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Mbt E' uno studio multidisciplinare in ambiti di architettura, design e comunicazione.

MBT & Associati è uno studio multidisciplinare che si distingue nel panorama dell'architettura, del design e della comunicazione. La nostra missione è quella di guidare i nostri clienti attraverso un processo creativo e tecnico che inizia dalla pianificazione e si concretizza in soluzioni su misura, curate nei minimi dettagli e consegnate chiavi in mano al committente.

Emerging Design Voices è una piattaforma curatoriale dedicata ai talenti del design che uniscono ricerca estetica e resp...
25/05/2026

Emerging Design Voices è una piattaforma curatoriale dedicata ai talenti del design che uniscono ricerca estetica e responsabilità sociale. Scopri i profili e le selezioni dei creativi sul sito ufficiale Emerging Design Voices. Il manifesto coglie appieno lo spirito di una nuova generazione di creativi e progettisti che non si limitano a inseguire le mode, ma scelgono di utilizzare il progetto come strumento di innovazione e di trasformazione culturale.

https://www.isla-media.com/emerging-design-voices/

29/03/2026

Sull’Altopiano di Asiago, da Lemelæ, lo chef Andrew Lunardi lavora con erbe spontanee, fermentazioni e cotture alla brace per raccontare la montagna in modo essenziale e contemporaneo

“Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco”  Un film di Cristiana Mainardi Il 16, 17 e 18 febbraio al cin...
18/01/2026

“Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco”

Un film di Cristiana Mainardi
Il 16, 17 e 18 febbraio al cinema

Ci sono vite che non si raccontano: si ascoltano. Vite che non si spiegano: si attraversano come in un sogno. Quella di Mauro Pagani è una di queste. Una vita che ha scelto la musica come casa, rifugio, bussola. Una vita in cui perfino le ferite diventano atti d’amore, tentativi ostinati di colmare un’infanzia silenziosa e di immaginare un mondo più giusto, più grande, più umano.

Poi, un giorno, il vuoto.
La memoria che si spezza.

Tutto ciò che ha costruito, tutto ciò che ha incarnato, svanisce.
Rimane solo una certezza: la musica. E gli strumenti che riconosce come si riconosce un volto amato.

È da lì che ricomincia.
È da lì che si salva.

Per ricostruire sé stesso, il Maestro riascolta i suoi dischi, chiama gli amici, gli artisti, i compagni di viaggio. Ne nasce una biografia che non segue il tempo, ma il cuore: schietta, poetica, luminosa. Una storia in cui accanto a Mauro si alza anche la voce del Fuggiasco, compagno immaginario e specchio di una vita intera.

Così, come per magia, un nuovo viaggio prende forma, senza meta, ma pieno di senso. Un viaggio nell’anima e attraverso decenni di musica che hanno segnato il nostro Paese, tra successi, impegno civile e un desiderio che non smette di bruciare.

A intrecciare questa memoria condivisa ci sono le voci di Manuel Agnelli, Giuliano Sangiorgi, Marco Mengoni, Badara Seck, Mahmood, Dori Ghezzi, Ligabue, Arisa, Ornella Vanoni, e quella di Silvia Posa, compagna di vita e di lavoro. Insieme, costruiscono un coro che è testimonianza artistica, umana, generosa di un grande creatore di musica.

Questo film è un atto di gratitudine. È la storia di un uomo che è vivo per caso, ma che ha scelto di vivere per davvero. E che oggi guarda avanti, con nuova musica da creare.

Una produzione Lumière & Co. e Luce Cinecittà
In collaborazione con Rai Documentari
Distribuzione Fandango

"Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco” - un film di Cristiana Mainardi. Il 16, 17 e 18 febbraio al cinema.Un’esistenza votata alla musica...

In Toscana prende forma Villa F, e con essa prende forma un’idea precisa di architettura contemporanea italiana: non un ...
04/01/2026

In Toscana prende forma Villa F, e con essa prende forma un’idea precisa di architettura contemporanea italiana: non un gesto autoreferenziale, ma un atto di ascolto, di misura e di relazione. L’Atelier Iraci Architetti firma un progetto che non si limita a “occupare” un luogo, ma lo interpreta, lo attraversa, lo lascia parlare. È un’architettura che non impone una visione, ma la costruisce insieme al territorio e alla committenza, trasformando desideri, vincoli e paesaggio in un organismo coerente, vivo, calibrato.

