03/03/2024
Il giorno 21/02/2024 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 43 Il Piano Nazionale d'Azione per il Gas Radon 2023 - 2032.
Il gas Radon è un gas nobile naturale proveniente dal terreno e si genera attraverso il decadimento del Radio che a sua volta deriva dal decadimento dell’Uranio, presente all’interno delle rocce nel sottosuolo.
La sua scoperta risale circa al 1900 quando il fisico Dorn scoprì che i sali di Radio esalavano un gas radioattivo, chiamato poi Radon.
Il Radon è inodore, incolore ed insapore, moderatamente solubile in acqua ed ha un tempo di decadimento di 3,82 giorni.
La sua unità di misura è il Becquerel per metro cubo (Bq/mc) che indica il numero di decadimenti radioattivi per ogni metro cubo d’aria per ogni secondo.
Dal suo decadimento, con l’emissione di radiazioni ionizzanti di tipo alfa, vengono generate particelle di polonio, bismuto e piombo, che essendo elettricamente cariche, tendono ad attaccarsi al particolato presente nell’aria che respiriamo riuscendo ad arrivare in profondità nelle cavità bronchiali, depositandosi sulla mucosa presente e continuando a decadere emettendo radiazioni alfa che colpendo le cellule presenti nei tessuti polmonari ne possono danneggiare irreparabilmente il DNA innescando un processo cancerogeno.
Si stima che l’aumento di 100 Bq/mc di concentrazione media annua all’interno di ambienti chiusi porti ad un incremento del 16% del rischio di contrarre il cancro al polmone.
L’O.M.S. ha classificato il gas Radon come sostanza cancerogena di gruppo 1 (cancerogeno certo) ed in Italia si stima che il Radon sia la seconda causa di morte per cancro polmonare, dopo il fumo di sigaretta.
In base a studi epidemiologici si stima che in Italia ogni anno, circa 3200 casi di tumore polmonare possa essere attribuito al gas Radon, che corrisponde ad una percentuale di circa il 10% dei casi.
In Italia, il D.lgs. n. 101/2020 e s.m.i., recepisce la direttiva europea Euratom 59/2013 ed all’art. 10 prevede l’emanazione del Piano Nazionale d’Azione Radon con valenza decennale.
L’art. 12 del D.Lgs. n. 101/2020 definisce i livelli massimi di concentrazione media annua di Radon all’interno degli ambienti residenziali e dei luoghi di lavoro che sono rispettivamente di:
- 300 Bq/mc per le abitazioni esistenti;
- 200 Bq/mc per le abitazioni di nuova realizzazione a partire dal 01/01/2025;
- 300 Bq/mc per i luoghi di lavoro.
L’art. 16 del D.lgs. n. 101/2020 stabilisce il campo di applicazione delle disposizioni date dal Decreto riguardo agli ambienti di lavoro e sono:
- Luoghi di lavoro posti ai piani sotterranei degli edifici;
- Luoghi di lavoro posti ai piani seminterrati o ai piani terra di edifici ricadenti in aree prioritarie;
- Specifiche tipologie di luoghi di lavoro identificate dal P.N.A.R. secondo l’art. 10;
- Stabilimenti termali.
Concentrazioni inferiori, sia in abitazioni private che in luoghi di lavoro possono comunque essere dannose per l’uomo ed è quindi sempre importante attuare soluzioni che riducano il più possibile la concentrazione di gas Radon negli ambienti indoor.
Nel caso in cui si dovessero rilevare valori di concentrazione superiori ai limiti imposti dall’art 12 , secondo i campi di applicazione dettati dall’art. 16, si dovranno attuare specifici interventi di risanamento degli ambienti interessati.
Tali interventi di risanamento possono essere progettati ed attuati da tecnici esperti abilitati secondo quanto previsto dall’art. 15 dello stesso D.Lgs.
Lo Studio Tecnico Mottes, nel mese di febbraio 2024, ha acquisito la qualifica di esperto in interventi di risanamento da Gas Radon.
Il radon