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PIANTE DA APPARTAMENTO > FATSIA JAPONICA (ARALIA) > COLTIVAZIONE________________________________________________________...
24/04/2022

PIANTE DA APPARTAMENTO > FATSIA JAPONICA (ARALIA) > COLTIVAZIONE
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Se volete una pianta di grande effetto ma non siete esperti giardinieri, vi propongo questa bella e verdeggiante pianta: la Fatsia.

La Fatsia appartiene alla famiglia delle Araliacee e comprende pochissime specie originarie del Giappone, della Cina e di Formosa. E’ un arbusto o un albero sempreverde, con foglie molto grandi (possono misurare anche 45 cm di larghezza), di un bel colore verde vivo, lucenti e di forma palmata, con margine profondamente inciso a formare cinque, sette o nove lobi.

E’ una pianta spesso presente nelle nostre case e anche nei giardini ed aiuole nelle zone a clima mite.

Arreda e decora in modo imponente, la sua altezza può infatti arrivare anche a 5 metri. Produce piccoli fiori bianco-verdi riuniti in ombrella e bacche nere come frutti.

- La Fatsia è un genere che appartiene alla Famiglia delle Araliaceae. E’ anche nota con il nomi comuni di Aralia, Fatsia, Falso ricino.

Principali specie
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- Come già detto, le specie si contano sulle dita di una mano, qua ne descriveremo giusto un paio focalizzando l’attenzione soprattutto sulla Fatsia japonica e su alcune sue varietà.

Il genere Fatsia comprende poche specie ma la più nota e diffusa a scopo ornamentale è la Fatsia japonica conosciuta anche come Aralia japonica o Aralia sieboldii. Si tratta di una specie spontanea nei boschi costieri del Giappone e della corea meridionale. E’ un arbusto che cresce fino a 3-6 m di altezza, ramificato, con grandi foglie.

- Nel mese di ottobre produce infiorescenze all’estremità di ogni rametto dove si forma un’ombrella globosa di fiorellini di colore bianco-crema. Ma non sono i fiori che interessano nella Fatsia quanto piuttosto le foglie grandi e verdissime: sono loro che arredano.

- La varietà “Moseri” è di altezza inferiore e ha foglie di dimensioni maggiori. Tra tutte le varietà risulta più adatta alla coltivazione in appartamento la varietà “Variegata” caratterizzata da foglie rese ancora più belle dalle variegature bianco-crema. Altra verietà della specie Fatsia japonica è la ‘Aurea’ a crescita lente e con le foglie variegate;

- La Fatsia japonica ‘Marginata’ presenta invece foglie a lobi profondi di colore grigio verde e margini di colore bianco.

- La Fatsia japonica ama un’elevata luminosità, ed un ambiente fresco ed umido. Le location ideali sono i corridoi, gli ingressi e le verande non riscaldate. Si tratta della specie più comunemente coltivata come pianta da appartamento.

Fioritura
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- La Fatsia raramente fiorisce in appartamento ma, come accennato, la fioritura è poco interessante ed i fiori sono abbastanza insignificanti, ciò che interessa sono le grandi foglie. La fioritura avviene in autunno, i piccoli fiori bianchi sono raccolti in infiorescenze ad ombrella.

Consigli per la coltivazione della Fatsia
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- La Fatsia non richiede cure particolari quindi è la pianta perfetta per chi si vuole cimentare nel giardinaggio senza avere molta esperienza. Un grande effetto con poco sforzo. Ma le regole, anche se poche, sono da seguire. Una cattiva manutenzione porterebbe altrimenti la pianta a deperire e, nella peggiori delle ipotesi, a morire.

Coltivazione in vaso
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Questa pianta è adatta alla coltivazione in appartamento. La specie più idonea è la Fatsia japonica nella varietà “Variegata”. In primavera, se il vaso è diventato troppo piccolo sia per sorreggere la pianta che per contenere le radici, occorre rinvasare le piante giovani in contenitori di una misura più grande, meglio se in vasi in terracotta che consentono una maggiore traspirazione, utilizzando un buon terriccio addizionato con un fertilizzante complesso. E’ importantissimo garantire un buon drenaggio, quindi è bene porre sul fondo del vaso dei pezzetti di coccio che favoriscono lo sgrondo delle acque in eccesso.

