17/11/2022
IL RUOLO DEGLI ALBERI NELLA PIATTAFORMA STRATEGICA URBANA Tempo di lettura 3 minuti.
Le città sono entità dinamiche che devono e dovranno sempre più affrontare grandi sfide per rendere e mantenere gli ambienti urbani sostenibili e vivibili. Come sarà dunque la città del futuro?
La visione sulla città del futuro prevede principalmente di considerarla come un sistema che "servirà", in primo luogo, le persone che vi abitano. La città è un centro di reti fisiche, sociali e ICT. Un sistema complesso in cui attori interconnessi formano le basi e in cui le connessioni cambiano continuamente al fine di renderlo sostenibile e a prova di futuro. In altre parole, è fondamentale il “Learning by doing” (apprendere facendo) e non scordarci, però, le lezioni che apprendiamo.
Una città sostenibile, sana e sicura per il futuro è quella che manterrà l’equilibrio tra competitività, clima e ambiente. E per essere veramente sostenibile e vivibile, una città richiede una rete ben funzionante di tutti i flussi urbani - come i flussi di materiali, energia e traffico. Tale rete si basa sulla conoscenza e la comprensione di dati e informazioni e sulla qualità e quantità di questi flussi. Dopo tutto, i flussi e i processi della città sono interconnessi, il che significa che si influenzano a vicenda. Ciò richiede anche una stretta cooperazione e co-creazione con tutti gli attori urbani. Una città sostenibile è costantemente in movimento, alla ricerca del giusto equilibrio.
Quali sono gli strumenti che aiutano le città a migliorare il processo decisionale e a renderla veramente sostenibile?
Uno strumento, a mio modo di vedere è una potente piattaforma comune per combattere il metodo tradizionale di sviluppo bulimico e insostenibile, che potremmo chiamare “Piattaforma Strategica Urbana”. Questa piattaforma dovrebbe offrire un pacchetto completo per bilanciare la “trinità urbana sostenibile” che comprende Pianificazione urbana, Qualità ambientale e Trasporti. Se si parla di pianificazione urbana e della qualità ambientale non si può non far riferimento alle infrastrutture verdi come principali strumento per la riduzione della CO2 e della qualità dell'aria e come fornitrici di molti altri servizi ecosistemici. E soprattutto della loro componente principale: gli alberi.
È indubbio che gli alberi e le foreste urbane siano al centro dei processi di "metabolismo urbano": sono l’unica possibilità che abbiamo di ridurre l’entropia del “sistema città” (Ferrini e Fini, 2017). A differenza degli ecosistemi naturali, quello urbano è essenzialmente privo di meccanismi di autocontrollo (feedback) in grado di apportare correzioni atte a limitare gli sprechi; solo l’azione dell’uomo, tramite la pianificazione sostenibile che preveda l’incremento quantitativo delle aree verdi, ma anche una loro oculata distribuzione all’interno del tessuto urbano e una gestione quanto più corretta e di limitato impatto, può contrastare la tendenza dissipativa (entropìa) della città.
La piantagione di alberi in ambiente urbano risulta particolarmente efficace per questo scopo (poiché, oltre alla riduzione diretta delle esternalità prodotte dal metabolismo urbano (es. CO2) è in grado di innescare un feedback positivo che porta, attraverso il miglioramento del microclima, alla diminuzione delle risorse necessarie per alimentare il metabolismo stesso (es. riduzione degli input energetici per il condizionamento estivo) e, quindi, a una maggiore sostenibilità della città.