziende agricole certificate di miscelare alle farine di roccia altre sostanze chimiche non ammesse in agricoltura biologica.
Per le coltivazioni private di orti e frutteti dove si coltiva per l’autoconsumo, così come per le piccole aziende miste non certificate che hanno scelto nella sostanza la strada dell’agricoltura sostenibile, i prodotti ammessi in agricoltura biologica sono comunque un punto di riferimento importante per una difesa dalle avversità che rispetti l’ambiente e che generi prodotti sani e genuini.

I trattamenti dell’albero da frutto: base di ciò che devi sapere per preservarne il benessere (i trattamenti autunno-inv...
11/11/2021

I trattamenti dell’albero da frutto: base di ciò che devi sapere per preservarne il benessere (i trattamenti autunno-invernali)
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Diventare un esperto dei trattamenti da riservare al tuo albero da frutto è fondamentale per garantire la giusta prosperità e il giusto benessere al tuo giardino.

Sia che tu abbia un’unica cultivar, sia che tu ne abbia diverse, imparare a prendersi cura di loro in maniera continuativa durante tutto l’anno è l’unico modo per avere sempre piante in salute e frutti buoni e abbondanti.

Queste operazioni, infatti, sono indispensabili per prevenire le malattie che potrebbero compromettere la vita dei tuoi alberi o per contenere delle infezioni a uno stadio iniziale.

In questo articolo ti spiegheremo nel dettaglio come prenderti cura degli alberi che popolano il tuo giardino o il tuo orto.

Iniziamo.

Indice

Gli alberi da frutto
Alberi da frutto: trattamenti invernali
Alberi da frutto: trattamenti fitosanitari
Alberi da frutto: potatura

Gli alberi da frutto-----------------------------------------
Saprai già che, a livello botanico, tutti gli alberi producono frutti. Tuttavia, si parla di alberi da frutto soltanto per indicare gli alberi i cui frutti vengono utilizzati dall’uomo per la sua alimentazione e per la vendita o altri fini economici.

I TRATTAMENTI PER ALBERO DA FRUTTO VARIANO DA SPECIE A SPECIE

Solitamente, le cultivar più comuni nei giardini o negli orti sono le seguenti:

melo
pero
albicocco
ciliegio
mandorlo
susino
pesco
pesco noce
arancio
mandarino
I passi per avere un bel frutteto, oltre a scegliere gli alberi da frutto che meglio si sposano con le tue esigenze, sono questi:

prepara con attenzione il terreno, scarificandolo e arandolo
concimalo in base alle esigenze del terreno stesso e delle piante
traccia i filari e procedi con la messa a dimora delle piante, facendoti eventualmente aiutare da del personale qualificato
Una volta compiute tutte queste operazioni, però, avrai semplicemente impostato il lavoro: dovrai seguire i tuoi alberi passo dopo passo, mese dopo mese, per assicurarti un frutteto sano e produttivo.
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Alberi da frutto: trattamenti invernali
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La stagione invernale è il momento ideale per svolgere una grossa quantità di trattamenti sui tuoi alberi da frutto. Questo perché a questa stagione corrisponde il riposo vegetativo degli alberi che, di conseguenza, soffriranno molto meno i tuoi interventi e non comprometterai né la loro produzione né la vita di molti animali ausiliari, utili all’ecosistema del tuo frutteto.

Innanzitutto, dovrai occuparti ripulire il terreno e rami dalle foglie secche e dalla frutta rimasta a terra.


L’inverno è una stagione importantissima per combattere i parassiti che si trovano in mezzo al fogliame umido. Oltre all’eliminazione dei loro ripari invernali, assicurati di disfarti anche delle larve, spore o uova che potrebbero essere presenti nel terreno oppure sul tronco dell’albero e sui rami.

Per quanto riguarda invece la concimazione, puoi ricorrere allo stallatico maturo sia alla base dei fusti sia zappettandolo all’interno del terreno.