Temperatura
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- Le temperature idonea per la Fatsia sono quelle comprese tra i 10 ed i 18°C.

- Durante i mesi più caldi si deve garantire un buon arieggiamento eventualmente spostando la pianta in giardino o in terrazzo, ma sempre al riparo però dai raggi diretti del sole.

- Quando la temperatura scende sotto i 10°C è necessario che la terra rimanga asciutta per evitare lo stress alle radici.

- In appartamento è bene porre la pianta in un luogo non riscaldato o poco riscaldato. Le temperature troppo alte la fanno deperire rapidamente.

Luce
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- La Fatsia necessita di molta luce ma non deve essere esposta al sole diretto.

Terriccio
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- La Fatsa richiede un buon terriccio fertile composto da torba e terriccio di foglie a reazione leggermente acida (pH intorno a 6-6,5).

Annaffiatura
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- La Fatsia è una pianta di notevoli dimensioni e con un grande apparato fogliare ha quindi bisogno, soprattutto durante i mesi caldi, di abbondanti annaffiature in modo che il terriccio rimanga costantemente umido

- Le annaffiature devono essere praticate due volte alla settimana nella misura di circa un quarto di litro di acqua per esemplare. Per mantenere un ambiente umido è importante irrorare il fogliame a giorni alterni, e ogni dieci giorni spruzzare la chioma con acqua e stimolante ormonico nella dose di 6 gocce per ogni litro d’acqua.

- Un consiglio è quello di porre i vasi su uno strato di ghiaia bagnata (facendo attenzione che il fondo del vaso non sia a contatto con l’acqua).

Moltiplicazione
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- La Fatsia si può moltiplicare tramite talea di fusto. Dai nuovi germogli che compaiono alla base della pianta si tagliano delle sezioni lunghe 5-8 cm e, dopo aver eliminato le foglie basali, si mettono a radicare in vasetti riempiti con parti uguali di sabbia e torba. le talee vanno poi richiuse in sacchetti di plastica e vanno lasciate ad una temperatura di circa 15°C fino alla comparsa di nuovi germogli. Vanno quindi eliminati i sacchetti, si procede con l’irrigazione la concimazione bisettimanale. Nel momento in cui le piante si sono acclimatate vanno rinvasate e trattate come degli esemplari adulti.

- E’ anche possibile propagare Fatsia tramite semina in letto caldo in inverno oppure in primavera si possono utilizzare i polloni che si staccano dalla base della pianta o per talea.

- I semi devono essere messi a germinare in terrine, alla temperatura di 10-15°C.

Concimazione
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- Le concimazioni devono essere costanti. Durante il periodo primavera -estate, occorre concimare ogni due/tre settimane usando un concime liquido somministrato assieme all’acqua di irrigazione.

- Il concime deve avere un titolo abbastanza elevato in azoto (N) per favorire lo sviluppo delle parti verdi. E deve anche contenere i microelementi oltre i macroelementi.



Potatura
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La Fatsia è una pianta a rapido accrescimento e di notevoli dimensioni per questo è importante contenerla tagliando, in primavera, i rami esili o troppo lunghi in modo da darle un aspetto più compatto. E’ bene tagliere sempre appena sopra una foglia o una gemma e sempre con lama affilata e disinfettata.

Altri consigli per la cura
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- E’ bene tenere presente che la Fatsia può essere attaccata facilmente dalla cocciniglia, sotto forma di piccoli scudetti bruni, che si staccano facilmente con l’unghia, di solito più numerosi sulla pagina inferiore del fogliame e lungo le nervature. Per eliminare questi parassiti occorre pulire subito le foglie con un olio emulsionabile anticoccidico, replicando l’operazione fino alla loro completa scomparsa.

- Anche il “mal bianco” può colpire la Fatsia che, se attaccata, si ricopre di una farinosa patina biancastra. In tal caso è necessario irrorare il fogliame con acqua e zolfo ramato nella dose di 4 gr per ogni litro. Questa cura stende sulle foglie il caratteristico velo azzurro che è tipico dei disinfettanti a base di rame.

- Essendo una piante dalle foglie molto grandi, è necessario accertarsi che siano sempre pulite. Si possono pulire con un panno molto morbido e ben umido oppure lavandole direttamente (se le dimensioni lo consentono) dentro la vasca da bagno o in giardino Non si devono utilizzare mai dei lucidanti fogliari.