In un tempo in cui la casa rischia spesso di diventare un contenitore di funzioni, Villa F ribalta la prospettiva: qui ogni scelta — dalla planimetria all’illuminazione, dai materiali alle soluzioni tecnologiche — è parte di un’unica narrazione. L’interior design non è un “dopo”, ma un’estensione naturale del progetto architettonico. Gli arredi su misura, le superfici trattate con cura quasi artigianale, le soluzioni a scomparsa che modulano gli spazi senza mai esibirsi, costruiscono un linguaggio unitario, dove estetica e funzionalità non competono, ma si potenziano.

Il cuore simbolico e spaziale della residenza è il patio con il carrubo, un gesto semplice e radicale allo stesso tempo. È lì che si misura la qualità del progetto: nella capacità di trasformare un albero in un dispositivo di relazione, un punto di equilibrio tra interno ed esterno, tra giorno e notte, tra vita privata e apertura al paesaggio. Il landscape, affidato a essenze autoctone e a un tetto verde che dialoga con le colline, non è un contorno, ma un’estensione dell’abitare, un modo per restituire continuità ecologica e percettiva.

La distinzione materica tra zona giorno e zona notte — luce calda e superfici chiare da un lato, noce nazionale e intimità dall’altro — non è un esercizio stilistico, ma un modo per riconoscere che l’abitare è fatto di ritmi, di atmosfere, di necessità emotive diverse. È un’architettura che non si limita a “funzionare”: interpreta, accompagna, protegge.

La tecnologia, qui, non è un feticcio futurista ma un’infrastruttura invisibile di benessere. Domotica, sistemi audiovisivi integrati, pannellature mobili, meccanismi a scorrimento: tutto concorre a rendere la casa un organismo flessibile, capace di trasformarsi senza perdere identità. La qualità abitativa non nasce dall’accumulo di dispositivi, ma dalla loro capacità di scomparire, di lasciare spazio all’esperienza, alla luce, ai materiali.

Villa F diventa così un caso emblematico di come l’architettura contemporanea possa essere insieme scenografica e misurata, tecnologica e sensibile, radicata e innovativa. Un progetto che non cerca l’icona, ma la coerenza; non l’effetto, ma la profondità. È la dimostrazione che la casa del presente — e del futuro — può essere un luogo di benessere totale, un ecosistema in cui natura, design e sostenibilità non sono slogan, ma parti di un’unica visione.

Villa F - Atelier Iraci Architetti - Toscana In Toscana prende forma Villa F, un progetto firmato dall'Atelier Iraci Architetti che rappresenta un modello di...

C’è un dato che dovrebbe far tremare i polsi a chiunque si occupi di media: i numeri di Falsissimo non sono semplicement...
24/12/2025

C’è un dato che dovrebbe far tremare i polsi a chiunque si occupi di media: i numeri di Falsissimo non sono semplicemente alti, sono un’anomalia statistica, una frattura nella storia recente della comunicazione italiana, un segnale che non riguarda Fabrizio Corona in quanto individuo ma il sistema che gli ha permesso di diventare un vettore di attenzione così potente. Chiunque abbia mai caricato un video su YouTube sa che sette milioni di visualizzazioni in una settimana non sono un successo: sono un terremoto. E i terremoti non avvengono per caso.

Molti si ostinano a leggere questo fenomeno come l’ennesima prova del morboso interesse degli italiani per il gossip, ma questa interpretazione è rassicurante solo per chi non vuole vedere la trasformazione profonda che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Falsissimo non è un contenitore di pettegolezzi: è un format che ha intercettato un vuoto, un bisogno, una sfiducia crescente verso la narrazione istituzionale della realtà. È semplice nella forma, ma innovativo nella funzione, perché porta sui social una quantità di materiale, di retroscena, di dinamiche di potere che la televisione ha sempre filtrato, sterilizzato, addomesticato. E lo fa con una conduzione che non è giornalistica, non è politica, non è televisiva: è performativa. Fabrizio alterna rabbia, ironia, provocazione, confessione, teatralità, e in questo oscillare continuo costruisce un linguaggio che non appartiene a nessun medium tradizionale. È uno showman che non ha bisogno di un palco, perché il palco è già esso stesso.

Ma il punto non è lui. Il punto è ciò che il suo successo rivela.

In questa vicenda non c’è solo il duello personale tra Fabrizio Corona e il mondo dello spettacolo, della politica o della legge. C’è un conflitto molto più grande, quasi epocale: quello tra una televisione che continua a recitare se stessa come se fosse ancora il centro del mondo e un ecosistema digitale che ha smesso da tempo di chiedere permesso. La TV italiana appare sempre più come un organismo stanco, autoreferenziale, convinto di essere immortale solo perché lo è stata per decenni. Ma mentre essa si aggrappa ai suoi rituali, ai suoi salotti, ai suoi conduttori intoccabili, i social network e lo streaming stanno riscrivendo le regole della produzione, della distribuzione e della legittimazione del contenuto.