Se dovessi avere degli alberi di pesco, stai attento che i loro rami non siano stati attaccati dalla bollosi; in questo caso, dovrai rimuovere le cime dei rami colpiti. Lo stesso vale per i rami dell’albero di melo colpiti dal mal bianco, un’altra comunissima patologia fungina (trovi un approfondimento sull’argomento in questo articolo).


Ti consigliamo di allontanare dal frutteto tutti questi elementi infetti o di scarto oppure di bruciarli per smaltirli.

Procurati inoltre una spazzola di trebbia per spazzolare il tronco e i rami dei tuoi alberi: in questo modo riuscirai a eliminare il mu**hio e i licheni che potrebbero offrire un rifugio per i parassiti.

Alberi da frutto: trattamenti fitosanitari---------------------
Fungicidi e insetticidi sono fondamentali nella cura dei tuoi alberi da frutto.

Per fortuna ormai i pesticidi sono sempre più accantonati, a favore di una maggiore tutela verso l’ambiente e un’agricoltura sempre più biologica.


Per questo, ti proponiamo alcuni trattamenti fitosanitari in linea con l’ambiente:

gli oli bianchi biodegradabili come la paraffina; puoi utilizzarli per difenderti da acari, ragni rossi, cocciniglie etc. Diluiscili nell’acqua e poi polverizzali sul tronco e sui rami: così facendo, formeranno una pellicola che soffocherà le larve e danneggerà le uova
i fungicidi minerali come il rame e lo zolfo, utilissimi contro le malattie crittogamiche, cioè causate dai funghi
la poltiglia bordolese, ovvero una miscela di rame e calce; è particolarmente utilizzata contro la peronospora, la bollosi dei peschi e l’oidio dei meli. Questo trattamento prevede tre applicazioni: la prima quando iniziano a cadere le foglie, la seconda durante la stagione invernale e la terza nel periodo della fioritura
il latte di calce, che può aiutarti a eliminare dal tronco mu**hio, licheni, funghi, larve e altri insetti nascosti nella corteccia. L’applicazione è molto semplice: non dovrai far altro che stenderlo sul tronco e sulla base dei rami principali usando un pennello largo e piatto
lo zolfo, efficace contro l’oidio, la ticchiolatura e la ruggine delle piante; effettua il trattamento prima che sboccino i fiori, usando una soluzione di 6 grammi di zolfo per ogni litro d’acqua

ALTRE CURE PER I TUOI ALBERI DA FRUTTO

Alberi da frutto: potatura--------------------------------

La potatura è fondamentale per riuscire a mantenere gli alberi da frutto produttivi, sani, ma anche esteticamente belli.

Ci sono due tipologie fondamentali di potatura.
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- La prima è la potatura di formazione o di allevamento, da eseguire nei primi anni di vita dell’albero in modo che la sua struttura si formi in modo adeguato e ordinato (per esempio con dei rami robusti che siano correttamente distanti gli uni dagli altri e con una produzione ben distribuita di fiori e frutti).
Dovrai dunque potare i rami che seguono una crescita disordinata e quelli danneggiati o colpiti da malattie. Ricorda inoltre che accorciare i rami che ti sembrano troppo deboli è un ottimo modo per rafforzarli e stimolarne la crescita. Questi interventi vanno effettuati nei mesi invernali, ma presta particolare attenzione ai giorni di freddo più intenso: le gelate, infatti, sono pericolose per i tagli effettuati di recente.

- La seconda è invece la potatura di produzione, il cui obiettivo è aumentare la produzione fruttifera. In questo caso, dare delle regole generali che possano valere per tutti è più difficile: su alberi che fruttificano su rami vecchi, come il melo e il pero, questo intervento deve essere moderato; al contrario, su alberi che fruttificano sui rami dell’anno, come il pesco o il susino, l’intervento sarà più invasivo e drastico.

- C’è poi una potatura estiva, molto leggera: serve essenzialmente per alleggerire la chioma e per far arrivare la luce anche ai fiori troppo in ombra. Questo tipo di intervento interessa gli agrumi, il pesco, il ciliegio e l’albicocco.

Indirizzo

Via Basella 1073
Urgnano
24059

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