Parassiti, malattie ed altre avversità
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- Se le foglie sono sbiadite la pianta ha bisogno di essere concimata.

- Se i fusti si allungano e le foglie si diradano, allora la pianta è collocata in luogo troppo caldo e asciutto. Va spostata e bagnata.

- Se le foglie si afflosciano la pianta sta ricevendo troppa acqua e occorre ridurre le annaffiature.

- Anche afidi possono attaccare foglie e fiori. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si possono eliminare lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

- Macchie sulla pagina inferiore delle foglie indicano la presenza di cocciniglia che si può levare con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o lavando la pianta o usando degli antiparassitari specifici

- L’ingiallimento delle foglie e ad accartocciarsi siamo probalbilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso che si elimina aumentando la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma e lavando la pianta.

Curiosità
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Il nome scientifico Fatsia è il termine giapponese con cui, in quel paese, è nota la Fatsia japonica. Furono i botanici francesi Decaisne e Planchon a sceglierlo quando si accorsero che alcune specie, attribuite erroneamente al genere Aralia costituivano invece un altro genere. La specie Fatsia papyfrera viene utilizzata in Oriente per la produzione della cosiddetta “carta di riso”.

Linguaggio dei fiori
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Nel linguaggio dei fiori il significato di questa pianta è: ti parlerò del mio affetto. Regalatela se volete quindi dichiarare il vostro affetto a qualcuno.

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NELLE FOTO: TRE MERAVIGLIOSI ESEMPLARI DI FATSIA IN VENDITA PRESSO GAMBIRASIO FLORPLANT URGNANO.

Prodotti fitosanitari: cosa cambia.
22/03/2022

Prodotti fitosanitari: cosa cambia.

USO SOSTENIBILE DEI PRODOTTI FITOSANITARI AI SENSI
DEL PIANO NAZIONALE D’AZIONE (PAN)
(decreto legislativo 150/2012, decreto 22 gennaio 2014)
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In questo breve articolo vediamo cosa potrà, d'ora in avanti, essere acquistato (e venduto) senza i necessari patentini in sostanza i CORROBORANTI e i PPO
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I PRODOTTIFITOSANITARI

Per “prodotti fitosanitari”, secondo il D.P.R. 55/12 e il D.Lgs 150/12 si intendono i prodotti, nella
forma in cui sono forniti all’utilizzatore finale, contenenti o costituiti da sostanze attive, antidoti
agronomici o sinergizzanti, destinati ad uno dei seguenti impieghi:
1) proteggere i vegetali o i prodotti vegetali da tutti gli organismi nocivi o prevenire gli effetti di
questi ultimi, a meno che non si ritenga che tali prodotti siano utilizzati principalmente per motivi
di igiene, piuttosto che per la protezione dei vegetali o dei prodotti vegetali;
2) influire sui processi vitali dei vegetali, ad esempio nel caso di sostanze, diverse dai nutrienti,
che influiscono sulla loro crescita;
3) conservare i prodotti vegetali, sempreché la sostanza o il prodotto non siano disciplinati da
disposizioni comunitarie speciali in materia di conservanti;
4) distruggere vegetali o parti di vegetali indesiderati, eccetto le alghe, a meno che i prodotti non
siano adoperati sul suolo o in acqua per proteggere i vegetali;
5) controllare o evitare una crescita indesiderata dei vegetali, eccetto le alghe, a meno che i
prodotti non siano adoperati sul suolo o in acqua per proteggere i vegetali;

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Il DPR 55/12 comprende tra i prodotti fitosanitari anche:
a) le sostanze e i prodotti volti a proteggere LE PIANTE ORNAMENTALI, (chiamate P.P.O.) i fiori da
balcone, da appartamento e da giardino domestico con attività acaricida, battericida, fungicida,
insetticida, molluschicida, repellente, viricida, fitoregolatrice, diserbante, nematocida, rodenticida,
talpicida;
b) le sostanze o preparati, chiamati «antidoti agronomici», aggiunti ad un prodotto fitosanitario
per eliminare o ridurre gli effetti fitotossici del prodotto fitosanitario su certi vegetali;
c) le sostanze o preparati, chiamati: «sinergizzanti», che, possono potenziare l’attività della
sostanza attiva o delle sostanze attive contenute in un prodotto fitosanitario.