Corona, nel bene e nel male, dimostra che oggi un creator può generare introiti enormi, costruire un pubblico fedele, aggirare filtri e censure, e soprattutto sottrarsi ai giochi di potere che hanno governato per anni il mondo televisivo. Non è un caso che la domanda “quanto ha guadagnato?” sia diventata parte integrante della discussione: perché il guadagno non è solo un dato economico, è un indicatore di autonomia. È la prova che l’industria dei contenuti non appartiene più a chi possiede le antenne, ma a chi possiede l’attenzione.

E mentre tutto questo accade, Netflix prepara una serie su Corona con un tempismo che sfiora il chirurgico, quasi a voler sancire la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Non è un omaggio: è un’operazione industriale. È la piattaforma globale che riconosce un fenomeno locale e lo ingloba, lo amplifica, lo canonizza. È il colpo di grazia simbolico a una televisione che, invece di reagire, si limita a incassare il colpo, a invitare Signorini in trasmissione come se nulla fosse, a fingere che il mondo non stia cambiando sotto i suoi piedi.

Ma il mondo cambia comunque. E la TV italiana, che si crede immortale, scoprirà presto che l’immortalità non è un diritto acquisito, ma un equilibrio fragile che si mantiene solo finché si è capaci di leggere il proprio tempo. Oggi non lo sta facendo. Oggi osserva, subisce, minimizza. E mentre lo fa, il pubblico migra, gli algoritmi avanzano, i creator si emancipano, e il sistema che per anni ha dettato le regole si ritrova improvvisamente a giocare una partita che non controlla più.

Il fenomeno Falsissimo non è un incidente: è un sintomo. È la prova che la televisione non è più il centro del discorso pubblico, che la legittimazione non passa più dai palinsesti, che la verità — o ciò che viene percepito come tale — non ha più bisogno di uno studio televisivo per circolare. È un segnale che non riguarda Corona, ma ciò che lo ha reso possibile: un ecosistema mediatico che ha perso autorevolezza, un pubblico che ha perso fiducia, un sistema che ha perso il controllo della propria narrazione.

E quando un sistema perde il controllo della narrazione, non è mai immortale.

MBT & Associati è uno studio multidisciplinare che opera all’incrocio tra architettura, design e comunicazione, distingu...
24/12/2025

MBT & Associati è uno studio multidisciplinare che opera all’incrocio tra architettura, design e comunicazione, distinguendosi per un approccio capace di unire visione, metodo e cura artigianale.

Guidiamo i nostri clienti lungo un percorso creativo e tecnico che parte dalla pianificazione strategica e si traduce in soluzioni su misura, progettate nei minimi dettagli e consegnate chiavi in mano.

Crediamo in un approccio olistico e integrato, in cui ogni fase del progetto è orientata da linee guida chiare, processi rigorosi e una progettualità che non lascia spazio all’improvvisazione. Il nostro obiettivo non è semplicemente soddisfare le aspettative del cliente, ma superarle, trasformando ogni incarico in un’esperienza di valore.

Il cliente è il centro del nostro universo creativo. Offriamo un’esperienza quasi sartoriale, invitandolo a esplorare, testare e “degustare” il risultato finale, affinché ogni progetto sia non solo funzionale, ma anche un autentico piacere estetico.

Mosca Bianca è il cuore pulsante dello studio: un gruppo di professionisti operosi, pazienti, appassionati ed efficienti, uniti da un unico fil rouge: l’eccellenza nel fare bene.

Lavoriamo in sinergia per portare innovazione, bellezza e consapevolezza in ogni progetto, convinti che la qualità sia sempre il frutto di una visione condivisa.

Con questo spirito, vi auguriamo buone feste e un nuovo anno ricco di visione, bellezza e progetti che meritano di prendere forma. Per chi desidera approfondire, confrontarsi o avviare una collaborazione, può contattarci direttamente qui.

Che il mondo intero si vergogni!In un tempo che pretende di chiamarsi civile, mentre le dichiarazioni di pace vengono fi...
17/12/2025

Che il mondo intero si vergogni!

