25/08/2025
Quando ritorni in Sicilia dopo una settimana in Trentino o da altri posti al di sopra di Roma, noti subito una profonda differenza nell’attenzione e nella cura del verde che in una scala da 1 a 10, vale 1 purtroppo in Sicilia. E non è solo una questione di clima, è proprio che non c’è la mentalità perché il verde si crei (laddove lo si fa) e soprattutto lo si mantenga correttamente, perché questo ha a che fare con la programmazione che è l’illustre sconosciuta delle amministrazioni locali. Ed attenzione parlo anche di centri come Catania dove c’è tanto verde ma è in condizioni pietose, con alberi non potati da anni e sporcizia dappertutto. L’impressione che si ricava già uscendo dalla zona aeroportuale è di degrado, di desolazione per quello che dovrebbe essere il biglietto d’ingresso della città e che invece è uno schiaffo a chi proviene da altri luoghi e che magari si aspetterebbe un minimo di decenza.
E’ veramente desolante vedere il verde pubblico relegato all’ultima delle attività delle amministrazioni locali, sia piccole che grandi, con interventi di manutenzione affidati a soggetti incompetenti o ad imprese non aventi i requisiti di legge, che creano disastri ambientali.
Mi chiedo quanto ci vorrà perché si creino le condizioni per una maggiore attenzione per il verde pubblico? Quando si capirà finalmente che la manutenzione del verde è inesorabilmente un fatto ordinario e che pertanto va debitamente programmato perché le piante crescono lo stesso sia che hai imputato le somme in bilancio sia che non l’hai fatto? Ed attenzione la corretta manutenzione del verde ha risvolti sulla sicurezza perché se non potiamo gli alberi regolarmente gli stessi sono soggetti a cadute.
Riflessione spontanea di un amante del verde che purtroppo ritorna sulla terra da Marte.