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Il DPR n. 55/2012 ha aggiornato le disposizioni che riguardano i CORROBORANTI.
I “corroboranti, potenziatori delle difese delle piante”, usati principalmente in agricoltura
biologica, sono sostanze di origine naturale, diverse dai fertilizzanti, che:
1) migliorano la resistenza delle piante nei confronti degli organismi nocivi;
2) proteggono le piante da danni non provocati da parassiti.

I CORROBORANTI SONO DI LIBERA VENDITA E SONO:
1 - Propolis
2 - Polveri di pietra
3 - Bicarbonato di sodio
4 - Gel di silice
5 - Preparati biodinamici
6 - Oli vegetali
7 - Lecitina
8 - Aceto
9 - Sapone molle di marsiglia
10 - Calce viva

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I PPO sono una particolare categoria di prodotti fitosanitari in quanto, secondo il DPR 290/01 art.
28 disciplinati dal regolamento emanato con il DPR 392/98, possono essere VENDUTI E ACQUISTATI SENZA PATENTINO.
Questi prodotti, in precedenza autorizzati come presidi medico-chirurgici, possono svolgere
un’attività acaricida, battericida, fungicida, insetticida, ecc; si possono utilizzare esclusivamente
per le piante ornamentali in ambito domestico. E’ vietato il loro utilizzo per trattamenti
antiparassitari nei parchi pubblici, nelle alberate stradali e in tutti quegli ambiti che non sono
definiti “domestici”: in questi casi infatti si devono impiegare prodotti fitosanitari specificamente
registrati.
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SEGUIRANNO ULTERIORI DELUCIDAZIONI O RISPOSTE A VOSTRE PRECISE DOMANDE.

fitoPlant VERSO IL BIOLOGICO / NUOVI FITOFARMACI: POLVERI DI ROCCIAcosa sono? come usarli?
17/11/2021

fitoPlant VERSO IL BIOLOGICO / NUOVI FITOFARMACI: POLVERI DI ROCCIA
cosa sono? come usarli?

FLORHOUSE > STRELITZIA ☮️🕉💯🔝🔝🔝🆒🆒🆒💯🕉☮️💟_________________________________________________________StrelitziaAlzi la mano ch...
13/11/2021

FLORHOUSE > STRELITZIA ☮️🕉💯🔝🔝🔝🆒🆒🆒💯🕉☮️💟
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Strelitzia
Alzi la mano chi la chiama Sterlizia (io l’ho alzata)! Si perché si tratta dell’errore più diffuso per quel che riguarda questa pianta bellissima che, in realtà, si chiama Strelitzia. Tutti invece siamo concordi che sia una pianta davvero particolare, soprattutto sulla forma del suo fiore che ricorda un uc***lo tropicale, infatti è nota anche come Uc***lo del Paradiso.

La Strelitzia è un’erbacea perenne che fa parte della famiglia delle Strelitziaceae e che è originaria dell’Africa, sebbene oggi sia naturalizzata anche in alcune zone del Messico.

Ha un portamento a cespuglio, raggiunge al massimo i 2 metri di altezza ma ci sono specie che hanno una crescita molto contenuta e che sono perfette per la coltivazione in vaso, pertanto la Strelitzia si rivela un’ottima pianta d’appartamento.

Il genere comprende cinque specie perenni, sempreverdi, perfette per la coltivazione in serra o all’aperto ma solo nelle regioni a clima particolarmente mite.

La Strelitzia ha un apparato radicale carnoso, voluminoso e robusto, a volte rizomatoso. E’ una pianta praticamente senza fusto o in alcuni casi provvista di un falso fusto composto dalla base guainante dei piccioli delle foglie, molto vicine tra loro, con la grande lamina che può misurare anche oltre 30 cm lucida, di consistenza coriacea, verde scuro e di forma ovale-lanceolata.

I fiori, il vero pezzo forte della pianta, sono portati da scapi e sono generalmente più alti delle foglie, possono essere apicali o possono trovare all’interno dell’ascella della guaina fogliare. Sono molto particolari ed appariscenti, ricordano la forma di un uc***lo ed in modo particolare della Gru (Grus grus) in volo.

