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🗓️Il 31 ottobre non è una data come le altre per il Molise e per l’intero Paese. Ricorre oggi l'anniversario del drammat...
31/10/2026

🗓️Il 31 ottobre non è una data come le altre per il Molise e per l’intero Paese. Ricorre oggi l'anniversario del drammatico terremoto di San Giuliano di Puglia, una delle pagine più dolorose della nostra storia recente.

🙏Il pensiero va anzitutto ai 27 bambini e alla maestra che persero la vita nel crollo della scuola "Francesco Jovine": una ferita insanabile che ci ricorda il valore inestimabile della memoria.

Come membro della Commissione Protezione Civile dell'Ordine degli Architetti di Roma, avverto profondamente la responsabilità che questa ricorrenza porta con sé.
Il ricordo non può e non deve restare un esercizio fine a se stesso, ma deve tradursi in azione e prevenzione quotidiana.

Da anni, con la nostra Commissione, entriamo nelle scuole per portare avanti una missione fondamentale: diffondere la cultura della sicurezza, la conoscenza dei rischi e la consapevolezza del rischio sismico tra i più giovani e all'interno delle comunità scolastiche.

Garantire la sicurezza degli edifici e investire nella prevenzione sismica non è un'opzione, ma un dovere civico e morale imprescindibile.

La scuola deve essere, per definizione, il luogo più sicuro: una bolla protetta in cui i nostri figli possano crescere e costruire il proprio futuro.

L'eco di quel dolore si trasforma nel nostro impegno collettivo quotidiano. Continueremo a lavorare, come professionisti e come istituzione, affinché la cultura della prevenzione diventi patrimonio di tutti e tragedie simili non si ripetano mai più.

Una bellissima storia a lieto ieri mattina, 30/10/2026, a Bologna! 🚌❤️“È stata un'emozione straordinaria”. Con queste pa...
31/10/2026

Una bellissima storia a lieto ieri mattina, 30/10/2026, a Bologna! 🚌❤️

“È stata un'emozione straordinaria”.
Con queste parole Niurka Roman, autista della linea 39 di Tper, racconta il miracolo avvenuto a bordo del suo autobus in via Saffi.
Una mamma, supportata dall'incredibile prontezza della conducente e dalla solidarietà delle altre passeggere, ha dato alla luce il suo bimbo.
Mamma e piccolo stanno bene!

✨ Le parole di Niurka ci ricordano il potere dell'umanità: “Tante persone, provenienti da diverse parti del mondo, per assistere la mamma sono state capaci di mettere in comune forze e capacità che nemmeno credevano di avere”.

Benvenuto al mondo al piccolo e un grandissimo plauso a Niurka e a tutte le splendide persone che hanno aiutato! 👶🍼

ℹ️ Fonte: Tper
👇 Link all'articolo completo nel primo commento

30/10/2026
30/10/2026
30/10/2026
30/10/2026

Il Prof. Antonio Carcaterra è stato eletto Magnifico Rettore della Sapienza Università di Roma per il sessennio 2026–2032

Il Preside e la Facoltà di Architettura della Sapienza rivolgono al nuovo Magnifico Rettore le più vive e sentite congratulazioni.

30/10/2026

L’infermiere di Verona Nadir Rossi aveva pianificato tutto: come uccidere lentamente la moglie Jessica Dalla Chiara con dosi di insulina iniettate tramite iniezioni e flebo, come passare per un marito inconsolabile e come vivere nell’agiatezza incassando una polizza sulla vita sottoscritta dalla vittima di ben 100 mila euro. “Ci credevo ormai che fosse stato capace di uccidere mia figlia. Sono trascorsi due anni dalla fine di Jessica ma finalmente abbiamo avuto giustizia”, dice adesso Maurizio Dalla Chiara, il papà di Jessica, a poche ore dall’arresto del genero accusato del femminicidio del 2024. Rossi è stato raggiunto ieri nella sua casa di Bussolego dalla squadra mobile di Verona, appena rientrato dopo avere lasciato la figlia di 4 anni all’asilo.

“Iniezioni di insulina per far morire la moglie”. Arrestato due anni dopo
di Romina Marceca

30 Ottobre 2026

Due anni dopo la fine di sua figlia questa svolta se l’aspettava?

“Sì, certo. E adesso chiedo a lui di dire tutta la verità su cosa ha fatto a Jessica. Ho dentro un dolore troppo grande e tanta rabbia”.

Il primo ricovero di Jessica risale al maggio del 2024. Sua figlia aveva sospettato qualcosa?

“Lei era un’infermiera, assisteva anche i malati a domicilio, era super controllata e sanissima. Non si spiegava cosa le stesse succedendo, non riusciva a darsi una spiegazione. Ma non aveva alcun sospetto sul marito. Ha fatto una marea di esami in ospedale, dove è rimasta ricoverata per un mese”.

C’erano stati litigi, c’era tensione tra sua figlia e il marito?

“Si conoscevano dai tempi del liceo. Stavano insieme da sempre. Non avevo avuto alcun sentore di qualcosa che non andasse bene tra loro. Mia figlia era contenta. Se l’avessi vista preoccupata sarei di certo intervenuto”.

E lei? Non aveva notato nulla di strano in quell’uomo?

“Era sempre taciturno e avevo percepito che non avesse una grande simpatia nei miei confronti. Ma non m’importava, pensavo alla serenità di mia figlia”.

Verona, uccise la moglie con l’insulina per incassare la polizza: infermiere arrestato dopo 2 anni
di Elena Dusi

29 Ottobre 2026

Dopo il primo ricovero c’è stato un secondo avvelenamento, secondo le indagini, quello fatale.

“Certo, a quanto pare con una flebo. La mia povera Jessica è rimasta a casa solo due giorni prima di morire. Ricordo come fosse adesso mia figlia che lascia l’ospedale e prima di tornare a casa compra una valigia per la sua bambina, che allora aveva due anni. L’aveva acquistata perché voleva fare un viaggio dopo quel lungo ricovero e non vedeva l’ora di riabbracciare sua figlia. Due giorni dopo invece è morta”.

La sua ex moglie ha chiesto di avere affidata vostra nipote.

“Sì, la mia ex moglie ed io siamo sempre rimasti in ottimi rapporti. Lei abita nell’appartamento sopra a quello dove viveva Jessica con suo marito. Ha cresciuto la nostra nipotina con amore per i primi due anni. I genitori andavano a lavoro e lei aveva sempre la piccola con sé e preparava pranzi e cene per loro quando tornavano dai turni in ospedale”.

In questi due anni ha visto sua nipote?

“Solo un paio di volte, non di più. Lui ha lasciato l’appartamento vicino quello della mia ex moglie e l’ha affittato. Ogni volta che vedevo la piccola c’era sempre lui a seguirci, a controllare cosa ci dicessimo. E io che ormai avevo la certezza che fosse stato lui ad uccidere mia figlia, non avevo proprio voglia di stargli vicino”

Romina Marceca Estratto Repubblica

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