In un tempo che pretende di chiamarsi civile, mentre le dichiarazioni di pace vengono firmate con penna dorata e fotografate come trofei diplomatici, la realtà continua a smentire ogni retorica: Gaza, ancora una volta, diventa teatro di bombardamenti che riducono a macerie le case e a silenzi spezzati le vite, dimostrando che la parola “accordo” può trasformarsi in un simulacro vuoto se non è accompagnata da giustizia, dignità e rispetto per l’umano. Non basta invocare la pace se, subito dopo, si consente alla guerra di riprendere il suo corso con la stessa brutalità di sempre, perché la pace non è un documento firmato da potenti, ma un respiro condiviso da popoli che non vogliono più morire.

E mentre le pressioni religiose e politiche si intrecciano come corde che strangolano la verità, mentre le annessioni avanzano sotto il velo di strategie geopolitiche e le risorse energetiche diventano il nuovo terreno di contesa, il mondo intero si rivela incapace di guardare oltre il proprio tornaconto, incapace di riconoscere che dietro ogni giacimento di gas, dietro ogni partnership industriale, ci sono volti, ci sono storie, ci sono adolescenti come Shireen Abu Al-Kas, la cui vita spezzata diventa testimonianza vivente di ciò che accade quando l’economia e la politica si dimenticano dell’essere umano.

Che il mondo intero si vergogni, dunque, perché non c’è vergogna più grande di quella di assistere, in silenzio o con indifferenza, alla distruzione di un popolo e di una terra, mentre si continua a parlare di pace come se fosse un concetto astratto, un ornamento retorico da esibire nei consessi internazionali. La vergogna è di chi firma senza garantire, di chi promette senza mantenere, di chi osserva senza intervenire, di chi preferisce il profitto alla giustizia, la strategia alla compassione, il potere alla verità.

Eppure, proprio da questa vergogna può nascere la possibilità di un risveglio: se il mondo intero imparasse a riconoscere la propria complicità, se le nazioni smettessero di nascondersi dietro le maschere della diplomazia e affrontassero la responsabilità delle proprie scelte, allora forse la parola “pace” tornerebbe ad avere un senso, non come promessa tradita, ma come impegno radicale, come atto di coraggio che disarma le armi e restituisce voce a chi è stato ridotto al silenzio.

Di Nancy Porsia, da Report del 14/12/2025. Gli effetti del piano tra Stati Uniti, Cisgiordania e Israele, tra pressioni religiose e politiche, l'avanzare delle annessioni, le tensioni sul gas offshore conteso e il ruolo dell'ENI nelle partnership energetiche con Israele.

Isla Magazine è una rivista e associazione culturale - prodotta da Isla Media - impegnata nella promozione dell'arte con...
10/12/2025

Isla Magazine è una rivista e associazione culturale - prodotta da Isla Media - impegnata nella promozione dell'arte contemporanea, dell'editoria indipendente, del design e dell'architettura. Collaboriamo con numerose riviste, associazioni e spazi culturali, per diffondere il nostro progetto e organizzare eventi congiunti che abbraccino una vasta gamma di interessi artistici e culturali. I nostri sforzi includono mostre, conferenze, workshop e iniziative editoriali che mirano a creare un dialogo tra diverse discipline e a coinvolgere il pubblico in esperienze significative e stimolanti.

Isla Magazine è una rivista e associazione culturale - prodotta da Isla Media - impegnata nella promozione dell'arte contemporanea, dell'editoria indipendente, del design e dell'architettura. Collaboriamo con numerose riviste, associazioni e spazi culturali, per diffondere il nostro progetto e orga...

24/11/2025

Fornace Bernasconi è felice di aver partecipato a un progetto d’eccezione nella campagna romana: una villa a Castel Madama, concepita dall’architetto Massimo Adario, ispirata alla Casa Sperimentale di Alvar Aalto in Finlandia. Cotto fatto a mano: naturalezza e continuità tra interno ed esterno...

Un maestro dell'architettura contemporanea incontra un luogo senza tempo. Nella Pirrera Sant'Antonio – la suggestiva Cav...
24/11/2025

Un maestro dell'architettura contemporanea incontra un luogo senza tempo. Nella Pirrera Sant'Antonio – la suggestiva Cava del Barocco incastonata nei Monti Climiti – si svolgerà la lectio magistralis di Alberto Campo Baeza, architetto madrileno tra i più autorevoli della scena internazionale. Il titolo, Construir con la luz, racchiude l'essenza di un pensiero progettuale che ha fatto della luce, del silenzio e della gravità i suoi "assoluti ed eterni".

Un maestro dell'architettura contemporanea incontra un luogo senza tempo. Nella Pirrera Sant'Antonio – la suggestiva Cava del Barocco incastonata nei Monti Climiti – si svolgerà la lectio magistralis di Alberto Campo Baeza, architetto madrileno tra i più autorevoli della scena internazionale. ...

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