La fioritura può durare da ottobre a maggio inoltrato. La pianta entra in riposo vegetativo nei mesi di giugno-luglio.

-Indice dell'articolo
-Classificazione botanica
-Principali specie
-Strelitzia reginae
-Strelitzia nicolai
-Strelitzia caudata
-Strelitzia juncea
-Strelitzia parvifolia
-Strelitzia augusta (sin. S. alba)
-Fioritura
-Consigli per la coltivazione della Strelitzia
-Coltivazione in vaso
-Coltivazione in piena terra
-Coltivazione in terrazzo
-Temperatura
- Luce
-Terriccio
-Annaffiatura
-Moltiplicazione
-Concimazione
-Potatura
-Parassiti malattie
-Curiosità
-Tossicità
-Linguaggio dei fiori

Classificazione botanica-------------------------------

La Strelitzia, chiamata ormai comunemente col nome “Sterlizia”, appartiene alla famiglia delle Strelitziaceae

Principali specie----------------------------------------
Il genere Strelitzia comprende cinque specie, vediamole

Strelitzia reginae--------------------------
E’ una pianta sub-tropicale dal fiore molto particolare, tanto aggidicarle l’appellativo di Uc***lo del Paradiso (Bird of Paradise).

Si tratta indubbiamente della specie più nota e diffusa a scopo ornamentale, è originaria dell’Africa meridionale, è senza fusto, si presenta come un folto cespusglio di foglie lucide, coriacee, ovali, con un’evidente venatura centrale, la cui lunghezza è di circa 30-40 cm., di colore verde brillante con sfumature bluastre, portate da robusti piccioli lunghi anche 75 cm.

Nel periodo che va da ottobre a maggio, la brattea che si trova sugli steli fiorali, lunghi anche oltre un metro, si apre e lascia sbocciare in sequenza 5-6 fiori composti da sepali giallo-arancio e tre petali viola-azzurri (uno, il più corto, a forma di cappuccio; gli altri due sagittati e saldati). Può arrivare a amisurare fino a 90-120 cm.

Strelitzia nicolai-------------------
In termini di diffusione questa specie è molto probabilmente la seconda più diffusa dopo la Strelitzia reginae rispetto alla quale ha uno sviluppo maggiore e produce fiori dai colori meno sgargianti. Si tratta della specie che cresce di più, la sua altezza può superare gli 8 metri. Le foglie sono molto grandi e hanno la tendenza a sfaldarsi sotto il soffio del vento.

Strelitzia caudata--------------------------

E’ nota come la strelitzia di montagna o la banana selvatica, è infatti simile a una banana. E’ originaria dell’Africa dove è diffusa nell’area che va dalle montagne Chimanimani dello Zimbabwe a sud fino al Mozambico, alle province settentrionali del Sud Africa ed Eswatini.

Strelitzia juncea----------------------------

Questa specie è caratterizzata dalle foglie, diverse dal tutte le altre specie, che sono affusolate ed arrotolate, sembrano quasi dei tubi a sezione circolare. Ha una crescita contenuta e paragonabile a quella della Strelitzia reginae.

Strelitzia parvifolia-----------------------

E’ una specie senza fusto con foglie dalla lamina non molto grande, portate da piccioli lunghi 1,2-1,5 metri, riunite in folti ciuffi che ricordano cespugli di giunco palustre. Nei mesi di aprile-maggio dalla brattea verde, portata alla sommità degli scapi fiorali, sbocciano fiori blu e il gialli.

Strelitzia augusta (sin. S. alba)----------------------------

Questa specie presenta foglie verde scuro dalla forma oblunga, che possono arrivare a misurare anche due metri di lunghezza. Dall’ascella delle foglie più basse si origina il corto scapo che porta i fiori bianchi, racchiusi in una brattea spatiforme porpora scuro. Fiorisce da ottobre a novembre e può arrivare a misurare raggiungere i 5-6 metri.

Fioritura------------------------------------------------
Per vederla fiorire occorre attendere che abbia compiuto cinque anni. Nelle zone con estati calde e secche, la Strelitzia entra in uno stato di quiescenza e la fioritura va dall’autunno alla tarda primavera/inizio estate. Una volta che la fioritura ha inizio nei primi giorni di primavera, ogni pianta produce in successione fino a sei fiori. Ogni fiore ha una durata piuttosto lunga. La stessa pianta può fiorire più volte nella stessa stagione.

Consigli per la coltivazione della Strelitzia---------------
La Strelitzia è abbastanza facile da coltivare ed ha una buona resistenza anche in condizioni ambientali non ottimali.

Per questo è una pianta da appartamento molto diffusa, soprattutto la specie reginae.

La Strelitzia non tollera climi con temperature estreme, pertanto non deve essere esposta a temperature che scendano al di sotto dei 10/12 gradi centigradi. In molte regioni d’Italia può essere coltivata solo in vaso proprio per via degli sbalzi di temperatura tra estate ed inverno. Nelle zone di mare, dove le escursioni termiche sono ridotte, si può coltivare anche in piena terra

Va posizionata in un luogo idoneo alle sue caratteristiche, con temperature miti e abbondante luce per tutto l’anno. L’ambiente deve essere anche umido. Per questo motivo si hanno eccellenti risultati nei giardini d’inverno e nelle serre. Anche la ventilazione deve essere buona.

Coltivazione in vaso------------------------------

Se si sceglie di coltivare una Strelitzia in vaso, come pianta d’appartamento, si deve tenere presente quello che è l’habitat naturale di questa pianta ossia un ambiente tropicale, molto luminoso, caldo e ricco di umidità. L

Se la si usa come piante da interni, si deve avere la premura di umidificare le foglie periodicamente per scongiurare il rischio che l’aria eccessivamente secca le danneggi.

La pianta va rinvasata ogni anno all’inizio della primavera, ogni anno, occorre rimuovere il terreno superficiale del contenitore, per uno spessore di circa 8 cm e sostituirlo con del nuovo substrato di coltivazione. Ogni due anni, al termine dell’inverno, è consigliato svasare la pianta dal vaso originario per ridurre leggermente l’apparato radicale, senza danneggiare le radici carnose più grandi e darle maggiore vigore.

Le Strelitzie coltivate in appartamento, in estate andrebbero spostate all’esterno. E’ bene aggiungere del drenaggio supplementare al terriccio abituale, per facilitare lo sgrondo dell’acqua dal vaso ed evitare i ristagni.

Coltivazione in piena terra---------------------------

Nelle regioni a clima mite la Strelitzia può essere coltivata in piena terra altrimenti durante le inverno occorre portare a riparo la pianta. Per coltivare la Strelitzia in piena terra, occorre scegliere terreni ben drenati e collocarla in una zona del giardino ben soleggiata.

Coltivazione in terrazzo---------------------------

La Strelitzia può essere coltivata in terrazzo, scegliete una buona esposizione che le consenta di ricevete la luce ed il calore del sole ma che sia a mezz’ombra.

Temperatura---------------------------------

Le temperature ideali per coltivare la Strelitzia sono comprese tra i 13 ed i 21 gradi, è importante che non scendano sotto i 5 gradi.

Luce--------------------------------------------

La Strelitzia richiede un’esposizione a mezz’ombra, con sole diretto al tramonto o all’alba. E’ importante che cresca in un luogo luminoso altrimenti si rischia una crescita stentata e una fioritura scarsa o assente.

Terriccio-------------------------------------

La pianta si adatta ad un’ampia gamma di terreni purché ben drenati.

Annaffiatura---------------------------------

La Strelitzia ha una buona resistenza alla siccità e, una volta affrancata, non ha bisogno di frequenti innaffiature; se coltivata in vaso va irrigata solo solo quando la terra inizia a seccarsi in superficie.

Moltiplicazione------------------------------------

La pianta si può moltiplicare per semi o per divisione.

I semi, tossici, impiegano circa 1-2 mesi prima di germinare e lo sviluppo iniziale non è molto rapido, si attendere 4-5 anni per ottenere la prima fioritura. Prima di effettuare la semina, è necessario preparare i semi con cura.

Circa quindici giorni prima della semina, occorre rimuovere i peli, color arancio, che ricoprono i semi. Poi i semi vanno conservati in frigorifero, in un sacchetto con del terriccio. Si immergono i semi in acqua tiepida per alcune ore. Poi si grattano leggermente i semi per ridurne il rivestimento che li protegge, così da accelerarne la successiva germinazione. A questo punto si è pronti per la semina.

Se si opta per la divisione si deve procedere prelevando una pianta verso Giugno e dividendo una radice dall’intrecciato ammasso radicale con un coltello affilato e sterile, e trapiantandolo in un vaso con terriccio umido, tenuto all’ombra per circa un anno.

Si deve usare del substrato da semina di buona qualità. Occorre mantenere la temperatura costante nel semenzaio, intorno ai 16/20°C. Il terriccio deve mantenersi umido e l’ambiente leggermente ventilato.

Concimazione--------------------------------

Per le piante coltivate in piena terra le concimazioni non sono necessarie e possono essere fatte solo occasionalmente, le Strelitzie coltivate in vaso dovrebbero essere eseguite almeno un paio di volte all’anno.

Potatura------------------------------------

Generalmente non è necessaria alcuna potatura. Per mantenere ordinata la pianta è sufficiente rimuovere, quasi alla base, le foglie secche o danneggiate ed i fiori dopo che sono appassiti.

Parassiti malattie------------------------------

Un aspetto malandato, una crescita stentata e foglie avvizzite ed ingiallite possono essere provocati da marciume radicale. In tal caso occorre togliere la pianta dal vaso, eliminare le parti danneggiate.

La fusariosi si manifesta con macchie brune sulle infiorescenze, con forma irregolare e con la presenza di una sostanza gommosa.

Anche la cocciniglia farinosa o la muffa grigia sono nemici della pianta.

Curiosità---------------------------------------------

Il Re d’Inghilterra Giorgio III ereditò il Royal Botanic Kew Gardens nel 1772 e consenti alla consorte , appassionata di Botanica, di aiutarlo nella gestione e nella selezione delle piante.
Un anno dopo Sir Joseph Banks importò un esemplare di Strelitzia reginae dal Sud Africa. La regina Carlotta se ne innamorò, a tal punto da battezzare questa rarità esotica in base al suo nome di famiglia, Meclemburgo-Strelitz.

La Strelitzia è il fiore simbolo della città di Los Angeles. Alle Isole Hawaii, cresce in natura ed è parte integrante della cultura del popolo di queste terre. In lingua hawaiana, il suo nome, significa, “piccolo globo” ed è simbolo di magnificenza.

Tossicità-----------------------------------------
I semi della Strelitzia sono tossici

Linguaggio dei fiori---------------------------------

La pianta della Strelitzia nel linguaggio dei fiori simboleggia la fedeltà, l’amore e la premura. Questo la rende un perfetto regalo romantico molto apprezzato.

FICUS ROBUSTA__________________________________________________________________Originaria dell’Asia tropicale Ficus robu...
01/11/2021

FICUS ROBUSTA
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Originaria dell’Asia tropicale Ficus robusta (o elastica) forma allo stato spontaneo un grande albero, noto come “albero della gomma”. Nel nostro Sud non è raro incontrare esemplari di grandi dimensioni arboree.
FACILITA’ DI COLTIVAZIONE ♣♣♣♣♣

Dopo l’acquisto è consigliabile il trapianto; in seguito, è sufficiente rinvasare ogni due anni le piante giovani. Per gli esemplari in grandi vasi è sufficiente il ricambio del terriccio superficiale, una volta all’anno. Utilizzate un substrato per piante verdi o un terriccio universale di alta qualità e un contenitore in plastica a riserva d’acqua o in terracotta, profondità consigliata 20-25 cm.
Come rinvasare: -----------------------------------------

Scegliete un contenitore di poco più grande del precedente, dotato di foro di drenaggio sul fondo.
Svasate la pianta senza spezzare il pane radicale. Prima dell’operazione, se la terra è molto asciutta inumiditela leggermente.
Ponete sul fondo uno strato di biglie d’argilla per favorire il drenaggio e un poco di terriccio di alta qualità.
Colmate lo spazio con il terriccio e pressate delicatamente.
Innaffiate senza eccessi con il getto delicato.

TEMPO NECESSARIO PER LA CURA ♣

Il Ficus robusta è una pianta poco esigente; se trova le condizioni ambientali idonee in fatto di luce e di umidità è davvero a manutenzione minima. La pulizia delle foglie è indispensabile e va fatta con regolarità; la pianta tollera bene anche l’impiego del lucidante fogliare, ogni 20-30 giorni.
Se la pianta ha raggiunto dimensioni eccessive, può essere potata moderatamente in primavera, per ottenere una chioma compatta e ordinata.
Il terriccio deve essere sempre leggermente umido; in genere si innaffia ogni 4-5 giorni in estate, ogni 8-10 giorni in inverno. Prima di innaffiare, meglio tastare il terriccio con le dita per verificare il livello di umidità. Dopo mezz’ora dall’innaffiatura, svuotate il sottovaso se c’è ancora acqua.
Sono utili le vaporizzazioni di acqua sul fogliame, con acqua a temperatura ambiente, meglio se piovana o non calcarea.
Il Ficus elastica robusta ha un fabbisogno nutritivo medio: va concimato da aprile a settembre ogni 10-12 giorni e da ottobre a marzo ogni 20-25 giorni. Mai eccedere con il concime: nel dubbio, meglio poco che troppo. Prima di concimare è bene inumidire il terriccio.
VALORE ESTETICO ♣♣♣♣

La pianta è disponibile nella forma classica con foglie grandi e lucide, di colore verde scuro, ma esistono anche varietà con variegature bianche, giallo oro e color crema, e altre con fogliame dotato di affascinanti sfumature rosa-viola. Variabile da piccola a media, con altezza in genere non superiore da 50-70 cm. Nel tempo la pianta si allunga anche oltre i 2 metri ed emette rami laterali, ma la crescita è lenta ed è possibile potare per conservare una silhouette poco ingombrante.
Ambiente: -------------------------------------------------

Come la maggior parte delle piante da interni, il Ficus robusta dà il meglio in condizioni di elevata umidità: si può appoggiare il vaso su un largo sottovaso con uno strato di biglie d’argilla immerse
in un velo d’acqua da cambiare periodicamente. L’acqua del rubinetto va lasciata decantare almeno una notte nell’innaffiatoio prima di usarla per innaffiare o vaporizzare il fogliame; se possibile, raccogliere e utilizzare l’acqua piovana.
Ha bisogno di vivere in piena luce, ma non al sole. Le varietà con foglie variegate sono più sensibili, quelle con foglie verdi sono più tolleranti alla scarsità di luce.
Tollera il caldo, ma non resiste al freddo: la temperatura minima consigliata è 14-16 °C. La pianta non va esposta a correnti d’aria fredda e non va messa vicino a fonti di calore. In estate vive bene all’aperto in ombra totale, riparato dal vento.
Abbinamenti: ---------------------------------------------

Si possono unire più ficus, anche di tipo diverso, nello stesso vaso solo se il contenitore è molto ampio e profondo.
Il valore aggiunto: -----------------------------------------

Come il Ficus benjamina, anche questo tipo di Ficus ha proprietà depurative: assorbe sostanze inquinanti presenti nell’aria, rilasciate da detersivi, colle edilizie e dal traffico urbano, e le incamera nelle cellule, senza danno per la pianta e senza mai più rilasciarle.
Problemi e rimedi: -------------------------------------------

Le foglie cadono: carenza di luce, colpo di freddo o di caldo (dai termosifoni). Spostare in luogo luminoso, lontano da correnti d’aria e fonti di calore, vaporizzare acqua non calcarea.
Insettini bianchi o simili a conchigliette: Cocciniglie. Ripulire le foglie con un pannetto umido per asportare gli insetti e somministrare un insetticida anticocciniglia.
Foglie con macchie marroni: terreno troppo bagnato, innaffiare solo quando è diventato quasi asciutto.

Curiosità: -----------------------------------------------------

Il nome fu scelto da Linneo, padre della botanica scientifica, per la similitudine dei frutti con quelli del fico (Ficus carica), che appartiene alla stessa famiglia.
Nel nostro Sud e soprattutto in Sicilia la specie Ficus macrophylla, simile a Ficus robusta, vive in forme arboree anche enormi, come l’esemplare gigantesco di Piazza Marina a Palermo: alto 30 metri, ha una circonferenza di oltre 20 metri e la sua chioma ha un diametro di 50 metri.
Fin dall’antichità è simbolo di abbondanza, prosperità, speranza e e salute di adulti e bambini.

Indirizzo

Urgnano
24059

Sito Web

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